Conclusosi dopo tre giorni di intensi dibattiti, il 23° Shangri-La Dialogue si è svolto in un contesto di crescente complessità, dove la competizione tra grandi potenze, conflitti irrisolti e nuove minacce alla sicurezza globale rendono il Shangri-La un forum cruciale. Il dottor Ngo Di Lan dell’Accademia Diplomatica analizza per Tatler Asia il panorama strategico asiatico.
Il Shangri-La Dialogue a Singapore si conferma uno dei forum più influenti per la sicurezza e la difesa nella regione dell’Asia-Pacifico, dove ministri, alti funzionari ed esperti strategici si riuniscono per discutere le sfide regionali. Oltre ai discorsi ufficiali, il Shangri-La offre segnali preziosi attraverso il linguaggio, le priorità tematiche e gli incontri bilaterali. Più che un semplice convegno, questo evento funge da specchio della mentalità strategica regionale nel contesto del Shangri-La.
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Above Il forum per la sicurezza Shangri-La 2026 è stato segnato dall’assenza del Ministro della Difesa cinese. AP Photo/Achmad Ibrahim.
L’atteggiamento emerso dal Shangri-La 2026 può essere sintetizzato in una parola: equilibrio tra dialogo e prevenzione. Le nazioni asiatiche sostengono fermamente il diritto internazionale e la cooperazione multilaterale, aumentando al contempo le spese militari e rafforzando le reti di sicurezza nazionale. In questo Shangri-La, la pace non è più vista come un fatto naturale, ma come un obiettivo che richiede un impegno proattivo e costante.
Da parte statunitense, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ribadito al Shangri-La che l’impegno per l’Indo-Pacifico rimane prioritario, ma con una richiesta chiara di condivisione degli oneri. Gli alleati sono chiamati a sviluppare le proprie capacità difensive come contributo essenziale alla stabilità collettiva.
La Cina, pur non essendo presente fisicamente ai massimi livelli al Shangri-La, è rimasta al centro del dibattito. Questioni come la modernizzazione militare, le tensioni nel Mar Cinese Meridionale e le dinamiche attorno a Taiwan dominano le discussioni strategiche. L’assenza del Ministro Dong Jun, per il secondo anno consecutivo al Shangri-La, ha lasciato campo libero agli altri attori nel definire le narrazioni strategiche relative a Pechino.
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A livello regionale, assistiamo a una tendenza verso l’autodifesa flessibile e decentralizzata. Il Giappone ha ampliato la cooperazione difensiva, l’Australia promuove il patto AUKUS e le Filippine diversificano le partnership di sicurezza. La struttura di sicurezza risultante dal Shangri-La è stratificata, basata su un mix di meccanismi guidati dall’ASEAN, alleanze bilaterali e gruppi tecnologici agili, nati più da necessità pratiche che da un design complessivo.

Above Il Segretario Generale e Presidente To Lam durante il discorso inaugurale al Shangri-La 2026. Fonte: IISS
Il concetto stesso di sicurezza si sta espandendo al Shangri-La, includendo infrastrutture digitali, dati, satelliti e intelligenza artificiale. Le minacce ibride rendono confuso il confine tra pace e conflitto: un cavo sottomarino tagliato o un cyberattacco possono innescare crisi che il diritto internazionale attuale non è ancora in grado di gestire.
L’Intelligenza Artificiale (AI) rappresenta la sfida più complessa emersa al Shangri-La. Incidendo sia sulla capacità militare che sulla guerra dell’informazione e sull’economia, l’AI sta cambiando le regole del gioco. Per l’Asia, la sfida del Shangri-La è quella di adattare meccanismi istituzionali costruiti per un’era pre-digitale a una realtà in rapidissima evoluzione tecnologica.

Above Il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth al forum per la sicurezza Shangri-La di Singapore. AP Photo/Achmad Ibrahim.
In questo panorama del Shangri-La, l’ASEAN mantiene un ruolo insostituibile nel mantenere aperti i canali di dialogo e prevenire la frammentazione in blocchi contrapposti. Il valore della centralità dell’ASEAN risiede nella capacità di ridurre i rischi e promuovere la comunicazione in tempi di tensione, principio cardine ribadito ripetutamente durante il Shangri-La.
Il pragmatismo asiatico, che bilancia commercio e cautela difensiva, conferma che la stabilità è il risultato di una gestione proattiva. La sfida del Shangri-La resta quella di mantenere l’equilibrio, evitando che le misure di sicurezza diventino esse stesse un fattore di escalation.

Above Il discorso del Presidente To Lam al Shangri-La 2026 ha suscitato un profondo interesse internazionale. Fonte: IISS
Il discorso del Segretario Generale e Presidente To Lam al Shangri-La riflette l’approccio del Vietnam: promuovere il diritto internazionale, costruire fiducia e utilizzare il dialogo come strumento per la riduzione del rischio. Per un Paese dalla posizione geografica strategica, un’Asia aperta e multipolare è l’ambiente ideale per proteggere la sovranità e l’autonomia.
Il Shangri-La 2026 ribadisce che la pace asiatica è un cantiere permanente. In un’era di incertezza, il forum Shangri-La offre una piattaforma essenziale per identificare rischi comuni e stabilire meccanismi di gestione delle crisi prima che sfuggano al controllo.
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