Nato negli anni ’80, lo “Stile Memphis” con il suo design audace, ironico e senza vincoli continua ad affascinare i collezionisti di lusso. Grazie alla mostra “Free Form | Memphis Style Furniture Exhibition”, possiamo immergerci nell'affascinante universo del “Memphis”.
Contrasti cromatici vibranti, un design spesso asimmetrico e forme stravaganti ispirate alla natura: lo “Stile Memphis”, emerso negli anni ’80, ha infranto le convenzioni del design tradizionale sfidando l'immaginazione e portando un tocco di umorismo unico negli ambienti domestici. Questo “Memphis” continua a influenzare il gusto contemporaneo.
Wu Chi-Hung, collezionista di riferimento a Taiwan e fondatore di Modpoly, ha unito le forze con Shen Ying-Jen di Li ART per curare la mostra “Free Form | Memphis Style Furniture Exhibition”. Ospitata al secondo piano della libreria Mercury Bookshop presso l'Università delle Arti di Taipei fino all'11 ottobre, l'esposizione invita il pubblico a scoprire la creatività irriverente del “Memphis” e a vivere un’estetica definita da colori e linee imprevedibili.
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Above I curatori della mostra, Shen Ying-Jen di Li ART (a sinistra) e Wu Chi-Hung di Modpoly. (Foto: per gentile concessione di Li ART)
Che cos’è lo “Stile Memphis”?

Above Colori vivaci, linee audaci e motivi geometrici definiscono l'estetica “Memphis”, rompendo gli schemi del design tradizionale. (Foto: per gentile concessione di Li ART)
Il designer italiano Ettore Sottsass invitò giovani talenti come Michele De Lucchi, Martine Bedin, Nathalie Du Pasquier e George Sowden a formare il “Memphis Group” a Milano. Nel 1981 debuttarono con la prima collezione di pezzi “Memphis”, segnando l’inizio di una rivoluzione stilistica.
Il nome “Memphis” nacque ascoltando il brano di Bob Dylan “Stuck Inside of Mobile with the Memphis Blues Again”. Esso richiama Memphis, in Tennessee, culla della musica blues, soul e rock, ma anche l’antica capitale dell’Egitto, fulcro politico e culturale costruito dal faraone Ramesse.
Scegliere “Memphis” come nome simboleggia la fusione tra Oriente e Occidente, riflettendo la propensione dei designer a un collage transculturale, elemento distintivo di questo “Memphis”.

Above Uno scorcio della mostra dedicata al “Memphis” e al suo iconico design. (Foto: per gentile concessione di Li ART)
A differenza del rigore e della logica del modernismo, lo “Stile Memphis” predilige colori saturi (rosa, giallo acceso, azzurro, verde brillante) per creare un impatto visivo forte. Utilizza frequentemente forme geometriche, onde, motivi a scacchiera e contrasti in bianco e nero per infondere dinamismo.
I pezzi “Memphis” abbandonano le proporzioni simmetriche in favore di linee irregolari e materiali innovativi come plastica, laminati e metallo laccato. Questi arredi non sono semplici strumenti funzionali, ma creazioni colme di significato culturale, amate da personalità come Karl Lagerfeld, che collezionava con passione gli oggetti del “Memphis”.

Above L’iconica “Super Lamp” creata dalla designer francese Martine Bedin per il “Memphis”. (Foto: Li ART)
A Taipei, l’irriverenza surreale del “Memphis”

Above La mostra “Memphis” è ospitata al secondo piano della libreria Mercury Bookshop. (Foto: per gentile concessione di Li ART)
In passato, a Taiwan, il “Memphis” era noto principalmente tramite libri. Oggi, Wu Chi-Hung e Shen Ying-Jen portano queste opere d’arte nel contesto accademico, permettendo al pubblico di vivere da vicino il fascino del design “Memphis”.
Le opere esposte provengono dalla collezione privata di Wu Chi-Hung, meticolosamente selezionate e curate da Li ART. L’obiettivo è far sì che queste icone occidentali del “Memphis” entrino nella vita quotidiana, rivelando la gioia di rompere gli schemi tradizionali.

