Cover Vông Phan Liên Trang analizza la pianificazione urbana e la struttura di una città ideale.

Tra i rapidi cambiamenti delle metropoli asiatiche, l’architetto e urbanista Vông Phan Liên Trang riflette su una questione fondamentale: come dovrebbe sentirsi una persona che vive in una “città ideale” basata su una corretta pianificazione delle aree urbane?

Secondo Lei, cosa definisce una “città ben progettata”? Se dovesse descriverla con un’emozione invece che con criteri quantitativi, cosa sceglierebbe?

Uno spazio ben progettato non risiede nella grandezza degli edifici o delle infrastrutture, ma nel modo in cui rispetta le emozioni umane e nutre la vita. Sono architetto, urbanista e consulente strategico, oltre che figlia e madre. Penso costantemente a come una città possa sostenere il benessere fisico e mentale dei suoi abitanti ogni giorno. Se dovessi descrivere un’area urbana ben progettata non tramite indicatori tecnici, ma attraverso un sentimento, sceglierei: la libertà.

Si tratta di quella sensazione per cui un bambino può correre in sicurezza, i genitori possono spingere un passeggino verso la scuola in tranquillità o gli anziani hanno luoghi dove passeggiare, conversare e socializzare. La libertà, a volte, significa semplicemente respirare aria pulita, camminare sotto l’ombra degli alberi o frequentare spazi pubblici in cui sentirsi parte di una comunità. Paradossalmente, nel processo di urbanizzazione attuale, queste esigenze fondamentali stanno diventando un lusso raro.

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Above L’architetto Vông Phan Liên Trang esplora la pianificazione urbana delle città moderne.

A livello di pianificazione strategica, qual è la sfida più complessa nel tradurre idee urbane illuminate in realtà? Come affronta tale ostacolo?

La sfida principale consiste nel conciliare benefici a breve e lungo termine. Ognuno interpreta il concetto di “beneficio” in modo diverso, così come le tempistiche. Il mio approccio si basa sull’osservazione, l’ascolto e la persuasione, per far comprendere alle parti coinvolte che spesso non esistono conflitti insanabili, ma divergenze di vedute. Possiamo bilanciare gli interessi attraverso soluzioni creative. Decidere di preservare o creare un patrimonio futuro è l’investimento più efficace per garantire progetti sostenibili sul mercato.

Le città asiatiche possono oggi utilizzare il design e la pianificazione per posizionarsi sulla mappa globale?

Certamente. Singapore è un esempio lampante di come l’uso saggio del suolo e un design iconico possano favorire lo sviluppo competitivo, attirando investimenti e talenti. Le persone scelgono sempre più di vivere in una metropoli non solo per il lavoro, ma per la qualità dello spazio vissuto: parchi, teatri e luoghi pubblici che soddisfano le esigenze dell’individuo e della famiglia. Pertanto, la competizione futura tra aree urbane non si baserà sulla velocità di sviluppo o sull’altezza dei grattacieli, ma sulla raffinatezza delle esperienze di vita offerte alle persone.

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Above Un esempio di pianificazione urbanistica strategica orientata alla qualità del vivere.

Dove si posiziona il Vietnam in questo dialogo?

Il Vietnam, come molte città asiatiche, non deve copiare i modelli occidentali. Abbiamo già basi e identità uniche. L’identità non è solo l’immagine di templi o pagode, né uno slogan di marketing, ma la storia specifica di ogni centro abitato. Ogni territorio possiede un “DNA” unico, composto da storia e cultura, che spesso non viene pienamente riconosciuto. Ad esempio, a Ho Chi Minh City, molti pensano che il sistema stradale a scacchiera sia un’eredità francese, ma in realtà gli assi principali esistevano già prima, progettati dai vietnamiti secondo filosofie locali distintive. Dobbiamo “decodificare” il DNA urbano per svilupparlo, invece di cercare di diventare la copia di un altro luogo.

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Above Il contesto architettonico urbano vietnamita valorizza l’identità locale.

Come traduce questo DNA in progetti reali?

Nei miei progetti da Nord a Sud, cerchiamo soluzioni basate sul luogo e sulla natura (nature-based solutions). A Hué, ad esempio, abbiamo progettato zone urbane capaci di “accogliere” l’acqua per convivere con le alluvioni, ripristinando ecosistemi umidi e biodiversità. A Hoi An, abbiamo posto la natura al centro del design, aumentando la presenza di palme nipa per proteggere il patrimonio ecologico locale durante lo sviluppo residenziale.

Quali valori diventeranno più desiderabili man mano che le città continueranno a crescere?

Valori più sofisticati e concreti, un ritorno all’essenziale. Un esempio è il concetto di “villaggio nella città” (urban village). Si tratta di un modello che coniuga il ritmo frenetico metropolitano con l’anima delle comunità rurali vietnamite, mantenendo un legame costante con la natura e garantendo spazi aperti condivisi che promuovono l’armonia sociale.

