Twilight of the Warriors: Walled In
Cover Louis Koo e Philip Ng in “Twilight of the Warriors: Walled In”, un film ambientato nella “九龍城寨” candidato agli Oscar come Miglior Film Internazionale. (Immagine fornita da Media Asia Film)
Twilight of the Warriors: Walled In

Vincitore del premio come Miglior Film agli Hong Kong Film Awards, “Twilight of the Warriors: Walled In” non solo vanta un cast stellare e coreografie firmate da Sammo Hung, ma ricostruisce anche scenografie mozzafiato basate sulla celebre “九龍城寨”.

Il thriller d’azione di Hong Kong “Twilight of the Warriors: Walled In” ha trionfato agli Hong Kong Film Awards 2025, aggiudicandosi i prestigiosi premi per il Miglior Film e la Miglior Regia. Il lungometraggio rappresenta inoltre Hong Kong nella corsa agli Oscar 2025 come Miglior Film Internazionale. Al debutto nelle sale il 1° maggio 2024, il film ha incassato 5 milioni di dollari di Hong Kong, segnando il secondo miglior debutto di sempre per un film locale, superando persino opere come “Cold War II”.

La produzione ha già confermato l’arrivo di un prequel, “Twilight of the Warriors: Dragon Throne”, e di un capitolo finale.

Il successo di questo film, ambientato nella “九龍城寨”, è dovuto a molteplici fattori. Oltre alla regia magistrale di Soi Cheang, vincitore del premio come Miglior Regista agli Hong Kong Film Awards 2025, il film vanta un cast eccezionale che include Louis Koo, Terrance Lau, Philip Ng, Raymond Lam, Cecilia Choi e Sammo Hung. Quest’ultimo, celebre artista marziale, ha curato personalmente le spettacolari sequenze d’azione.

Da non perdere: Tagliate le scene di sesso, sostituito Achille? 5 cambiamenti rivelatori nel film “The Odyssey” rispetto all’epopea di Omero.

Tatler Asia
Above Da sinistra: Neo Yau, German Cheung, Terrance Lau e Raymond Lam camminano tra le strade ricostruite della “九龍城寨” nel set cinematografico. (Immagine fornita da Media Asia Film)

Il film è un adattamento del romanzo di Yuyi del 2008, reso celebre dall’adattamento a fumetti dell’artista Szeto Kin-ki nel 2011. La trama diretta da Soi Cheang segue un rifugiato in cerca di protezione dal boss criminale “Cyclone”, scoprendo oscuri segreti sulla sua famiglia legati alla “九龍城寨”, un luogo che avrebbe voluto evitare a ogni costo.

Ciò che distingue questa pellicola è la sua ambientazione affascinante: la “九龍城寨”, un enclave di Hong Kong sotto il dominio britannico che viveva in uno stato di anarchia de facto. Questa zona misteriosa, demolita nel 1994, è oggi un parco pubblico. In un’intervista esclusiva con Tatler, Soi Cheang ha ammesso che è stata proprio questa ambientazione a spingerlo verso il progetto, portandolo a ricostruire minuziosamente la “九龍城寨” basandosi sulla storia orale per garantire un’autenticità visiva senza precedenti.

Tatler ha parlato con Soi Cheang della direzione creativa e del complesso processo di produzione di questo film sulla “九龍城寨”.

Tatler Asia
Twilight of the Warriors: Walled In
Above In “Twilight of the Warriors: Walled In”, Sammo Hung interpreta il potente antagonista Mr. Big. (Immagine fornita da Media Asia Film)
Tatler Asia
Above Il regista di “Twilight of the Warriors: Walled In”, Soi Cheang, durante le riprese. (Immagine fornita da Media Asia Film)
Twilight of the Warriors: Walled In

Quali modifiche ha apportato nell’adattare il romanzo al cinema?
Il romanzo originale si svolgeva nel 1988, durante l’annuncio della demolizione della “九龍城寨”. Ho spostato il contesto storico al 1984, l’anno della Dichiarazione congiunta sino-britannica, permettendomi di narrare meglio la vita dei residenti.

Questo ha influenzato il design del protagonista, Chan Lok-kwan: nel romanzo è un gangster, mentre nel film è un rifugiato. La questione dei rifugiati era cruciale allora e rimane rilevante per Hong Kong oggi. Ho voluto esplorare la “九龍城寨” attraverso gli occhi di chi cerca una nuova vita.

Quali sono i Suoi ricordi della “九龍城寨”?
Ne ho sentito parlare da piccolo, ma non vi ho mai messo piede. Si diceva che fosse un luogo insalubre. Crescendo, ho scoperto la “九龍城寨” attraverso film americani e giapponesi, rimanendone affascinato per la sua estetica unica.

Tatler Asia
Twilight of the Warriors: Walled In
Above Scena tratta dal film “Twilight of the Warriors: Walled In” ambientata nella “九龍城寨”. (Immagine fornita da Media Asia Film)
Tatler Asia
Twilight of the Warriors: Walled In
Above Scena tratta dal film “Twilight of the Warriors: Walled In” sulla “九龍城寨”. (Immagine fornita da Media Asia Film)
Twilight of the Warriors: Walled In
Twilight of the Warriors: Walled In

Quali luoghi ha utilizzato per le riprese?
Abbiamo utilizzato diversi siti. Negli studi di Sai Kung abbiamo costruito il set stradale della “九龍城寨”, mentre in una scuola abbandonata a Yuen Long abbiamo ricreato gli interni e un tempio. Abbiamo anche realizzato la superficie e i sotterranei della “九龍城寨” vicino al sito storico reale, usando la CGI per integrare il tutto.

Quanto è fedele la ricostruzione della “九龍城寨”?
Non potevamo replicarla nelle dimensioni originali, anche perché non esistevano documenti ufficiali. La “九龍城寨” era una zona senza leggi; le costruzioni erano abusive e nate spontaneamente. Ci siamo affidati a ricerche approfondite e a interviste con ex residenti, usando l’immaginazione per creare una versione cinematografica della “九龍城寨” che privilegiasse l’impatto estetico rispetto al documentarismo puro.

Tatler Asia
Above Scena iconica del film “Twilight of the Warriors: Walled In”. (Immagine fornita da Media Asia Film)
Tatler Asia
Above Scena di lotta nel set della “九龍城寨”. (Immagine fornita da Media Asia Film)

Quali aspetti della storia di Hong Kong ha voluto catturare nella “九龍城寨”?
Volevo mostrare l’altra faccia della Hong Kong di un tempo: un luogo che, nonostante le opportunità, ospitava sacche di povertà estrema come la “九龍城寨”. Volevo riflettere sull’identità del popolo dopo quasi un secolo di dominazione coloniale.

Quale messaggio vuole trasmettere?
Tendiamo a demolire ciò che consideriamo vecchio, un circolo vizioso che dimentica il valore di ciò che possediamo. Preservare una struttura storica, invece di costruire solo il nuovo, è di per sé un’arte.

Topics