Above Anche lo specchio Ultrafragola, apparso in video di G-Dragon, è presente nella mostra dedicata al “Memphis”. (Foto: per gentile concessione di Li ART)
Tra i pezzi esposti, lo specchio “Ultrafragola” vanta una cornice ondulata rosa che cattura subito l’attenzione. Inoltre, è possibile testare il divano “Pratone” di Gufram, composto da 42 fili d’erba giganti, vivendo un’esperienza tattile unica tipica del “Memphis”.

Above I visitatori possono provare il divano “Pratone” creato da Gufram in mostra. (Foto: per gentile concessione di Li ART)
D. Come è nata questa collaborazione sul “Memphis”?
Wu Chi-Hung:
Ho visitato lo spazio di Ying-Jen per una sua precedente mostra e ne sono rimasto colpito. L'atmosfera, il contesto universitario e il design dello spazio erano unici. Quando mi ha proposto una collaborazione sul “Memphis”, ho accettato con entusiasmo.
Shen Ying-Jen:
Ci siamo conosciuti durante un mercato e abbiamo scoperto di condividere una visione simile sull’arte. Modpoly eccelle nel collezionare mobili classici come quelli del “Memphis”, mentre Li ART cura lo spazio e la narrazione. La nostra mostra sul “Memphis” non è solo un’esposizione di mobili, ma un dialogo tra epoche e culture diverse.
D: Perché realizzare questa mostra sul “Memphis”?
Wu Chi-Hung:
Voglio far conoscere stili ed epoche diverse agli amici taiwanesi, permettendo loro di toccare con mano il “Memphis” e comprenderne il valore storico.
Shen Ying-Jen:
La mostra “Free Form” celebra la libertà. Il “Memphis” sfida le regole con colori vivaci e forme geometriche. Non vogliamo etichettare l’arte: una sedia o un oggetto quotidiano possono essere espressioni artistiche. Il “Memphis” insegna che l’arte è fruibile e vissuta quotidianamente.
D: Cosa ne pensa di questo spazio espositivo per il “Memphis”?
Wu Chi-Hung:
Amo molto questo luogo. La vista sugli alberi, l’altezza dei soffitti e la libreria al piano inferiore rendono l’esperienza di osservare il “Memphis” estremamente confortevole.

Above Lo studio di registrazione “Li Xi Xiang” creato da Shen Ying-Jen per il futuro podcast legato al “Memphis”. (Foto: Li ART)
Shen Ying-Jen:
Li ART si trova all’Università delle Arti di Taipei, un punto d’incontro dinamico. Il nostro spazio non è solo una galleria per il “Memphis”, ma un centro culturale polifunzionale per corsi, conferenze ed eventi. Abbiamo creato anche lo studio di registrazione “Li Xi Xiang”, che funge da cassa di risonanza per i creativi.
Il nostro obiettivo è rimuovere la distanza tra l’arte e il pubblico. Con questa mostra sul “Memphis”, vogliamo rendere l’esperienza artistica naturale come sfogliare un libro.
D: Perché cercare sempre design così peculiari come il “Memphis”?
Wu Chi-Hung:
Desidero fare qualcosa di diverso. Mi affascina studiare oggetti rari e insoliti, scoprirne la storia e condividerla, proprio come faccio con il “Memphis”.

Above La libreria “Carlton” è un’opera iconica che incarna perfettamente lo spirito e l’estetica del “Memphis”. (Foto: per gentile concessione di Li ART)
D: Qual è l’opera “Memphis” che preferisce?
Wu Chi-Hung:
Senza dubbio la libreria “Carlton”. È l’essenza del “Memphis” e il mio punto di partenza nel mondo di questo design.

Above La “First Chair” di Michele De Lucchi, caratterizzata da una struttura in metallo e dettagli circolari in legno, tipica del “Memphis”. (Foto: per gentile concessione di Li ART)
Shen Ying-Jen:
Consiglio la “First Chair” di Michele De Lucchi, co-fondatore del “Memphis Group”. Con la sua struttura metallica e le sfere nere che ricordano orbite planetarie, questa sedia sembra una scultura astratta che vive ed è funzionale. Risponde perfettamente alla domanda: esiste davvero un confine tra arte e arredo “Memphis”?
Per me, la “First Chair” conferma che design e arte possono coesistere, rendendo l’opera “Memphis” una presenza viva nella quotidianità.
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