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Above Integrazione tra natura e architettura urbana in uno sviluppo moderno.

Dove risiede il confine tra un edificio esteticamente piacevole e uno realmente responsabile verso il contesto in cui si trova?

Uno spazio di valore non può limitarsi alla bellezza esteriore; deve assumersi la responsabilità verso l’ambiente e la comunità. Molti progetti si autodefiniscono “green”, ma danneggiano l’ecosistema alterando il flusso naturale delle acque. La mia filosofia è agire con cautela estrema verso la natura. Oggi, con troppa fiducia nelle nostre capacità, prendiamo spesso decisioni fin troppo ambiziose.

Nel mio lavoro, sono chiara con i partner: se un progetto non porta benefici reali o non rispetta il contesto, sono pronta a rifiutarlo. Non si tratta di aumentare il numero di commesse, ma della sostenibilità a lungo termine. Di recente, a Hoa Lu (Ninh Binh), lavorando in una zona di patrimonio culturale, abbiamo operato con un principio cardine: abitare la storia con rispetto, integrando valori antichi nella vita moderna.

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Above Giữ gìn và phát huy các đặc trưng cư trú để giữ bản sắc và thích ứng với biến đổi khí hậu tại miền Tây sông nước (Ảnh: Nhân vật cung cấp)

La pianificazione urbana modella come ci muoviamo e interagiamo. Pensa stia silenziosamente plasmando anche le nostre abitudini di consumo e cura personale?

Indubbiamente. Il design urbano ha il potere di orientare gli stili di vita. Una città con trasporti pubblici efficienti e piste ciclabili permette alle persone di abbandonare l’uso smodato di auto e moto; gli spazi verdi promuovono l’attività fisica e le aree pedonali rafforzano i legami sociali. Il design ispira abitudini virtuose. Quando lo spazio è progettato con sensibilità, ricorda quotidianamente l’importanza di valorizzare sé stessi e ogni istante dell’esistenza.

Da enCity a enfarm, sembra Lei approcci la città come un ecosistema vivente. Cosa collega questi due percorsi?

enfarm promuove un’agricoltura intelligente, precisa ed etica, favorendo il commercio equo e la tutela ambientale. Non è un percorso separato da enCity, ma una naturale estensione dello stesso pensiero sulla sostenibilità. Se con enCity mi chiedo “come rendere le città più vivibili”, con enfarm approfondisco le fondamenta di quella vita stessa: sicurezza alimentare, salute dei consumatori, delle piante e del suolo.

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Above Chuỗi không gian công cộng đậm tinh thần văn hóa Đà Lạt nằm trên trục hướng thẳng đến đỉnh núi Langbiang (Ảnh: Nhân vật cung cấp)

Nel prossimo decennio, come immagina vivrà l’élite vietnamita nelle città?

Saranno metropoli intelligenti e altamente personalizzate, dove i confini tra lavoro, riposo e creatività si dissolveranno. Un progetto di area urbana che abbiamo disegnato a Singapore per l’Industria 5.0 ne è un esempio: grazie alla stampa 3D e a nuove tecnologie, la produzione non inquina e può avvenire direttamente nel luogo di residenza. L’esperienza quotidiana sarà una fusione tra alta tecnologia (high-tech) e tocco umano (high-touch). Le persone non si limiteranno a vivere, ma godranno del patrimonio che contribuiscono a creare.


Creare patrimonio invece di “museificare”

Creare un nuovo patrimonio è una direzione cruciale nella pianificazione attuale. Se ci limitiamo alla “museificazione”, intesa come esposizione statica, il retaggio culturale si allontana dalla vita quotidiana. Per mantenerlo vivo, dobbiamo integrarlo nel presente: affinché la gente possa viverlo e utilizzarlo ogni giorno. Quando i cittadini possono gestire attività o godere degli spazi, come a Hoi An, allora il patrimonio trova vera vitalità.

“Programmazione dello spazio”

Uno dei primi passi fondamentali nella progettazione è la “programmazione dello spazio”. Il progettista deve decidere quali attività accoglierà quell’area: street food, economia locale, percorsi pedonali o piste ciclabili? Senza questa chiara programmazione, le infrastrutture mancheranno di una base solida.


A proposito di Vông Phan Liên Trang

Vông Phan Liên Trang è Co-founder e Vice CEO di enCity, società di consulenza strategica con sede a Singapore. Forte di un bagaglio accademico ottenuto alla Tufts University e ad Harvard, combina una visione multiculturale con l’esperienza pratica internazionale per plasmare strategie di sviluppo urbano. Il suo lavoro ha ottenuto riconoscimenti globali e guida il team di enCity verso numerosi premi prestigiosi.

Inoltre, è Co-founder e membro del CdA di enfarm agritech, azienda che fornisce soluzioni tecnologiche per un’agricoltura sostenibile, guidata dai dati e rispettosa dell’ambiente.


Articolo tratto dall’edizione di Tatler Vietnam, maggio 2026

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Images: Lê Lai