Cover Il ricercatore Trần Quang Đức: “Dire 'storia' sembra riferirsi a un mondo scomparso, ma più la studio, più vedo che gli uomini del passato non sono così lontani da noi”.

Una conversazione sulla storia e sulla narrativa ispirata ad essa. Qual è la verità storica? Qual è la verità della finzione? E dove possono incontrarsi? La storia è la chiave per comprendere la nostra umanità.

Nel corso della nostra conversazione, ogni volta che il discorso tendeva ad approfondire eccessivamente gli aspetti tecnici della disciplina, il ricercatore Trần Quang Đức – autore di opere quali Ngàn năm áo mũ (2013), Chuyện trà (2021) e Họ và Tên (2026) – mi riportava sempre a un fulcro essenziale: l’essere umano. Per lui, la storia non è solo un resoconto di dinastie decadute, date da memorizzare o reperti archeologici. Dietro ogni frammento del passato si celano persone che hanno amato, temuto, desiderato e compiuto scelte, cercando un senso alla propria esistenza, esattamente come noi oggi. La storia è la lente attraverso cui osserviamo queste vite.

Forse è per questo che, per Trần Quang Đức, indagare il passato non significa semplicemente catalogare eventi. È un modo per osservare l’umanità lungo un arco temporale esteso e, da quella distanza, comprendere meglio noi stessi. Storia, letteratura, cinema e arte sono, in ultima analisi, percorsi divergenti che ci conducono alla medesima domanda: cosa significa essere umani e come intendiamo vivere la nostra vita?

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Above Ritratto del ricercatore Trần Quang Đức impegnato nello studio della storia e delle tradizioni.

In qualità di storico, in cosa consiste il suo lavoro quotidiano?

Il termine “storico” mi sembra eccessivo. Preferirei definirmi uno studioso di storia culturale e del pensiero. Il mio lavoro, in sostanza, consiste nel seguire le tracce lasciate dal passato. Quando studio una figura o una questione, cerco ogni risorsa disponibile: cosa hanno scritto i contemporanei, quali documenti sono sopravvissuti e come la narrazione si è trasformata attraverso le generazioni. La storia evolve costantemente.

L’aspetto affascinante è che, scavando a fondo, si scopre come la verità e il racconto che ne facciamo raramente coincidano. Una persona, col tempo, può essere idealizzata, divinizzata o, al contrario, denigrata, diventando una figura totalmente diversa da quella realmente esistita. Spesso non interagiamo con l’individuo autentico, ma con la storia costruita dai posteri.

Paragono spesso il mio lavoro a quello di un investigatore: raccolgo indizi, li confronto e provo a rimuovere i vari strati di interpretazione per rivelare la “vera natura” di una persona attraverso la storia. 

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Above Dettaglio di documenti storici analizzati per comprendere meglio il contesto dell'epoca.

Tuttavia, l’aspetto più avvincente non risiede nella quantità di dettagli appresi, ma nella consapevolezza che viviamo di narrazioni e le condividiamo incessantemente. La storia compie questo atto con chi non c’è più, mentre noi, nella vita quotidiana, facciamo lo stesso con chi ci circonda e con noi stessi.

Gli storici antichi come Erodoto o Sima Qian possono essere considerati scienziati, secondo i parametri moderni della storia?

Ogni epoca ha il proprio approccio alla storia. Figure come Erodoto o Sima Qian utilizzavano fonti, compivano viaggi e raccoglievano testimonianze. Vivevano in un periodo in cui non vi era una rigida separazione tra letteratura, filosofia e storia. Sima Qian poteva narrare dialoghi avvenuti secoli prima. Per la metodologia storiografica attuale, sorge spontanea la domanda: quelle parole sono state pronunciate davvero o sono una ricostruzione letteraria?

La storia oggi possiede metodi più rigorosi per verificare le fonti. Eppure, un problema resta immutato: la ricerca della verità si scontra con la nostra limitata capacità di raggiungerla. Un evento accaduto è una cosa; ciò che resta di esso è un’altra. Chi osserva, chi scrive e chi legge interpreta la storia secondo il proprio orizzonte culturale. Pertanto, più che affermare “questa è la verità”, penso sia più corretto ammettere che nessuno possiede la verità assoluta della storia.

Questo vale anche nella vita. Davanti al medesimo evento o relazione, ognuno serba ricordi e interpretazioni differenti. L’importante non è smettere di cercare la verità, ma mantenere una certa umiltà: ciò che vedo può essere vero, ma non rappresenta la totalità della storia.

Non esiste dunque alcun modo per trovare la verità storica?

Certo che esiste. Non ritengo che, per l’impossibilità di possedere la totalità della verità, si debba rinunciare a cercarla. Al contrario, proprio perché il nostro sguardo è limitato, dobbiamo ampliare la nostra visione della storia.

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Above Il ricercatore Trần Quang Đức durante un seminario sulla ricerca storica.
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Above Particolare di una collezione di testi antichi studiati per la storiografia.

Nella ricerca sulla storia, il principio è semplice: più fonti indipendenti consultiamo e più punti di vista adottiamo, più ci avviciniamo ai fatti reali. Quando le fonti scarseggiano, lo spazio per l’immaginazione si dilata.

