Quando il potenziale individuale viene amplificato dall’AI e sostenuto dalle politiche nazionali, emerge una nuova generazione di “iper-individui”. La Cina scommette che la somma di milioni di questi professionisti crei una potenza basata sull’AI.
A Hangzhou, l’ex dipendente Meta Vo Bui Van gestisce un’azienda di digital marketing per imprese di e-commerce transfrontaliere. Il fatturato mensile raggiunge circa 2 milioni di yuan, con un margine di profitto netto superiore al 65%. Non assume personale, poiché “oltre il 90% del lavoro operativo è affidato ad agenti AI”, racconta. È una delle milioni di cosiddette “imprese unipersonali” (OPC) che stanno emergendo in Cina, supportate da un’ondata di politiche nazionali che vedono in questo modello il futuro dell’organizzazione economica, alimentata dalla potenza dell’AI. Non si tratta solo di una tendenza, ma di una scommessa strategica sul potenziale dell’AI per strutturare il business di domani.
Leggi anche: La profezia di Elon Musk: “Grazie all’AI e ai robot, la povertà sarà sconfitta entro 20 anni”

Above L’era delle imprese snelle: una persona, guidata dall’AI, gestisce un’operazione complessa come un’intera azienda. (Fonte: Pexels)
Mobilitare un intero sistema nazionale tramite l’AI
Sempre a Hangzhou, un giovane del 1997 ha creato una “linea di produzione” di applicazioni per mercati esteri utilizzando l’AI: in cinque mesi ha lanciato oltre 120 app, con il 90% di utenti paganti. Nel frattempo, Ying Junjiu, un designer di interfacce licenziato nel 2024, ha imparato autonomamente il “vibe coding” per sviluppare e pubblicare da solo un’applicazione sull’App Store. Questi successi testimoniano la vitalità delle 16 milioni di OPC in Cina, spinte da una spinta governativa senza precedenti verso l’adozione massiccia di soluzioni basate sull’AI.
Entro la fine del 2025, la città di Suzhou ha annunciato la creazione di 30 hub dedicati alle OPC per favorire 1.000 imprese individuali entro il 2028. L’effetto domino è stato immediato: il distretto di Pudong a Shanghai offre fino a 300.000 yuan per i costi di calcolo AI, mentre Wuhan sussidia il 50% della capacità di calcolo per le startup. Secondo la direttrice dell’Alibaba Research Institute, oltre 20 città hanno adottato politiche specifiche per sostenere questo ecosistema AI multipolare.
Perché il governo punta così tanto su questo modello? La risposta risiede nell’intersezione tra la corsa globale all’AI, le sfide occupazionali giovanili e l’ottimizzazione delle risorse inutilizzate. La Cina sta applicando la sua formula consolidata: “direttive centrali unite a una sana competizione locale”, un metodo già vincente per l’e-commerce e i veicoli elettrici, ora applicato all’AI.

Above L’esposizione sull’economia delle imprese unipersonali di Shanghai (OPCX) del 2026 ha riunito l’industria focalizzata sulle potenzialità dell’AI. (Fonte: Fornita)
Il terzo fattore sono le infrastrutture sottoutilizzate. Dopo l’eccesso di investimenti degli scorsi anni, molte aree urbane disponevano di uffici e data center vuoti. Il movimento OPC ha trasformato questi spazi in incubatori gratuiti, permettendo agli imprenditori di concentrarsi sullo sviluppo di software e servizi alimentati dall’AI. Leggi anche: The Weigh-in: l’uso dell’AI nelle risorse umane rischia di eccessiva “datafication” della cultura aziendale?
Ridefinire il concetto di “impresa” nell’era dell’AI
La novità del modello OPC risiede nella sua scala: quasi 7,32 milioni di nuove iscrizioni in un anno, un balzo del 42,3%. Il professor Li Ning dell’Università Tsinghua sottolinea che, a differenza delle ditte individuali tradizionali, l’OPC moderno agisce come un nodo in una rete globale di strumenti AI, partner e catene di fornitura. Non si tratta di lavoro isolato, ma di un’entità organizzativa estremamente agile che sfrutta l’AI per superare le limitazioni di organico, creando un nuovo standard per la competitività digitale.
L’ombra dietro il sogno dell’imprenditoria individuale AI
Tuttavia, il quadro è complesso. Gli investitori avvertono che molti OPC non diventeranno aziende sostenibili; i sussidi governativi incoraggiano l’ingresso nel mercato, ma non garantiscono la sopravvivenza. Gli imprenditori riferiscono che “fare il CEO, il contabile e il responsabile dell’AI” contemporaneamente è estenuante. La domanda rimane: l’adozione massiccia di questi modelli AI rappresenta davvero un’opportunità di riscatto o solo un modo per massimizzare il traffico digitale?

Above Per molti che scelgono il modello di impresa unipersonale basato sull’AI, il confine tra libertà e solitudine rimane sottile. (Fonte: Pexels)
Il rischio maggiore riguarda la rete di sicurezza sociale. Con centinaia di milioni di lavoratori flessibili in Cina, il divario nella copertura assicurativa e pensionistica rimane un punto critico che le istituzioni stanno cercando di colmare attraverso nuovi programmi nazionali, integrando chi opera tramite l’AI e altre tecnologie emergenti nel sistema di welfare.
Il percorso verso un milione di “imprese unipersonali” in Vietnam
Mentre la Cina corre, anche il Vietnam ha iniziato il suo percorso. Con la Risoluzione 86/NQ-CP, il governo punta a formare un milione di OPC entro il 2030, con progetti pilota a Hanoi, Ho Chi Minh City e Da Nang. L’obiettivo non è creare nuovi permessi, ma definire un quadro giuridico capace di includere freelancer e specialisti AI in un ecosistema economico formale. La vera sfida, come sottolineato da esperti del settore AI, sarà formare una nuova classe di “coordinatori di algoritmi” in grado di architettare processi ottimizzati dall’AI, trasformando il lavoro individuale in valore scalabile.
Karen Dai, autrice di “One Person Company”, coordina a Shanghai una rete di giovani imprenditori che usano l’AI per superare i limiti geografici. Tra loro, Wang Tianyi, 26 anni, guadagna oltre 40.000 yuan al mese grazie a campagne pubblicitarie automatizzate dall’AI. La convinzione comune è chiara: una persona dotata di un’infrastruttura AI è sufficiente per creare un’impresa. Tuttavia, la capacità di vendere e comprendere profondamente il valore del proprio lavoro resta un fattore umano che nessuna tecnologia AI potrà mai sostituire completamente.
DA NON PERDERE
Simon Sim, Samsung Electronics Vietnam: prevedere o adattarsi ai cambiamenti del mercato?




