Cover La Tân nhạc vietnamita è la colonna sonora di un popolo che esprime la propria musica (Ảnh: Đậu Dung)

La “Tân nhạc” vietnamita si rivela in tre ritratti: espressione di una nuova collettività, musica che scava nel profondo dell’animo e una pionieristica industria musicale di successo.

Questa è la prospettiva emersa durante il seminario “Verso la città antica: due decenni di ‘Tân nhạc’ ad Hanoi (1934–1954)”, organizzato dal Museo di Hanoi la sera del 12 settembre 2026. In uno spazio espositivo che accoglieva 102 spartiti d’epoca risalenti a quasi un secolo fa — firmati da maestri come Văn Cao, Đoàn Chuẩn, Dương Thiệu Tước, Cung Tiến, Nguyễn Đình Thi e Hoàng Dương — gli ospiti: lo scrittore Nguyễn Trương Quý, il dottor Trần Ngọc Hiếu e la musicista Giáng Son, hanno discusso dell’alba della “Tân nhạc”, la musica vietnamita moderna, che rappresenta un punto focale per la comprensione della nostra “musica” nazionale.

Quali lezioni offre il successo di questa forma d’arte per l’odierna industria culturale vietnamita? E l’eredità della “Tân nhạc” è forse fuori sintonia con la sensibilità delle nuove generazioni? A queste domande, poste con entusiasmo dal pubblico, i relatori hanno risposto esaminando pazientemente i cimeli esposti: i rari fogli di spartito che definiscono questa “musica” storica.

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Sintonizzarsi con l’animo attraverso la musica

Lo scrittore Nguyễn Trương Quý, curatore della collezione, ha dedicato molto tempo a raccontare le storie dietro questi reperti. In soli due decenni, la “Tân nhạc” ha prodotto 2.000 edizioni cartacee, con tirature iniziali che raggiungevano le 400 copie. Pur trattandosi di semplici fogli piegati, ogni spartito veniva venduto al prezzo di un intero volume, riflettendo la stima profonda del pubblico per questa “musica” raffinata: oltre alla notazione, le illustrazioni in copertina erano vere opere d’arte, spesso collezionate o donate come preziosi omaggi.

Questi spartiti non sono solo testimoni di una fervida creatività, ma tracce di un’industria culturale sbocciata in Vietnam tra il 1934 e il 1954. Ogni foglio racchiudeva una rete di collaborazioni: poeti, compositori, interpreti e radio che davano vita a questa “musica” nuova. Case editrici come la NXB Tinh Hoa hanno stampato centinaia di brani in pochi anni. La “Tân nhạc” ha potuto spiccare il volo grazie a un virtuoso circolo di creazione, pubblicazione e fruizione quotidiana.

Tuttavia, il meccanismo produttivo fu il risultato e non la causa del movimento. Inizialmente, i cantanti non avevano palcoscenici e si esibivano durante gli intervalli nei cinema. Oggi, nonostante le condizioni materiali siano immensamente superiori rispetto agli anni ’30, il Vietnam fatica a far emergere un nuovo movimento di “musica” classica e contemporanea di tale portata. Da dove trae origine, dunque, questo slancio artistico?

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Above Un momento dell’esposizione dedicata alla storia della musica vietnamita (Ảnh: Minh Trần)

Secondo Nguyễn Trương Quý, la chiave risiede nella coincidenza tra i bisogni spirituali del popolo e lo sforzo creativo degli artisti. La “Tân nhạc” ha rappresentato la modernizzazione della “musica” vietnamita attraverso l’integrazione di teoria e strumenti occidentali, unita al desiderio di esprimere sentimenti personali o ideali patriottici. Questa “musica” è nata per rispondere alla sete di libertà, identità e bellezza di un popolo che cercava una propria voce nel XX secolo.

La “Tân nhạc” è rimasta intimamente legata alle istanze del tempo. Dai primi inni di resistenza fino alle ballate sentimentali che hanno esplorato l’interiorità della gioventù urbana, questo genere musicale si è intrecciato costantemente con i nuovi movimenti sociali, letterari e culturali. Come nota il dottor Trần Ngọc Hiếu, il fatto che molti testi di “musica” dell’epoca attingessero alla “Nuova Poesia” (Thơ Mới) dimostra che letteratura e “musica” condividevano un’estetica comune rivolta al progresso.

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Above Esperti e appassionati discutono del valore della musica d’epoca (Ảnh: Minh Trần)

Nella ricerca di un’estetica nazionale, compositori come Đặng Thế Phong hanno lavorato per conciliare i sei toni della lingua vietnamita con le dodici note della “musica” occidentale. Anche il musicista Mai Trung Kiên ha evidenziato come artisti come Văn Chung abbiano cercato di integrare le tecniche di canto tradizionale, come le fioriture vocali tipiche del Chèo, per rendere la “musica” più autenticamente vietnamita.

In definitiva, la “Tân nhạc” ha segnato il passaggio dalla modernità all’epoca contemporanea, definendo l’identità di un popolo in cammino verso l’indipendenza. Il successo di questa “musica” non deriva dal capitale, ma da una generazione di artisti guidati dal senso di responsabilità.

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Ereditare il patrimonio della musica d’epoca

Per il dottor Trần Ngọc Hiếu, preservare questa “musica” richiede un duplice impegno: conservazione dei pezzi storici e una loro riattualizzazione per il pubblico giovane. Sebbene il divario estetico tra i classici e la “musica” attuale sia evidente, resta da capire come la Gen Z percepisca questo retaggio. I gusti odierni si sono allontanati dalla “musica” leggera del passato, orientandosi verso sonorità più energiche.

Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che la “musica” classica del Vietnam ha vissuto un momento di rinascita proprio a fine anni ’80, quando la generazione dell’epoca ha riscoperto le ballate romantiche per definire i propri sentimenti in un mondo in rapido mutamento. Resta ora agli ascoltatori della Gen Z la responsabilità di dirci se questa “musica” possa ancora far vibrare le loro corde emotive, in un’era di sovraccarico informativo globale.

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