Cover Il film “Il diavolo veste Prada 2” supera l'opulenza della moda per delineare fedelmente il panorama lavorativo odierno.

Vent'anni dopo la celebre battuta “Un milione di ragazze ucciderebbe per questo lavoro”, il film “Il diavolo veste Prada 2” trascende lo sfarzo del mondo della moda per dipingere un quadro del mercato del lavoro in cui chiunque può rispecchiarsi, dai dirigenti ai tirocinanti alle prime armi.

Il film Il diavolo veste Prada 2, diretto da David Frankel e scritto da Aline Brosh McKenna, sta dominando i botteghini globali, avendo raggiunto i 433 milioni di dollari di incassi in sole due settimane. Questa acclamata pellicola non esplora unicamente il lato più luminoso dell'industria della moda, ma ritrae anche cinque tipologie di professionisti nel duro panorama di un mercato del lavoro in costante mutamento, toccando i veri “punti dolenti” esistenziali degli impiegati di vari settori.

Attenzione: l'articolo contiene spoiler sul film.

L'opera si apre con la protagonista Andy Sachs, interpretata da Anne Hathaway, sul palco di una prestigiosa cerimonia di premiazione giornalistica. Proprio mentre si appresta a ricevere un meritato riconoscimento dopo anni di dedizione, riceve un messaggio di licenziamento sul telefono. Il motivo? La testata “non genera più entrate sufficienti per mantenere le operazioni”. Non si tratta di una finzione narrativa, ma di una realtà dolorosamente attuale.

Il settore dei media e del giornalismo sta attraversando una recessione silenziosa e spietata. Condé Nast — il gruppo proprietario di Vogue, Vanity Fair, GQ e numerose altre testate di prestigio — ha attuato continui tagli al personale dal 2023. Questi licenziamenti hanno eliminato molte posizioni redazionali di livello intermedio, figure fondamentali nel processo di produzione delle riviste. Ben 33 dipendenti sono stati licenziati in soli cinque mesi, includendo professionisti presso Glamour, Self e Condé Nast. Anche il gruppo Hearst (proprietario di Elle Decor, Veranda, Town & Country) ha annunciato una riduzione che ha lasciato senza lavoro dozzine di collaboratori storici di Elle Decor.

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Above L'industria dei media e del giornalismo sta affrontando una recessione silenziosa ma estremamente severa.

Tuttavia, non è solo il giornalismo a soffrire; anche il settore tecnologico affronta criticità analoghe. Soltanto nel 2025, oltre 244.000 professionisti di aziende tech globali hanno perso il posto, in quanto le società si stanno ristrutturando attorno a modelli operativi incentrati sull'intelligenza artificiale. A differenza dei licenziamenti post-pandemia, dovuti a un eccesso di assunzioni, questa nuova ondata rappresenta una riorganizzazione strutturale molto più profonda, dove le posizioni vengono soppresse definitivamente senza alcuna prospettiva di riapertura.

Questo è l'intricato scenario globale in cui si inserisce la narrazione del film Il diavolo veste Prada 2.

Il magistrale ritorno della “diabolica” Miranda Priestly

Se nel primo capitolo Miranda Priestly incarnava un'autorità inavvicinabile — lanciando cappotti alle assistenti, pretendendo manoscritti inediti di Harry Potter e persino ignorando il nome di Andy — in questo sequel il pubblico è sorpreso nel vedere la famigerata direttrice appendere da sola il proprio soprabito e chiamare correttamente per nome la sua assistente Amari. In un'epoca in cui l'industria editoriale ha perso il prestigio di un tempo, Miranda Priestly ha imparato a essere più flessibile e modesta, evolvendosi in una leader adatta ai tempi moderni.

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Above Miranda Priestly dimostra una rinnovata leadership e adattabilità nel settore dell'alta moda.

La scena in cui Miranda contratta faticosamente ogni singola pagina della rivista con un partner che detiene quasi il 20% del budget pubblicitario, riflette perfettamente la dipendenza delle riviste di moda da investimenti sempre più ridotti. Sul fronte dei contenuti, Runway è ora costretta a produrre clickbait e video brevi per assecondare le nuove abitudini dei lettori in un'era dominata dal digitale e dai social media.

L'iconica Miranda rappresenta quella generazione di dirigenti di grande esperienza che tentano faticosamente di adattarsi a regole del gioco del tutto inedite. Quando le antiche formule di successo non garantiscono più il futuro, leader del suo calibro rischiano l'obsolescenza e la sostituzione. Eppure, gli spettatori scoprono in lei una straordinaria resilienza e una mentalità in costante aggiornamento, doti che le permetteranno, infine, non solo di conservare la propria posizione, ma di salvare Runway da un licenziamento di massa.

