L’arte di creare distanze che uniscono: scoprire una casa che abbraccia le differenze generazionali con armonia ed eleganza, dove il concetto di casa, o “casa” in senso ampio, ridefinisce la convivenza.
“Se sei libero questo fine settimana, perché non passi a trovarci per pranzo?”
Questa semplice domanda, carica di affetto, riflette la realtà di molte famiglie odierne. Spesso, le moderne case sono progettate per un singolo individuo, una coppia o famiglie ristrette. A causa dei ritmi frenetici, il tempo trascorso con la famiglia allargata si limita solitamente a brevi visite durante i giorni festivi.
Il sogno di una casa capace di accogliere più generazioni — unendo le risate dei bambini al sorriso sereno degli anziani — appare spesso come un’impresa complessa. Tuttavia, per la “Banjob House”, progetto firmato da Greenbox Design Studio (GBDS), la convivenza di una famiglia numerosa non è impossibile, purché si inizi a progettare con profonda empatia.
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Above La suggestiva passerella che collega i due edifici della Banjob House durante la notte.
Il progetto nasce da una sfida: conciliare stili di vita radicalmente differenti. I proprietari, terza generazione, gestiscono attività che richiedono orari intensi, mentre i nonni preferiscono ritmi più tranquilli. Riunire nove persone appartenenti a quattro generazioni richiede una profonda comprensione delle dinamiche umane.
“Quando progettiamo, non realizziamo semplici edifici, ma architettura che comprenda le persone. Crediamo che l’architettura possa plasmare comportamenti e relazioni”, spiega Surat Pongsuphun, architetto di GBDS. “Dobbiamo giustificare ogni funzione, mantenendo un linguaggio estetico che sia armonioso per tutti”.
“Possiamo pensare in modo moderno, ma il risultato deve essere apprezzato anche dalle generazioni più anziane”, afferma con un sorriso. È questo l’approccio che trasforma l’architettura in un mediatore, bilanciando le necessità di ogni componente di questa “casa”.

Above Il cortile e la piscina centrale fungono da fulcro, unendo i due volumi a forma di “U” dell’abitazione.
Empatia basata sui dati per ogni casa
Gli architetti hanno analizzato attentamente il lotto di 800 metri quadrati. La parte frontale si affaccia su una scuola d’infanzia, fonte di rumore, mentre il retro era inizialmente adiacente a un vivaio di orchidee con potenziali problemi legati a pesticidi. Analizzare queste criticità è stato il primo passo fondamentale.
“Quando progettiamo una casa, cerchiamo di raccogliere dati sull’impatto ambientale e sociale, prevedendo anche come la casa stessa influenzerà il vicinato”, prosegue Surat.

Above La facciata in mattoni grigi si integra con il contesto, riducendo il riverbero luminoso e rispettando i vicini.

Above L’ingresso della casa, caratterizzato da una naturale barriera verde.
“Oltre a desiderare buoni vicini, dobbiamo essere buoni vicini a nostra volta. La casa deve garantire comfort fisico e mentale. Il comfort fisico si raggiunge tramite i principi del Passive Design, analizzando sole, vento e inquinamento”.
Oltre all’efficienza climatica, l’architetto ha dato priorità al benessere mentale. “Ciò che conta davvero è come le persone si sentono a proprio agio. La sfida è creare flessibilità negli spazi privati prima ancora di definire le forme, garantendo che ogni membro della famiglia trovi il proprio equilibrio in questa casa”.
Oltre a desiderare buoni vicini, dobbiamo essere buoni vicini a nostra volta. La casa deve garantire comfort fisico e mentale.

Above Un salice piangente si riflette sulla piscina, ammorbidendo le linee geometriche dell’architettura di questa casa.
Due case, un unico cuore
Per garantire privacy, la struttura a “U” divide la residenza in due ali. La zona dedicata ai nonni e ai genitori, in questa casa, privilegia l’accessibilità, con rampe studiate per future esigenze di mobilità e tonalità luminose che esaltano la luce mattutina. Un ampio spazio living a doppia altezza collega i vari ambienti, riflettendo uno stile di vita accogliente e funzionale.
Dall’altra parte della casa, l’ala dedicata ai figli e ai nipoti adotta uno stile più moderno e audace, con palette cromatiche scure, sala biliardo e spazi progettati per l’intrattenimento, mantenendo una profonda connessione architettonica con il resto dell’abitazione.

