Da una semplice curiosità giovanile, Myriam Moretto ha silenziosamente plasmato uno degli spazi gastronomici più raffinati di Da Nang, dove l'esperienza è intessuta di vino, design e una rara intuizione umana.
Il viaggio di Myriam Moretto è iniziato in un pomeriggio al supermercato durante la sua giovinezza. Passeggiando accanto al padre, lo osservava fermarsi a lungo davanti allo scaffale dei vini. Ogni settimana, dopo un'attenta riflessione, sceglieva sempre una bottiglia dalla consueta sezione da dieci euro. Questo momento si ripeté fino a diventare un vero e proprio rituale. Un giorno, l'allora giovanissima Myriam si fece avanti e prese una bottiglia da ottanta euro dallo scaffale più alto. “Papà, perché questa costa molto di più del vino che bevi tu?” La risposta del padre, incentrata sul terroir e sui metodi di produzione, non la soddisfò pienamente, ma accese in lei una curiosità inesauribile.
Sebbene non vi sia stata una svolta immediata, da quell'istante prese forma una nuova prospettiva. Per lei, il vino non era più una semplice bevanda, bensì un linguaggio, un universo che desiderava comprendere a modo suo.
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Ascoltare la narrazione del vino: dall'intuizione alla formazione accademica

Above Myriam Moretto, la talentuosa co-fondatrice del raffinato ristorante Le Comptoir
A sedici anni, intraprese gli studi nel settore gastronomico e, appena due anni dopo, si aggiudicò il primo premio in un prestigioso concorso per giovani sommelier in Italia. Questo successo precoce confermò l'intuizione che albergava da sempre in Myriam Moretto. Fin dal principio, non ha mai considerato il vino come una mera competenza tecnica da acquisire, ma come un dialogo profondo tra il territorio, i ricordi e le percezioni sensoriali.

Above Myriam Moretto degusta attentamente una pregiata selezione di vini esclusivi

Above L'elegante e sofisticato interior design che caratterizza l'esclusivo Le Comptoir
A diciannove anni, si è trasferita in Francia, immergendosi nel rigoroso ambiente dei ristoranti stellati Michelin. In un rinomato locale con due stelle, le fu offerta un'opportunità straordinaria: non solo un impiego, ma un'autentica attestazione di fiducia. Il capo sommelier, riconoscendo in lei una rara sintesi di tecnica ed emozione, le concesse lo spazio necessario per emergere, dalla selezione delle etichette alla profonda comprensione del legame tra proposta culinaria e vino. Non si trattava solo di abbinamenti gustativi, ma delle sensazioni che essi sapevano suscitare. A soli vent'anni, assunse la guida del programma enologico del ristorante. Sotto la sua direzione, le vendite registrarono un notevole incremento e l'atmosfera in sala divenne più vibrante; il vino non era più un elemento secondario, ma accompagnava il piatto esaltandolo, arricchendo e completando l'intera esperienza gastronomica.
“Ho ricevuto grandi opportunità fin da giovanissima,” afferma con sobria eleganza. “Per questo motivo, desidero trasmettere lo stesso privilegio agli altri.”
Le Comptoir: un'esperienza tessuta di armonia silenziosa
Questo spirito ha accompagnato Myriam Moretto fino a Da Nang, dove attualmente risiede e lavora. Tale dedizione si esprime magnificamente a Le Comptoir, l'esclusivo ristorante fondato insieme al suo compagno di vita, lo chef Olivier Corti. Se lo chef Olivier rappresenta il cuore pulsante dell'esperienza in cucina, Myriam plasma l'atmosfera del locale: un elemento intangibile, eppure fondamentale nel definire la percezione complessiva dello spazio da parte degli ospiti.

Above Dettagli raffinati e composizioni floreali impreziosiscono i tavoli di Le Comptoir

