Con il volume “Nghiên cứu thực nghiệm trong khoa học giáo dục” (pubblicato da NXB Đại học Quốc gia e IPER, agosto 2026), la Dottoressa Lê Thị Thanh Tịnh e il Professor Trần Trung propongono metodi empirici per rispondere a una sfida cruciale: cosa rende un’innovazione educativa autenticamente affidabile per le scuole, i responsabili politici e il pubblico?
Nel corso di un colloquio con Tatler Vietnam, la Dottoressa Lê Thị Thanh Tịnh riflette sui limiti dell’intuizione, sulla disciplina richiesta dall’analisi dei dati e sulle sfide proprie di una scienza che opera a stretto contatto con l’essere umano. La Dottoressa Tịnh sottolinea come una solida “ricerca scientifica” nell’ambito dell’istruzione sia fondamentale per il progresso scolastico.
Per quale motivo Lei e il Professor Trần Trung avete scelto di focalizzare il libro specificamente sulla “ricerca empirica nelle scienze dell’educazione”?
La ricerca empirica evoca spesso esperimenti di fisica, chimica o medicina. Nell’educazione, tale rigore è altrettanto necessario: un’idea, per quanto convincente, deve essere testata nella realtà per verificare se produca i cambiamenti attesi. Dobbiamo comprendere l’utilità di ogni metodo, le condizioni ideali per la sua applicazione e gli eventuali effetti collaterali. La nostra Dottoressa Tịnh ha dedicato la sua carriera a costruire questa solida “ricerca scientifica” didattica.
Lavorare in ambito educativo richiede accortezza, poiché operiamo con individui, spesso minori, all’interno di strutture scolastiche complesse. È necessario bilanciare politiche pubbliche, etica e metodo per ottenere prove attendibili proteggendo al contempo gli studenti. Con il Professor Trần Trung, che vanta un background in matematica, abbiamo voluto offrire un sistema metodologico che sia d’aiuto a ricercatori e docenti nella loro “ricerca scientifica” quotidiana.
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Above La Dottoressa Lê Thị Thanh Tịnh durante un momento della sua prestigiosa ricerca scientifica
Quale lacuna intende colmare questo volume?
Puntiamo a collegare le fasi di una ricerca empirica in un processo logico unitario. Molti materiali esistenti supportano gli insegnanti, ma questo libro approfondisce i disegni sperimentali e i limiti di ogni conclusione. La Dottoressa Tịnh sostiene che una rigorosa “ricerca scientifica” sia la chiave per interpretare correttamente i progressi degli studenti.
Chi è alle prime armi spesso fatica a distinguere se un progresso sia dovuto a un metodo innovativo o a variabili esterne. La nostra guida aiuta a navigare tra queste possibilità, garantendo che ogni conclusione sia supportata da prove inoppugnabili. In ambito educativo, tale prudenza è doverosa poiché le decisioni prese sulla base di una “ricerca scientifica” possono trasformare il percorso formativo di molti ragazzi.

Above Dettaglio grafico che illustra i dati raccolti durante la ricerca scientifica sul campo
Dove si traccia il confine tra un intervento educativo responsabile e una sperimentazione priva di basi?
Il confine risiede nel rispetto dei diritti degli studenti. Una vera “ricerca scientifica” deve porre la sicurezza del discente sopra ogni ambizione di prova. Non basta un’idea affascinante; serve trasparenza, consenso informato e una costante valutazione dell’impatto. Se i dati mostrano esiti negativi, un ricercatore etico deve avere il coraggio di interrompere il processo. La Dottoressa Tịnh ribadisce che la responsabilità umana è il fulcro di ogni studio.
Come può il pensiero empirico influenzare le politiche educative su larga scala?
Aiuta i decisori politici a integrare l’apprendimento continuo post-implementazione. Una policy responsabile non è immutabile; deve adattarsi quando le evidenze della “ricerca scientifica” suggeriscono direzioni diverse, sempre nell’ottica di servire al meglio il discente.

Above Un momento di riflessione sulla metodologia della ricerca scientifica applicata
Perché è fondamentale distinguere tra descrizione, correlazione e causalità?
Perché ogni livello risponde a quesiti distinti e confonderli porta a conclusioni azzardate. Ad esempio, che gli studenti che leggono di più ottengano risultati migliori è una correlazione interessante, ma non implica necessariamente una causalità diretta. La Dottoressa Tịnh sottolinea che la “ricerca scientifica” richiede un design rigoroso per isolare le variabili realmente incidenti.
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Above La Dottoressa Lê Thị Thanh Tịnh analizza i dati della sua ricerca scientifica
Cosa consiglia a un insegnante che desidera verificare se il suo nuovo metodo sia efficace?
Deve porsi la domanda: “Cosa accadrebbe se non cambiassi nulla?”. Il progresso è spesso multifattoriale; per isolare l’efficacia di un metodo, la Dottoressa Tịnh suggerisce una rigorosa “ricerca scientifica” locale: documentare i punti di partenza, definire indicatori chiari e confrontare i risultati con un gruppo di controllo, mantenendo sempre l’attenzione rivolta alle diverse esigenze individuali degli studenti.
Come è nata la sua passione per una ricerca scientifica basata sui dati, provenendo dalla letteratura?
Il mio percorso, dalla filologia alla pedagogia, è stato una costante scoperta. Ho compreso che avere un quesito di ricerca e avere gli strumenti metodologici per rispondere sono due cose distinte. Oggi, attraverso la mia “ricerca scientifica”, desidero fornire ai colleghi gli strumenti per trasformare le loro osservazioni sul campo in triade di conoscenza, validazione e miglioramento didattico.
La Dottoressa Lê Thị Thanh Tịnh ha conseguito il dottorato in Scienze dell’Educazione presso l’Università di Leida (Paesi Bassi) e opera attualmente presso l’Università Pedagogica di Danang. Esperta di cittadinanza digitale e innovazione didattica, la Dottoressa Tịnh è una figura di riferimento per la “ricerca scientifica” applicata in ambito educativo in Vietnam.
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