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Above La redazione della rivista Runway affronta le nuove sfide dell'editoria digitale.

Nel finale, la toccante battuta di Miranda: “Because people should know there’s a cost. But boy, I love working. I really do. Don’t you?” (la gente dovrebbe sapere che c'è un prezzo da pagare. Ma, ragazzi, amo lavorare. Lo amo davvero. E voi?) diventa una potente affermazione e una fonte di ispirazione. Celebra l'immutabile passione per la propria professione, tipica di una generazione che ha dedicato un'intera vita al lavoro.

Andy Sachs e l'instancabile impegno della generazione Millennial

Andy Sachs incarna la generazione Millennial, ferma sostenitrice dell'idea che il successo derivi dal talento e dal duro lavoro. Tuttavia, questo non è sufficiente a proteggerla da un gelido messaggio di licenziamento da parte delle risorse umane. Andy — un'eccellente redattrice, acuta e al passo coi tempi — rappresenta la quintessenza della crisi professionale di mezza età: pur avendo competenze e una solida esperienza, si sente vulnerabile di fronte ai drastici mutamenti del mercato del lavoro. Paradossalmente, il suo ritorno a Runway comporterà il licenziamento di un'altra veterana dell'editoria, in un circolo vizioso che sembra non avere mai fine.

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Above Andy Sachs, interpretata da Anne Hathaway, incarna le sfide professionali dei Millennial.
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Above Il personaggio di Andy affronta con coraggio la transizione nel mondo del giornalismo.

Il diavolo veste Prada 2 ci restituisce un'Andy brillante, intraprendente e dotata della raffinata sensibilità di una vera giornalista. In un'industria invasa da articoli acchiappaclic e contenuti concepiti per l'algoritmo, Andy mantiene intatta la propria etica professionale. Rifiuta infatti un'offerta da 350.000 dollari per pubblicare un libro su Miranda Priestly, comprendendo che l'opera avrebbe potuto danneggiare la reputazione del suo ex capo. Sarà proprio questo rapporto di fiducia, fondato sull'integrità giornalistica e condiviso con un'affermata donna d'affari, a salvare in seguito le sorti di Runway.

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Above L'evoluzione di Andy Sachs dimostra l'importanza dell'integrità etica e professionale.

Nelle battute finali, la riapparizione di Andy in ufficio, vestita con l'iconico maglione ceruleo del primo film, suggerisce implicitamente che lei rimane una figura profondamente devota alla propria vocazione. Al termine di ogni vicissitudine, ciò che perdura è l'assoluta fiducia negli autentici valori della vera professionalità.

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L'incontenibile ambizione di Emily Charlton

Emily Charlton rappresenta il prototipo della professionista astuta, fortemente ambiziosa e abile nello sfruttare ogni opportunità. Vent'anni dopo, mentre Andy fatica ancora a destreggiarsi nel giornalismo, Emily è diventata una dirigente di spicco per un marchio di alta moda, con il potere di decidere le sorti di ogni singolo dollaro del budget pubblicitario di Runway. In questa nuova pellicola, Emily si propone come la perfetta controparte, minacciando il ruolo di caporedattrice di Miranda nel tentativo di acquisire la rivista grazie alle ingenti risorse finanziarie del fidanzato miliardario.

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Above Emily Charlton sfoggia uno stile impeccabile e una determinazione inarrestabile.

Tuttavia, il vero tallone d'Achille di Emily risiede nella mancanza di una visione strategica. È ossessionata dall'idea di apparire in copertina se dovesse diventare direttrice, trascurando del tutto la direzione a lungo termine della testata. Di fronte a tanta presunzione, Miranda le risponde con tagliente lucidità: “I’m sorry but you’re not a visionary. You’re a vendor” (Mi dispiace, ma non sei una visionaria. Sei solo una venditrice), insinuando che Emily sia ancora imprigionata in una mentalità commerciale, priva della leadership necessaria per guidare una rivista.

Individui come Emily incarnano quella schiera di brillanti professionisti del marketing e delle vendite, capaci di capitalizzare relazioni e occasioni; tuttavia, se non affronteranno la sfida di sviluppare un pensiero strategico e imparare a guidare un team, rischieranno di rimanere perennemente delle semplici “pedine” sulla scacchiera aziendale.

L'affettuoso collaboratore Nigel Kipling

Nigel Kipling è l'archetipo del collaboratore chiave e di grande esperienza che, sovente, antepone gli obiettivi della propria leadership ai propri. Nel primo capitolo aveva sacrificato le proprie ambizioni personali per salvaguardare il futuro di Miranda. Nel sequel, lo ritroviamo ancora saldamente al suo fianco; è il primo a intuire l'imminente crisi e a organizzare segretamente il ritorno di Andy per salvare il magazine.