Above L'acclamato chef Olivier Corti all'opera nella cucina di Le Comptoir
Le Comptoir non cerca di stupire attraverso l'ostentazione o la teatralità. Lo spazio è permeato da una naturalezza straordinaria, dove ogni dettaglio sembra trovare la sua perfetta collocazione senza bisogno di imporsi. Varcando la soglia, l'ospite avverte immediatamente un senso di benessere, sebbene sia difficile spiegarne razionalmente il motivo. È proprio in questo che risiede la maestria di Myriam Moretto: operare in modo silenzioso, ma infallibile. Non si limita ad ascoltare i piatti per comprenderne la filosofia, ma ascolta attentamente i suoi commensali, interpretandone il ritmo della conversazione, gli sguardi e le più lievi emozioni durante il pasto. Una sottile nota di acidità, una consistenza delicata o un aroma effimero diventano preziosi indizi per selezionare il vino ideale, instaurando un dialogo ininterrotto tra la cucina e la sala.
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L'intesa tra lei e Olivier ha raggiunto un livello di profonda simbiosi che non necessita di spiegazioni. La breve descrizione di una nuova creazione culinaria è sufficiente affinché l'abbinamento enologico perfetto si materializzi in modo quasi istintivo. Non si tratta di un semplice riflesso, ma di una profonda comprensione maturata nel tempo, sia nella professione che nella vita privata. Per Myriam, il vino non ha lo scopo di impressionare, bensì di completare ciò che rimane inespresso nel piatto, nelle sensazioni e, talvolta, nella memoria stessa di chi lo degusta.

Above Una squisita creazione culinaria perfettamente abbinata a un calice di vino
La sua visione della perfezione riflette chiaramente questo approccio. Per lei, la vera eccellenza non risiede nell'ovvio, ma si cela nei dettagli più minuti. Durante la concezione di Le Comptoir, ha dedicato ben tre mesi alla ricerca della tovaglia perfetta, valutando minuziosamente materiali, spessori e sfumature cromatiche, affinché tutto fosse in perfetta armonia con l'atmosfera desiderata. Inizialmente, Olivier non comprendeva l'importanza di tale ricerca, ma per lei l'esperienza del cliente ha inizio nel preciso istante in cui varca la soglia, ben prima che venga servito il primo piatto. Composizioni floreali fresche sono disposte in modo sapiente: senza eccessi, con la giusta misura per infondere vitalità e trasmettere una sensazione di cura sofisticata. Ogni elemento è ponderato con estrema attenzione, senza mai risultare artificiale.
Lo spazio, il vino e le persone
Non sorprende affatto che Myriam Moretto abbia intrapreso studi in interior design, quasi fosse un'evoluzione naturale del suo percorso professionale. Nella sua visione, il vino, l'ambiente e il servizio non rappresentano ambiti separati, bensì sfaccettature diverse per orchestrare un'esperienza immersiva, in cui gli ospiti si sentano profondamente compresi, accuditi e liberi di allontanarsi dalla frenesia quotidiana. A Le Comptoir, questa filosofia non si esaurisce con lei, ma viene trasmessa a tutto il team. I giovani collaboratori sono incoraggiati a porsi domande, a sviluppare una propria sensibilità sensoriale e a trovare la propria voce, all'interno di un ambiente che unisce il rigore necessario a una sufficiente apertura per coltivare le singole personalità.

Above L'atmosfera calda e straordinariamente accogliente che riceve gli ospiti a Le Comptoir
In una metropoli come Da Nang, che sta progressivamente delineando la propria identità gastronomica, questo approccio assume un significato del tutto singolare. Le Comptoir trascende la definizione di semplice ristorante per divenire un vero e proprio luogo di trasmissione culturale, dove standard d'eccellenza, competenze tecniche e lo spirito dell'autentica ospitalità vengono tramandati alle nuove generazioni. I clienti vi si recano richiamati dalla fama e dall'alta cucina, ma ciò che portano con sé è un'emozione persistente: una cura impeccabile, una presenza discreta e la rassicurante sensazione di un'accoglienza sincera.

Above Eleganti dettagli di design e bottiglie pregiate arricchiscono la sala principale
Myriam non ama soffermarsi sulle proprie ambizioni, né avverte la necessità di pronunciare grandi proclami. Ciò che emerge con maggiore chiarezza è la sua dedizione assoluta e un livello di eccellenza applicato a dettagli apparentemente insignificanti. Forse risiede proprio in questo la sua forza: non nell'esibizione, ma in una lucida chiarezza d'intenti; non nel controllo, ma nella profonda empatia. Dalla giovane ragazza che poneva domande al supermercato, alla donna che oggi guida una delle esperienze gastronomiche più sofisticate di Da Nang, il percorso di Myriam Moretto non è stato tracciato da assolute certezze, bensì dall'intuizione. Un'intuizione volta ad ascoltare, osservare e compiere scelte in modo ponderato, consapevole e, allorquando necessario, con straordinario coraggio.
Ed è esattamente questo ad aver generato una rarità assoluta: non semplicemente un luogo dove degustare eccellenti pietanze, ma un rifugio dove vivere un'emozione pura.
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Photography: Vlad Shatilo



