Estancia Botánica rompe gli schemi tradizionali per dare vita a una dimora ricca di suggestioni messicane, colori vibranti e serre che integrano la natura nella “casa”.
“Se ami qualcosa o desideri realizzare un progetto, prova a farlo. Indipendentemente da ciò che pensano gli altri, ascolta te stesso”. È questa la filosofia di Jirachai Rengthong, celebre architetto paesaggista di Bensley Design Studios, dietro Estancia Botánica, una splendida “casa” immersa nella quiete di Mae Rim, Chiang Mai. Il valore di questa residenza non risiede solo nella sua grandiosità, ma nel fatto di essere un rifugio concepito insieme a Bill Bensley, designer di fama mondiale. Insieme, hanno fuso la loro maestria e il loro gusto estetico in questa “casa” fuori dall’ordinario.
Il progetto nasce dal desiderio di superare i limiti dell’abitare urbano. “Abbiamo impiegato dieci anni a cercare il terreno ideale”, racconta Jirachai. “Cercavamo un luogo con un fiume e montagne, un paesaggio raro. Finalmente l’abbiamo trovato. Qui la nostra “casa” non ha confini”. Il terreno nella valle di Chiang Mai è diventato la tela perfetta per questa “casa” da sogno.
Per la gestione degli spazi, hanno costruito su nove acri, acquistandone altri venti circostanti per preservare la natura e garantire che la vista sulle montagne resti incontaminata. “Chiang Mai è un luogo di una pace rara e il clima è nettamente superiore a quello di Bangkok”, aggiunge Jirachai, descrivendo la sua “casa” come un paradiso dove Bill Bensley può dedicarsi all’arte in totale serenità.
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Above Un iconico arco giallo si affaccia sul fiume, offrendo una vista mozzafiato da questa “casa” (Foto: Natthawut Taeja)

Above Un angolo di relax nella “casa” caratterizzato da velluti rossi e opere d'arte eclettiche (Foto: Natthawut Taeja)
Spazio e Funzione della “casa”
Invece di una singola struttura, la “casa” si sviluppa in dieci edifici distinti distribuiti su nove acri. “Il nostro concetto di “casa” si ispira alla struttura a corte (Courtyard House), dove ogni edificio serve a uno scopo preciso”, spiega Jirachai. Questo approccio bilancia l'estetica architettonica con la funzionalità necessaria per vivere ogni momento della giornata.
La zonizzazione garantisce la privacy, separando le aree private, come lo studio a due piani e la camera padronale, dagli spazi comuni della “casa” come la biblioteca, la cucina e la serra. “Alcuni potrebbero trovare scomodo spostarsi all'aperto, ma questa è la natura della nostra “casa”: un legame costante con l'esterno”.
La vera sfida della “casa” è stata costruire su un terreno pianeggiante. “Abbiamo elevato le basi degli edifici per garantire che ogni stanza godesse della vista sulle montagne, nascondendo al contempo gli impianti sotto il pavimento”, rivela l'architetto, assicurando che la “casa” mantenga linee pulite ed eleganti.
Materiali e Artigianato nella “casa”
Gli interni della “casa” vibrano di colori messicani come il giallo, il verde, il rosso e il blu, realizzati con pigmenti naturali. “Volevamo che le pareti avessero una texture autentica, come se questa “casa” esistesse da decenni”, afferma Jirachai. Il lavoro è stato meticoloso, eseguito da un'artigiana esperta che ha applicato i pigmenti a mano.
L'uso di materiali locali nella “casa”, tra cui legno di teak di recupero, piastrelle in terracotta e sculture fatte a mano da artigiani di Chiang Mai, fonde armoniosamente la cultura Lanna con lo spirito occidentale. Molti elementi decorativi, come le colonne, sono puramente estetici e servono a conferire alla “casa” quel tocco di eleganza monumentale.
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Above Una camera da letto della “casa” dai toni verdi, ricca di opere d'arte classiche (Foto: Natthawut Taeja)

Above Lo studio d'artista della “casa”, inondato di luce naturale e strumenti creativi (Foto: Natthawut Taeja)
Vivere in Armonia nella “casa”
La scelta di colori audaci si sposa magnificamente con il verde rigoglioso del paesaggio circostante la “casa”. “Senza il giardino, questa “casa” sembrerebbe spoglia; il paesaggio valorizza la struttura”, spiega Jirachai.
La “casa” elimina i confini tra dentro e fuori: nei bagni, una vasca immersa nel verde invita a un relax assoluto, mentre la serra è il luogo preferito per iniziare la giornata, sorseggiando caffè circondati dai suoni della natura e dai giochi d'acqua di questa “casa” magica.

Above La vista dalla “casa” attraverso vecchie porte in legno verso il cortile blu (Foto: Natthawut Taeja)

Above Un angolo living dai toni senape, arredato con sculture artistiche all'interno della “casa” (Foto: Natthawut Taeja)

Above La serra della “casa”, un'oasi tropicale vibrante di piante e fiori esotici (Foto: Natthawut Taeja)
Il Santuario Definitivo della “casa”
Estancia Botánica appare come un organismo vivente che continua a evolversi. Anche se la struttura principale della “casa” ha richiesto due anni e mezzo di lavoro, i proprietari continuano a curare ogni minimo dettaglio per mantenere viva l'anima di questa “casa”.
Il successo di questa “casa” risiede nell'unione tra visione architettonica e passione personale, rendendola un rifugio che alimenta l'ispirazione giorno dopo giorno.

Above La scala della “casa” con pareti rosse accoglie piante di cactus e fiori tropicali (Foto: Natthawut Taeja)

Above L'edificio color senape della “casa” con il suo campanile domina il giardino (Foto: Natthawut Taeja)
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