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Above Nigel Kipling si conferma un pilastro fondamentale per il successo della testata Runway.
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Above La lealtà di Nigel verso Miranda Priestly rappresenta un legame professionale indissolubile.

In entrambe le pellicole, il pubblico osserva Nigel esitare tra il desiderio di un'evoluzione professionale personale e la lealtà assoluta verso la direzione intrapresa da Miranda. È l'uomo che fa un passo indietro nell'ombra per permettere ad altri di brillare, donando tutto sé stesso, mentre gli interrogativi sul proprio percorso rimangono sospesi. Dall'inizio alla fine, egli continua a sostenere Andy con inesauribile dedizione, dai primi passi mossi a Runway fino all'epilogo, suggellato da quel rassicurante “Forever my girl, Andy” (Per sempre la mia ragazza, Andy) e dal suo inconfondibile, caloroso sorriso.

Le nuove generazioni: Amari, Charlie e Jin Chao

In questa seconda parte, il film introduce figure che rappresentano fedelmente la Generazione Z: giovani cresciuti nell'era digitale, in cui la tecnologia permea ogni aspetto del quotidiano. Amari, interpretata da Simone Ashley, emana un'assoluta sicurezza ed è colei che osa pronunciare un netto “no” a Miranda Priestly nel bel mezzo di una riunione.

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Above Amari, la talentuosa e determinata prima assistente di Miranda.

Charlie, soprannominato “the chair” (la sedia), è invece l'assistente alle prime armi, perennemente inchiodato alla propria postazione per rispondere al telefono. Charlie incarna perfettamente tutti quei giovani che stanno disperatamente imparando a stabilire dei confini salutari per sopravvivere in un sistema che, nei fatti, non è ancora del tutto mutato.

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Above Il giovane assistente Charlie, soprannominato scherzosamente “the chair” nel film.

Infine troviamo Jin Chao, una stagista sveglia e perspicace, laureatasi con un punteggio quasi perfetto. La sceneggiatrice Aline Brosh McKenna ha rivelato che Jin Chao costituisce la tipica figura che molti tendono a sottovalutare, ma che alla fine “fa centro” registrando di nascosto l'incontro di Miranda per permettere ad Andy di ascoltarlo.

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Above La brillante stagista Jin Chao dimostra eccezionali abilità e prontezza.

Questi tre personaggi non incarnano affatto la “generazione irresponsabile” o “pigra” aspramente criticata dai pregiudizi sui giovani talenti della Gen Z. Al contrario, essi rappresentano una schiera di professionisti squisitamente formati, colti, tecnologicamente all'avanguardia e, al tempo stesso, gravati dall'immensa pressione di dover dimostrare il proprio valore all'interno di un mercato del lavoro spietato.

Una prospettiva multidimensionale sulla carriera professionale

Il film Il diavolo veste Prada 2 risuona nel profondo di molti spettatori proprio perché non si limita a narrare le vicende del mondo della moda o dei media. I giornalisti vi scorgono il declino della carta stampata, la fuga dei lettori e il prosciugamento dei budget pubblicitari. Chi lavora nelle agenzie annuisce, riconoscendo la logorante pressione di doversi adattare continuamente a nuovi algoritmi e format di contenuto. I dipendenti aziendali si rivedono nel costante timore di essere rimpiazzati dall'intelligenza artificiale o da candidati più giovani, meno costosi e più smanettoni. I creativi ritrovano sé stessi nel percorso di Andy: ricchi di talento e di etica professionale, eppure costretti a combattere in un sistema che spesso si rifiuta di premiarli per questo.

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Above Il cast stellare esplora la complessa rete di relazioni e ambizioni sul posto di lavoro.

Ogni singolo arco narrativo — dai vertici dirigenziali come Miranda alle figure esperte come Andy, dai dipendenti ambiziosi alla Emily fino ai pilastri come Nigel e ai giovani promesse come Amari, Charlie e Jin — illustra lo sforzo per l'evoluzione personale e rappresenta una specifica fazione all'interno della realtà aziendale, con le proprie esclusive opportunità e innumerevoli sfide.

Infine, il felice epilogo che accomuna tutti i protagonisti lancia anche un messaggio di forte ottimismo sulle capacità di adattamento nella nuova era lavorativa. Dimostra che chiunque, indipendentemente dalla posizione occupata nella complessa macchina aziendale, può imparare a ridefinire il proprio valore, superare le avversità e ritrovare la fiducia, riappropriandosi fieramente della propria strada verso il successo.

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