Cover Secondo la Banca Asiatica di Sviluppo (ADB), la crescita economica regionale resta solida, favorendo lo slancio per la crescita futura

La crescita nelle economie in via di sviluppo dell’Asia e del Pacifico è prevista in rallentamento quest’anno, ma mantiene una solida base per quanto riguarda la crescita

Secondo la Banca Asiatica di Sviluppo (ADB), la crescita regionale scenderà dal 5,5% del 2025 al 5% nel 2026, prima di risalire al 5,1% l’anno successivo, mantenendo un trend positivo di crescita.

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Le nuove previsioni sono più ottimistiche rispetto a quanto ipotizzato dall’ADB due mesi fa. Gli investimenti, le politiche governative di sostegno e l’esportazione di tecnologie continuano a fornire slancio alla regione; in particolare, il ciclo di investimenti globale nell’intelligenza artificiale sta offrendo un ulteriore stimolo alla crescita economica asiatica.

“La regione mantiene una notevole resilienza, sebbene i rischi stiano aumentando”, ha dichiarato il presidente dell’ADB, Masato Kanda.

Uno dei rischi principali deriva dalle condizioni meteorologiche. L’ADB prevede che il forte fenomeno El Niño possa protrarsi fino all’inizio del 2027, influenzando la produzione agricola e l’idroelettrico, incrementando al contempo la domanda energetica. Di conseguenza, i prezzi di generi alimentari e combustibili potrebbero continuare a essere sotto pressione.

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Above Gli investimenti, il sostegno governativo e l’export tecnologico favoriscono la crescita del Vietnam e dell’intera area asiatica

Anche le tensioni geopolitiche rendono le prospettive più incerte. I conflitti in Medio Oriente e in Ucraina potrebbero mantenere i costi energetici elevati, mentre l’incertezza sulle politiche commerciali e sui mercati finanziari esercita ulteriore pressione sullo sviluppo.

Tra le sottoregioni, il Sud-est asiatico ha visto un miglioramento delle prospettive dopo i risultati positivi del primo semestre. Anche l’Asia meridionale continua a mantenere un alto tasso di crescita grazie agli investimenti pubblici e alle esportazioni. Al contrario, le previsioni per alcune aree come l’Asia centrale, l’Asia occidentale e il Pacifico sono state riviste al ribasso. In questo scenario, il Vietnam conferma un ritmo di crescita sostenuto.

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Il Vietnam vede aumentare le previsioni di crescita

L’ADB ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita del PIL del Vietnam al 7,8% per il 2026 e al 7,6% per il 2027, livelli superiori rispetto alle stime precedenti, confermando una solida crescita.

Tale aggiustamento si basa sui risultati migliori del previsto registrati nella prima metà dell’anno, durante la quale il PIL è aumentato dell’8,2%. Il trend positivo è stato sostenuto da diversi settori, tra cui la produzione industriale, i consumi e gli investimenti.

“I risultati economici positivi del Vietnam nella prima metà di quest’anno dimostrano una resilienza solida e il potenziale per mantenere un ritmo di crescita vigoroso”, ha affermato Shantanu Chakraborty, direttore nazionale dell’ADB in Vietnam.

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Above L’ADB ha alzato le previsioni di crescita del PIL del Vietnam al 7,8% per il 2026, sostenendo la crescita complessiva

L’industria manifatturiera continua a svolgere un ruolo cruciale. Gli investimenti pubblici sono stati accelerati, mentre i flussi di capitali FDI rimangono positivi. Anche il settore dei servizi beneficia della domanda interna e della ripresa turistica. Si prevede che gli investimenti continueranno a rappresentare un fattore chiave, grazie all’implementazione di grandi progetti infrastrutturali e al crescente interesse del settore privato.

Tuttavia, il forte slancio negli investimenti solleva la questione della necessità di capitali. L’ADB osserva che la crescente dipendenza dalle risorse bancarie potrebbe esercitare pressione sulla liquidità e sulla qualità degli attivi, soprattutto per progetti che richiedono finanziamenti a lungo termine.

Anche l’inflazione merita attenzione. L’ADB stima che l’inflazione in Vietnam si attesterà al 4,3% quest’anno, per poi scendere al 4% nel 2027, con pressioni derivanti dalla domanda interna e dai costi di energia e cibo.

Sul fronte esterno, il commercio rimane una variabile fondamentale. Sebbene le esportazioni mantengano un tasso elevato, le importazioni crescono rapidamente a causa della domanda di materie prime. Di conseguenza, la bilancia commerciale subisce ulteriori tensioni.

Shantanu Chakraborty ha sottolineato che le fluttuazioni geopolitiche potrebbero interrompere le catene di approvvigionamento, facendo aumentare i prezzi. Una domanda più debole da parte dei principali partner commerciali potrebbe inoltre influenzare le esportazioni e la crescita generale.

In sintesi, il Vietnam affronta gli ultimi mesi dell’anno con una dinamica di crescita positiva, investimenti in espansione e capitali esteri stabili. La sfida principale rimane quella di mantenere tale ritmo garantendo la stabilità macroeconomica e migliorando la qualità della crescita.

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