I locali più prestigiosi di Hong Kong utilizzano un design d'interni straordinario per dimostrare che l'estetica è essenziale quanto il menu, elevando il design a elemento centrale dell'esperienza.
Esistono città in cui l'interno di un ristorante è solo una scatola da riempire di tavoli; un contenitore necessario per la seria attività del mangiare e del bere. Hong Kong non è una di queste città. È un luogo in cui il costo degli immobili è così punitivo, e la competizione così feroce, che il design di un ambiente deve giustificare il suo valore attraverso un’estetica impeccabile.
Non si tratta di carta da parati appariscente o lampade di tendenza. Si tratta di intenzione: un impegno verso l'artigianato che inizia nel momento in cui si varca la soglia. Questi cinque locali dimostrano che lo spazio stesso è una parte essenziale dell’esperienza di design che definisce l'eccellenza culinaria.
Potrebbe interessarti anche: Notizie dal mondo gastronomico: Mr Cheesecake svela un gusto autunnale, Clan & Co celebra il primo anno e molto altro
Iniziamo dalla vetta. Peridot, situato al 38° piano dell'Henderson, edificio progettato da Zaha Hadid Architects, è una lezione magistrale di ciò che il suo designer, Paolo Ferrari, definisce “futurismo senza tempo”. La vista è, naturalmente, l’attrazione principale: un panorama vertiginoso sul Victoria Harbour. Eppure, l’ambiente non soccombe di fronte a tale splendore. Al contrario, offre un contrappunto: un mondo di pareti sinuose rivestite in un ipnotico verde oliva, dove oltre 20.000 piccole luci, incastonate per emulare una sfera stroboscopica pixelata, brillano attraverso cilindri in acrilico smerigliato. Sembra di entrare in una visione del futuro anni ‘60, dove i cocktail sono curati con la stessa precisione dell’architettura. Le bevande incentrate sul terroir e la proposta culinaria vegetale sono deliziose, ma l’ambientazione, con il suo bancone in marmo fluido e le superfici riflettenti, è puro glamour basato su un design d'eccellenza.

Above La solennità coloniale prende vita al The Magistracy Dining, con soffitti a volta, pannelli in legno e lussuose panche color rosso vino che esaltano il design classico.
A poca distanza, il tono passa dal futuristico allo storico. The Magistracy Dining Room, all’interno del vecchio edificio della Magistratura Centrale a Tai Kwun, è un glorioso studio di solennità coloniale. Progettato da Joyce Wang Studio, lo spazio trae ispirazione dai più grandiosi ristoranti tradizionali di Londra. I soffitti a volta, i tappeti personalizzati e le pareti rivestite in legno sono tutti presenti, ma sono i dettagli di design a rimanere impressi. Le morbide panche curve color rosso vino e le poltrone in pelle ambrata invitano a indugiare in un pomeriggio lungo e languido. Potrebbe facilmente sembrare un museo, una reliquia di un’epoca passata; invece, appare vibrante e vitale. Il contrasto tra questa magnificenza e il santuario verde del cortile esterno — Botanical Garden, un gin bar nascosto tra edera e felci — è un tocco sapiente, una valvola di sfogo che permette di respirare immersi in un design raffinato.

Above Artigianato sostenibile presso la sede di Roganic a Causeway Bay, che utilizza legno recuperato dai tifoni e vernice a base di gusci d'ostrica per un design ecosostenibile.
Da un edificio che parla di impero, passiamo a uno che parla della Terra. Roganic, nella sua nuova sede di Causeway Bay presso Lee Garden One, opera con un’ambizione diversa. Lo studio locale Atelier E, in collaborazione con l’impresa ecosociale HK Timberbank, ha realizzato una sala in cui la filosofia dello chef britannico Simon Rogan è integrata nelle pareti stesse. I tavoli sono ricavati da legno recuperato dai tifoni locali, il pavimento è in marmo di recupero e il bancone è rivestito con una vernice fatta di gusci d’ostrica e pietre. Si tratta di un manifesto fisico: una sala costruita con gli stessi standard rigorosi che Rogan applica alla sua cucina. Eppure, nonostante la sua integrità ecologica, lo spazio non sembra mai una predica. La luce del sole inonda le finestre, scaldando le superfici e ammorbidendo i contorni di questo sapiente design. È un ambiente che calpesta leggermente la Terra, offrendo ai commensali un senso di autentica connessione con l’origine del cibo e con il luogo in cui si trovano.

Above Duddell’s combina tonalità verde pistacchio, pavimenti in terrazzo e schermi in vetro colorato ispirati alle torri di avvistamento Lingnan, elementi chiave del suo nuovo design.

Above Un elegante spazio da pranzo con interni in tonalità pastello, accenti in vetro colorato e sofisticati layout dei tavoli che esaltano l’armonia del design.
Poi c’è Duddell’s. A dodici anni dall’apertura, questo pilastro del Central è emerso da una ristrutturazione con una nuova consapevolezza. Il vecchio salone d’arte eclettico ha lasciato il posto a qualcosa di più maturo: una maison privata di un collezionista d’arte, ripensata dall’architetto d’interni André Fu, basata su un sofisticato design. Lo spazio si apre ora in verde pistacchio, blu minerale e giallo burro, con schermi in vetro colorato e pavimenti in terrazzo che rimandano alle torri di avvistamento Lingnan. Sembra meno un ristorante e più una libreria molto elegante dove qualcuno serve un’eccellente cucina cantonese. L’arte ruota ancora, i cocktail attingono sempre all’eredità filosofica della città e l’Upper Room si affaccia ancora su quella terrazza giardino nascosta, miracolosamente isolata dai grattacieli sovrastanti. Non è una reinvenzione, ma un raffinamento estetico, e Duddell’s lo sfoggia con grande design.

Above Lusso sobrio presso Blanc de Noirs, dove il contrasto tra il nero del marmo Nero Marquina e il bianco del marmo Volakas evoca le tonalità dello champagne grazie a un attento design.
Infine, arriviamo a Blanc de Noirs. Questo santuario dello champagne al settimo piano del Mandarin Oriental, The Landmark, condivide il piano con alcuni dei ristoranti più celebri della città, ma questo non è un semplice punto di sosta prima o dopo cena. Progettato da Steve Leung Hospitality, l’ambiente comprende il valore della moderazione nel design. Il marmo nero Nero Marquina dalla Spagna si affianca al marmo bianco Volakas dalla Grecia, le loro tonalità contrastanti riflettono il vino per cui il bar è chiamato. L’effetto non è freddo; è calmo, composto e d’atmosfera. Inoltre, una cantina da 500 bottiglie e 25 etichette al calice ne fanno uno dei programmi di champagne più seri dell’Asia. Questa è una sala per intenditori, certamente, ma anche per chiunque comprenda che lo Champagne non deve essere riservato solo alle grandi occasioni: grazie a questo design, ogni serata diventa un momento da celebrare.




