Con il ritorno di Alexander McQueen alla London Fashion Week, l'iconico teschio è tornato sotto i riflettori nel mondo di Alexander McQueen.
Due delle quattro grandi settimane della moda sono concluse e Londra è ora sotto i riflettori. Questa settimana, la capitale britannica accoglie alcuni dei suoi nomi più illustri, da Burberry ed Erdem a Simone Rocha e Richard Quinn, accanto al debutto di Christopher Kane da Mulberry e, soprattutto, al ritorno di Alexander McQueen nel calendario ufficiale della London Fashion Week.
Tuttavia, c’è un look dell’ultima collezione di Alexander McQueen che mi è rimasto impresso: quell’abito con teschio davvero teatrale. Nel momento in cui l’ho visto, il pensiero è corso immediatamente ai giorni d’oro dell’iconica Skull Scarf della Maison, l’accessorio che negli anni 2000 divenne quasi sinonimo del nome McQueen, sfoggiato da icone come Kate Moss, Kim Kardashian, Nicole Richie e Johnny Depp. Rivedere quel familiare motivo del teschio in passerella trasmette un senso di nostalgia che rimane, al contempo, profondamente legato allo spirito di Alexander McQueen.

Above Kim Kardashian indossa la sciarpa firmata Alexander McQueen (Foto: Getty Images)
Quando si pensa ad Alexander McQueen, è molto probabile che il primo pensiero vada all’iconica Skull Scarf creata da Lee McQueen. Divenuta uno degli accessori più riconoscibili degli anni 2000, ha trasformato il teschio da motivo ricorrente nelle sue collezioni a un vero e proprio simbolo dell’universo di Alexander McQueen.
La storia del teschio però risale a molto tempo prima della sciarpa. Lee McQueen era da tempo affascinato dai temi della morte, della mortalità e del lato oscuro della bellezza, intrecciando queste riflessioni nelle sue collezioni in modi drammatici, romantici e talvolta inquietanti. Quando arrivò la Skull Scarf, il teschio era già parte integrante del DNA di Alexander McQueen.

Above La collezione Primavera/Estate 2027 di Alexander McQueen (Foto: Alexander McQueen)
Prima della sciarpa, c’era la visione di Alexander McQueen

Above La collezione Autunno/Inverno 1996 di Alexander McQueen (Foto: Getty Images)
Molto prima che il teschio diventasse il motivo distintivo di Alexander McQueen che conosciamo oggi, Lee McQueen era già attratto dal lato oscuro della bellezza. La morte, la natura e la fugacità della vita sono apparse ripetutamente nel suo lavoro, spesso attraverso il concetto vittoriano di “memento mori”, un richiamo alla nostra mortalità.
Uno degli esempi più chiari è arrivato con la sua collezione Autunno/Inverno 1996, intitolata “Dante”. Ambientata presso la Christ Church a Spitalfields, Londra, la sfilata si è aperta con uno scheletro seduto tra il pubblico, fissando il tono per una collezione colma di riferimenti alla religione, alla guerra e alla fine della vita. Può sembrare teatrale, ma questo era Alexander McQueen: possedeva la capacità di prendere qualcosa di cupo e trasformarlo in un’opera stranamente bella, romantica e, soprattutto, indimenticabile.
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Come la Skull Scarf di Alexander McQueen è diventata un oggetto di culto

Above La collezione Primavera/Estate 2003 di Alexander McQueen (Foto: Getty Images)
È stato nel 2003 che il teschio ha iniziato a vivere di luce propria. Per la stagione Primavera/Estate 2003, Lee McQueen ha introdotto la celebre Skull Scarf come parte della collezione “Irere”, avvolgendo seta delicata in file di minuscoli teschi. Fu un momento perfetto: il grunge, il rock e il punk influenzavano ancora la moda, quindi il mix tra la seta impalpabile e i piccoli teschi risultò la combinazione ideale tra grazia e ribellione per il mondo Alexander McQueen.
La sciarpa divenne rapidamente uno di quei capi che si distinguevano immediatamente. Indossata intorno al collo, annodata alle borse o drappeggiata sulle spalle, aggiungeva un tocco di eleganza tenebrosa al tipico look Alexander McQueen; bastava una canotta nera con jeans per completare l’outfit. Il contrasto funzionava: seta femminile da un lato, una serie di teschi dall’altro.
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Negli anni 2000, la sciarpa con il teschio firmata Alexander McQueen veniva interpretata in mille modi. Veniva trasformata in top, abiti, annodata alle borse o utilizzata come scialle. Parte del divertimento stava proprio nel vedere come le persone la reinterpretassero, mantenendo vivo il mito di Alexander McQueen.
Oggi, a oltre due decenni dall’ultima sfilata di McQueen a Londra, quel familiare teschio è tornato in passerella. Per chi ricorda l’era d’oro di Alexander McQueen, c’è una vena nostalgica nel rivederlo. Per tutti gli altri, è la prova di come questo piccolo accessorio in seta sia diventato un pilastro fondamentale della storia di Alexander McQueen.
La sciarpa sarà anche un classico degli anni 2000, ma è chiaro che il teschio di Alexander McQueen sta vivendo una nuova giovinezza.