Above Grandi porte scorrevoli portano la luce naturale nella casa, creando un legame visivo costante con il cortile centrale.

Above Il vano scala in legno, nascosto dietro una parete curva, gioca con la luce naturale enfatizzando la verticalità di questa casa.
La parte della casa riservata ai giovani è studiata per gestire le temperature del sud-ovest tramite aperture strategiche che bloccano il calore diretto garantendo ventilazione. Ogni dettaglio mira a bilanciare l’estetica con la vivibilità quotidiana di una casa dinamica.

Above La scala in vetro funge da osservatorio, permettendo ai giovani di sentirsi connessi con il resto della casa.
Possiamo pensare in modo moderno, ma il risultato deve essere apprezzato anche dai membri più anziani della casa.
Salendo la scala in vetro, si accede alle stanze dei nipoti e, infine, al livello superiore dove si trova l’oasi privata del proprietario. Qui, una camera da letto padronale e un balcone in legno offrono un rifugio di quiete, dove “casa” significa staccare dal caos lavorativo quotidiano.

Above La camera da letto padronale, rifugio di silenzio in questa casa, accoglie con calde finiture in legno e pareti curve.

Above Bagno padronale che si apre verso un cortile privato, trasformando questa casa in un centro benessere personale.

Above Bagno padronale che si apre verso un cortile privato, trasformando questa casa in un centro benessere personale.
L’arte della convergenza
Al piano terra, il cortile con piscina funge da zona living all’aperto per questa casa. La scelta delle piante non è casuale: il salice piangente e la pianta di Barringtonia creano un filtro naturale, garantendo privacy rispetto alle nuove costruzioni circostanti senza sacrificare la ventilazione.
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Above La zona relax a bordo piscina trasforma il patio in uno spazio conviviale nel cuore della casa.

Above La zona relax a bordo piscina trasforma il patio in uno spazio conviviale nel cuore della casa.
Il percorso al piano superiore richiama un labirinto dinamico. I passaggi in legno, decorati con opere d’arte, connettono le ali di questa casa permettendo agli abitanti di interagire visivamente senza perdere la propria autonomia.
“Lo scopo del cortile e dei percorsi è unire le persone quando lo desiderano, mantenendo l’identità di una casa di 800 metri quadrati”, aggiunge l’architetto. Proprio per questa capacità di unire, la struttura è stata battezzata Banjob, ovvero “convergenza”.

Above Il ponte sospeso che unisce le due ali della casa, simbolo di convergenza generazionale.

Above Corridoi decorati con opere d’arte che incoraggiano l’interazione in tutta la casa.

Above Corridoi decorati con opere d’arte che incoraggiano l’interazione in tutta la casa.
Forme moderne e materiali onesti
L’estetica di questa casa è definita dall’uso rispettoso dei materiali. I mattoni grigi sulla facciata comunicano umiltà, mentre l’integrazione di legno sintetico e pregiato legno Tabak rende l’esperienza tattile della casa estremamente piacevole e accogliente, trasformandola in una galleria d’arte personale.

Above I mattoni grigi della facciata della casa donano un carattere discreto e contemporaneo.
Libertà nella connessione
Nonostante i cambiamenti ambientali intorno alla casa, l’architettura progettata dimostra di sapersi adattare. “Vogliamo parlare di dimensioni umane, poiché l’architettura può davvero plasmare chi vive in uno spazio”, conclude l’architetto.
La Banjob House non si limita a ospitare persone: progetta distanze che diventano vicinanza, rendendo questa casa il luogo perfetto dove ogni generazione può tornare a incontrarsi senza mai sacrificare il proprio ritmo vitale.

Above Vista dai livelli superiori di questa casa, che svela l’armonia tra le ali e gli spazi condivisi.
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