Presso la boutique Jil Sander di Paragon, Tatler presenta un esclusivo workshop dedicato alla collezione Primavera-Estate 2026: un trionfo di sartorialità, tessuti impalpabili e minimalismo moderno firmato Simone Bellotti.
Presso la boutique Jil Sander a Paragon, la community di clienti e amici della maison di Tatler Singapore si è riunita per un intimo workshop di stile: un incontro a metà tra una masterclass e una profonda riflessione sul minimalismo moderno. La sessione si è aperta con un omaggio alle origini del marchio, fondato nel 1968 ad Amburgo da Jil Sander, la cui dedizione assoluta a linee pure, precisione sartoriale e rigore intellettuale avrebbe ridefinito il linguaggio stesso del lusso. Negli anni Novanta, la maison si era ormai affermata a livello globale come un'alternativa rigorosa agli eccessi della moda, mentre la direzione creativa di Raf Simons, dal 2005 al 2012, ha infuso una dimensione più morbida ed emozionale a tale severità. Oggi, sotto la sapiente guida di Simone Bellotti, il dialogo torna ai principi fondamentali — purezza, essenza e austerità — non in chiave nostalgica, ma come autentico stile di vita.
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Attraverso la lente della collezione Primavera-Estate 2026, Adriel Chiun, senior branded content and style editor di Tatler Singapore, ha saputo sintetizzare la visione di Bellotti in una proposta affascinante: raffinatezza e ricalibrazione. Le silhouette abbandonano i volumi over per abbracciare forme più precise e calibrate, con capi che accarezzano il corpo ed esprimono una nuova, silenziosa sicurezza. Anche i tessuti raccontano una storia: cotoni più soffici, jersey impalpabili e denim straordinariamente fluidi, concepiti non solo per essere ammirati, ma per essere vissuti. Gli ospiti sono stati invitati a toccare con mano la matericità che guida l'evoluzione della collezione. Si tratta, nella sua essenza, di un guardaroba nato dal puro ascolto, plasmato sui desideri della clientela, con una rinnovata attenzione all'abbigliamento per le occasioni speciali, alla versatilità dal giorno alla sera e, soprattutto, a una disinvolta eleganza.

Above Caratterizzata dalla proverbiale precisione tedesca, la boutique Jil Sander di Paragon fa da magnifica cornice all'esperto di moda di Tatler, Adriel Chiun, mentre svela i segreti della collezione PE 2026.

Above Uno straordinario studio sull'eleganza senza tempo prende vita all'interno della boutique Jil Sander a Paragon.
Tra gli eleganti spazi della boutique, le collezioni esposte hanno rivelato un guardaroba capace di spaziare con estrema fluidità tra un sofisticato abbigliamento da ufficio e capi da sera dall'eleganza sussurrata, ogni pezzo saldamente radicato nell'estetica inconfondibile del marchio. Le calzature sono state rielaborate all'insegna della leggerezza e della portabilità, mentre la pelletteria — in particolar modo gli zaini da uomo — testimonia una crescente attenzione verso accessori di lusso che vanno oltre il prêt-à-porter. Chiun ha guidato i presenti attraverso le proposte chiave della stagione: completi sartoriali a quadri dal fascino rilassato che evocano un'energia metropolitana; tessuti tecnici che introducono un sottile tocco atletico; denim dalle linee decise che reinterpreta i codici del workwear; e raffinati misti lana-lino a righe che offrono una rilettura contemporanea dell'estetica retrò.
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Above Wendy Long si affida a Jil Sander Paragon per un raffinato consiglio di stile: Chiun l'accompagna nella scelta, perfezionando le proporzioni e le linee fino a trovare l'equilibrio sartoriale perfetto.

Above Una piacevole e sofisticata conversazione di stile tra Chiun e Yvonne Wang presso la boutique Jil Sander Paragon.
Al centro del workshop è emerso con forza il concetto di protezione, un tema ricorrente e affascinante nel lavoro di Bellotti. Traendo ispirazione dal paesaggio industriale di Amburgo e dal simbolismo dell'armatura, i capi assumono una qualità quasi scultorea: silhouette che avvolgono delicatamente il corpo, spalle affusolate e proporzioni accorciate creano un sapiente gioco di tensione e controllo. Tuttavia, questa forza viene deliberatamente e magnificamente interrotta: spacchi inaspettati e tessuti impalpabili lasciano intravedere la pelle nuda, instaurando un dialogo seducente tra celare e mostrare, tra assoluta rigidità e inaspettata morbidezza.
Anche il colore gioca un ruolo di assoluto rilievo. Il nero fa un passo indietro in favore di intensi blu inchiostro, mentre una sofisticata palette di color pietra, nebbia e champagne è squisitamente punteggiata da lampi rosa confetto e blu oceano. Delicati motivi floreali ingentiliscono il rigore della collezione, e sapienti giochi di sovrapposizioni — talvolta reali, talvolta puramente illusori — conferiscono una notevole profondità senza mai tradire l'etica minimalista del brand. Per Chiun, l'insegnamento tratto da questa esperienza è inequivocabile: la precisione vince sui volumi, la struttura trova il suo perfetto equilibrio nella morbidezza, unitamente alla profonda consapevolezza che il vero lusso risiede nell'integrità della vestibilità e dei tessuti d'eccellenza.
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