Il palcoscenico del Museo di Hanoi è diventato un punto d’incontro tra patrimonio e innovazione durante il programma artistico “Connettere il patrimonio – Creare il futuro”, parte del Festival Thăng Long – Hanoi 2026, dove la “musica di Hanoi” brilla di nuova luce.
Il programma è stato organizzato dal Museo di Hanoi e dal Centro di coordinamento delle attività creative di Hanoi in collaborazione con lo spazio musicale So A Music, coinvolgendo diverse generazioni di artisti, educatori e giovani talenti. Attraverso questa iniziativa, il Museo di Hanoi riafferma il proprio ruolo non solo come custode di reperti storici, ma anche come vivace spazio creativo dedicato all’educazione, all’arte e all’esperienza comunitaria, celebrando così la ricca “musica di Hanoi”.
Il compositore Nguyễn Duy Anh, co-fondatore di So A Music e direttore artistico dell’evento, ha dichiarato: “Raccontare la storia della “musica di Hanoi” attraverso esibizioni dal vivo è un desiderio che coltivavo da tempo. Molti dei miei studenti e giovani artisti hanno accolto con entusiasmo quest’idea. Sebbene gestire una performance con molteplici ensemble musicali richieda uno sforzo logistico e di risorse umane ben più complesso rispetto a un cantante che si esibisce su basi registrate, e nonostante le forti piogge dei giorni precedenti, siamo riusciti a realizzare questo straordinario spettacolo.”
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Above Il compositore Nguyễn Duy Anh durante le fasi preliminari del concerto dedicato alla musica di Hanoi
Solo una settimana prima, durante il seminario “Verso la città antica: due decenni di nuova musica ad Hanoi”, quando si è discusso se la Gen Z fosse pronta a ereditare il patrimonio della “musica di Hanoi”, molti ospiti della generazione anni Settanta hanno concordato che i ritmi dei giovani stanno dando vita a nuovi canoni estetici, molto distanti dal passato. Durante la serata “Connettere il patrimonio – Creare il futuro”, il team di produzione composto per lo più da esponenti della Gen Z ha fornito una risposta brillante.
Il concerto è stato concepito come un viaggio attraverso lo spazio e il tempo, guidando il pubblico lungo le tappe della “musica di Hanoi”: dalle antiche melodie di Thăng Long all’atmosfera della nuova musica, attraverso il periodo della resistenza, l’integrazione con il pop, il rock vietnamita e le sonorità contemporanee.
Tradizione e modernità in perfetta armonia
Il viaggio inizia in un antico cortile comunale vicino al Fiume Rosso nel XV secolo. È qui che nasce il liuto Đày, mentre il Ca Trù faceva la sua comparsa attraverso l’Hát Cửa đình. Arrivando al XIX secolo, le case di canto Ca Trù e le esibizioni di Xẩm al mercato Đồng Xuân sono divenute pilastri imprescindibili della “musica di Hanoi”.
La sfida per il team di produzione è stata quella di riprodurre fedelmente il timbro unico di ogni strumento tradizionale utilizzando sistemi di amplificazione moderni. Invece di ricorrere ai soliti microfoni da pop, hanno cercato soluzioni audio innovative per valorizzare la “musica di Hanoi”.
Il compositore Duy Anh, insieme all’artista Phương Uyên e al gruppo Xẩm 48h, ha trascorso quasi un anno a sperimentare materiali per gli strumenti e a testare centinaia di microfoni di diverse epoche e modelli, perfezionando ogni dettaglio acustico per la “musica di Hanoi” prima dell’evento al Museo di Hanoi.
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Above Il gruppo Xẩm 48h ricrea le atmosfere del mercato Đồng Xuân degli anni 1900 nel contesto della musica di Hanoi (foto: Hoàng Anh)
Non lasciare che i reperti cadano nell’oblio
La Gen Z e la Gen Alpha apprendono principalmente attraverso l’esperienza, pertanto riportare in vita antichi oggetti e far rivivere la storia della “musica di Hanoi” risulta essere il metodo più efficace per permettere ai giovani di connettersi con il passato attraverso il loro linguaggio contemporaneo.
Accogliendo questo spirito, il fotografo Lê Bích ha messo a disposizione del team quasi 300 immagini della sua collezione su Hanoi, arricchendo l’esperienza visiva del concerto dedicato alla “musica di Hanoi”.
Durante la preparazione musicale per le sezioni “Il richiamo della nuova musica” e “Gli anni della resistenza”, molti ragazzi della Gen Z hanno trascorso ore a studiare una chitarra degli anni Cinquanta e un vecchio grammofono che riproduceva l’inno nazionale, cercando ispirazione per brani classici della “musica di Hanoi” come “Cung Đàn Xưa” e “Người Hà Nội”.

Above Una chitarra degli anni Cinquanta e un grammofono d’epoca legati alla storia della musica di Hanoi esposti al Centro creativo
Nella sezione “Il portico dell’integrazione”, viene rievocata la seconda ondata di musica occidentale ad Hanoi. Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, la “musica di Hanoi” ha accolto artisti come Boney M, Modern Talking e Michael Jackson, portati dalle audiocassette di chi rientrava dall’Europa.
Sul palco fa la sua comparsa la batteria Yamaha Hybrid Mape Absolute, utilizzata dai Boney M nel loro primo tour in Vietnam nel 2016. Il piccolo Phan Anh, di otto anni, ha reso omaggio allo stile di Sugarfoot con il brano “Beat It”, un momento memorabile per la “musica di Hanoi”.

Above Il piccolo Phan Anh, otto anni, si esibisce con la batteria dei Boney M nell’ambito della musica di Hanoi. (Foto: Lê Bích)
Nelle sezioni dedicate al Rock, il momento più emozionante è stata la ricostruzione del live show “Tâm Hồn Của Đá” del 2002, della band Bức Tường, una pietra miliare per la “musica di Hanoi” rock.
Il team di produzione ha curato ogni dettaglio, portando sul palco la chitarra Jackson PS67 usata da Hoàng Mario e l’iconico amplificatore per basso Ampeg SVT7, celebrando così la storia della “musica di Hanoi” moderna.

Above Tuấn Lucas e la band Vần Vũ ricreano lo show del 2002 dei Bức Tường all’interno della rassegna sulla musica di Hanoi (Foto: Hoàng Anh)
La sezione “Cento fiori sbocciano” ha sorpreso il pubblico maturo, con artisti che hanno reinterpretato brani classici della “musica di Hanoi” come “Có phải em mùa thu Hà Nội” attraverso sensibilità contemporanee.
Una risonanza tra le generazioni
“Cosa accadrebbe se un giorno la “musica di Hanoi” venisse dimenticata?” è la domanda posta nelle sezioni finali. Le proiezioni 3D di una Hanoi futuristica unite al rock elettronico della band femminile Bèo hanno creato un’atmosfera carica di energia.
Secondo l’artista Phương Uyên, “anche se la Gen Z vive in un mondo frenetico, volgere lo sguardo al passato per ritrovare le proprie radici nella “musica di Hanoi” è una scelta rivoluzionaria per la propria identità.”

Above Phương Uyên e Mai Thiện durante le performance finali dedicate alla storia della musica di Hanoi (Foto: Lê Bích)

Above Un’unione unica di epoche diverse per celebrare la ricchezza della musica di Hanoi. (Foto: Hoàng Anh)
Il compositore Duy Anh riconosce che il successo di questa serata dedicata alla “musica di Hanoi” risiede nella collaborazione tra giovani talenti e l’esperienza dei veterani del settore culturale, un modello che intende replicare in futuro.
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