Per me, espandere lo sguardo significa anche leggere in più lingue, poiché ogni lingua apre un nuovo orizzonte mentale. Se viviamo confinati in un unico sistema di pensiero, rischiamo di scambiare quel limite per la realtà storica.

Un altro metodo consiste nel collocare ogni evento su una linea temporale molto lunga. Ciò che in un’epoca appare evidente, in un’altra può risultare estraneo. La storia insegna a non restare immobili in un solo punto. Bisogna spostarsi, confrontarsi con altre culture e tempi per evitare di assolutizzare la nostra visione della storia.

Qual è dunque il significato di queste narrazioni di finzione? Cosa rivelano sull’essere umano?

Rivela una caratteristica innata: siamo esseri narrativi. Il cervello umano non archivia la realtà come una cinepresa. Ogni volta che ricordiamo o raccontiamo qualcosa, ristrutturiamo la storia. Una narrazione tramandata cambia nel tempo; dettagli svaniscono o ne vengono aggiunti.

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Above Visione d'insieme di una biblioteca specializzata in storia e studi culturali.

Tuttavia, queste storie non sono prive di senso solo perché storicamente imprecise. Una leggenda potrebbe non rivelare l’esatta cronologia, ma dice molto su chi l’ha raccontata: le loro paure, le loro aspirazioni e il loro concetto di giustizia. Una storia non vera riguardo agli eventi storici può essere profondamente vera riguardo all’animo umano.

Oggi non siamo molto diversi dagli antenati. La differenza sta nel tempo di propagazione: nell’era dei social media, una storia può diventare leggenda in poche ore. Non viviamo solo negli eventi passati, ma nelle storie che raccontiamo su di essi, influenzando la nostra percezione della storia.

La finzione narrativa basata sulla storia ne svilisce il valore?

Non credo si perda nulla, purché si distingua la storiografia dalla creazione artistica. La storia ha responsabilità verso le prove. Ma la letteratura e il cinema godono della libertà di immaginazione. Un romanzo storico non deve essere un libro di testo. Spesso, è proprio la finzione a spingere il pubblico a interessarsi alla storia reale, portandolo a chiedersi cosa sia accaduto davvero.

Invece di domandarci ossessivamente se un dettaglio sia accurato rispetto alla storia, è più stimolante chiedere: perché l’autore ha scelto questo frammento di passato? E quale messaggio vuole trasmettere oggi attraverso la storia?

Le epoche cambiano. L’essere umano cambia. Ma le domande fondamentali dell’esistenza sembrano rimanere immutate nel corso della storia.

- Trần Quang Đức -

Quando un artista scrive di un personaggio vissuto secoli fa, non scrive solo di lui. In quel personaggio sono riflesse le proprie ossessioni e la propria visione del mondo. In questo senso, ogni rievocazione del passato diventa uno specchio del presente e della nostra storia.

Questo è il punto in cui storia e arte si incontrano. La storiografia cerca la verità degli eventi; l’arte cerca la verità delle emozioni umane. Il passato funge solo da scenario. L’opera deve infine rispondere alle eterne domande dell’umanità.

A quali domande umane si riferisce?

Ai quesiti universali: come reagiamo alla paura, come il potere corrompe o cambia una persona, come bilanciamo interesse personale ed etica, come affrontiamo amore, solitudine, lutto e morte. Un’opera può essere finzione storica, ma le tematiche appartengono a ogni epoca.

La storia non può rispondere a tutto. Sappiamo che un personaggio ha compiuto una scelta, ma ignoriamo cosa pensasse la notte precedente. Esistono vasti spazi vuoti che la letteratura può colmare, rivelando una realtà vissuta più ricca di quanto i documenti storici possano testimoniare.

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Above Ritratto d'autore che riflette il legame profondo tra passato e presente.

Davanti a una montagna, ognuno vede qualcosa di diverso: chi bellezza, chi poesia, chi una divinità, chi una riflessione sull’esistenza. La montagna non cambia, ma la mente sì. L’arte non ci mostra solo il mondo, ma come l’essere umano ha percepito quel mondo attraverso la storia.

Tutto ciò che ha studiato, dai costumi d’epoca alla cerimonia del tè ai nomi, ruota attorno all’uomo? Cosa sta ancora studiando?

Mi interessa l’essere umano nella sua complessità: luci e ombre, ragione e istinto, altruismo ed egoismo. Osservando l’uomo lungo la storia, vedo che molti valori cambiano, ma i bisogni fondamentali restano stabili.

Cerchiamo amore, riconoscimento, bellezza, libertà e significato. Ogni epoca fornisce solo linguaggi differenti per esprimere o reprimere queste inclinazioni. È per questo che non mi limito a studiare solo ciò che è nobile nel passato. Mi incuriosisce anche il quotidiano, perfino ciò che un’epoca cercava di nascondere.

Dunque, se mi chiede cosa desidero studiare in futuro, rispondo: continuare a esplorare l’essere umano. La parola “storia” suggerisce un mondo scomparso, ma più la studio, più vedo che gli antenati non sono così distanti. Hanno provato le nostre stesse gioie e sofferenze. Le epoche cambiano, la storia evolve, ma le questioni essenziali della vita restano lì, intatte.

Credits

Photography: RABHUU
Hien Trang
Contributore, Tatler Vietnam
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