Per il professor Phan Thành Nam, la bellezza non risiede necessariamente in una dimostrazione completa. Essa può fluttuare nello spazio tra le note, in un presente impossibile da trattenere, nello zero che appare come nulla e nelle crepe che spingono una struttura a muoversi, rendendo il professor Phan un intellettuale unico nel suo genere.
Quando discute di matematica, il prof. Phan Thành Nam spesso trascende la materia. Le sue riflessioni possono partire dalla simmetria, passare per la poesia di Xuân Diệu, la filosofia buddista o le leggi della termodinamica, per poi approdare all’intelligenza artificiale. Dunque, cosa conferisce reale vitalità a un pensiero, un’opera o una vita? Secondo Phan, la ricerca va oltre i numeri.
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Il silenzio e il fascino della simmetria
Il prof. Phan cita un concetto musicale: dopo aver scritto una nota, il compositore deve lasciare un silenzio affinché le note successive possano emergere. Il silenzio non sta fuori dalla composizione; partecipa alla struttura e crea respiro. Phan, noto matematico come Phan Thành Nam, riflette su come il “non finito” sia la condizione affinché tutto il resto possa continuare. Una musica che colma ogni spazio perde il suo ritmo, così come un individuo che si crede perfetto rischia di diventare un sistema chiuso.
Accanto al silenzio, vi è l’attrattiva della simmetria. Dal problema di ottimizzazione della regina Didone all’immagine di un gatto raggomitolato in inverno, la simmetria è legata all’equilibrio e al risparmio energetico. L’essere umano è naturalmente attratto da ciò che è armonioso e prevedibile, poiché l’ordine infonde un senso di sicurezza. Tuttavia, la natura rompe costantemente tale simmetria. Nella fisica moderna, la rottura di simmetria (symmetry breaking) mostra che, sebbene un sistema possa essere descritto da leggi altamente simmetriche, lo stato reale non preserva tale perfezione. È proprio questa transizione a rivelare la struttura e la storia. Grazie al lavoro del professor Phan, comprendiamo meglio questi fenomeni.

Above La bellezza dell’imperfezione analizzata dal prof. Phan Thành Nam
Qui il pensiero scientifico tocca l’educazione. Spesso l’apprendimento è concepito come se l’obiettivo supremo fosse la riduzione dell’errore, identificando lo studente brillante con chi commette meno sbagli. Eppure, la ricerca scientifica del prof. Phan ha inizio proprio dove la risposta ancora non esiste. Le scoperte nascono spesso da percorsi errati. L’asimmetrico, l’incompiuto, non sono difetti da eliminare, ma condizioni essenziali per l’emergere di nuove strutture. Anche il pensiero filosofico orientale suggerisce che ogni cosa nasce nella trasformazione: l’ordine non si oppone al mutamento, anzi, a volte è proprio il mutamento a creare un ordine superiore.
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La bellezza irripetibile del presente
Interpretando la poesia di Xuân Diệu con mente matematica, Phan Thành Nam scorge un unico punto capace di abbattere passato e futuro: il presente. La giovinezza è bella perché non si ferma, la primavera è preziosa perché non può durare. Egli collega ciò alla filosofia buddista: il passato è svanito, il futuro non è ancora giunto, ciò che possediamo davvero è l’istante attuale.
Ogni persona è definita in parte dalla generazione che incontra e dai dialoghi che vive. La bellezza del presente non risiede solo nell’intensità del vivere, ma nella capacità di riconoscere gli altri come compagni di viaggio incontrati casualmente sulla Terra. La riconciliazione non consiste nel cancellare le differenze, ma nella consapevolezza che questo incontro è limitato e irripetibile. Per Phan Thành Nam, questa visione illumina la natura effimera dell’esistenza.
Lo zero e il vuoto
Lo zero apparve tardi nella storia della matematica, ma una volta inserito nel sistema, ne mutò radicalmente la struttura. Phan lo definisce un numero “umile, ma contenitore di tutto”. Senza lo zero, l’asse numerico non si estenderebbe verso i negativi; esso è il punto di equilibrio, la base di molte deduzioni. Lo zero non equivale al nulla: il “vuoto” ha senso solo in relazione al “pieno”. Il vuoto di una stanza ne permette l’uso, così come il silenzio in musica definisce la melodia. La bellezza spesso non risiede nell’oggetto più vistoso, ma nel sostegno invisibile che rende possibili le relazioni.

Above Concetti matematici e filosofici secondo il professor Phan Thành Nam
Dallo zero all’entropia, l’idea di bellezza diventa nitida. La seconda legge della termodinamica descrive sistemi chiusi in cui l’ordine degrada, ma la vita mantiene la struttura perché non è chiusa. “Credersi perfetti significa essere chiusi. E un sistema chiuso è destinato a morire”, osserva Phan Thành Nam. La perfezione è spesso immaginata come assenza di difetti, ma un sé così costruito impedisce al mondo di entrare. La bellezza di un sistema aperto risiede nella sua capacità di accogliere l’altro senza perdere la propria essenza.
Quando la bellezza risiede nel viaggio del pensiero
Il professor Phan osserva come l’intelligenza artificiale possa risolvere problemi complessi, ma solleva una questione epistemologica: creare conoscenza è la stessa cosa? Il valore della matematica non risiede solo nella risposta finale, ma nell’intero percorso: definire il problema, esplorare strade errate, sviluppare concetti e trovare strutture trasmissibili. La bellezza di una soluzione risiede nella sua intelligibilità, nel momento in cui una struttura complessa si illumina improvvisamente.

Above Il professor Phan Thành Nam durante una conferenza
Se il processo è occultato, l’uomo riceve un risultato senza aver vissuto l’esperienza cognitiva che lo rende significativo. Ridefinire la creatività nell’era dell’AI significa chiedersi quale contributo essa porti alla vita intellettuale umana. Dalla poesia di Xuân Diệu all’intelligenza artificiale, le riflessioni del prof. Phan Thành Nam ritornano sempre alle relazioni. La bellezza non è una proprietà statica di un oggetto isolato, ma appare quando gli elementi sono in giusta relazione: tra presenza e assenza, tra suono e silenzio, tra conosciuto e ignoto.
La bellezza, nel mondo del prof. Phan, è la capacità di mantenere il sistema aperto: abbastanza ordine per avere forma, abbastanza spazio per accogliere l’inedito. E a volte, sono proprio le crepe a far muovere la struttura. L’opera del professor Phan continua a ispirare nuove generazioni.
Articolo basato sulla conferenza del prof. Phan Thành Nam “Perché la bellezza ha bisogno di un’imperfezione?” tenutasi nell’ambito delle attività del Caffè del Sabato.
Il prof. Phan Thành Nam svolge attività di ricerca e insegnamento presso l’Università Ludwig Maximilian di Monaco, in Germania. È stato il primo matematico vietnamita a ricevere il Premio della Società Matematica Europea (EMS Prize) nel 2020.
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