The scene at the Temple of Dendur during Diana Vreeland's 10th annual Costume Institute costume exhibit ball at the Metropolitan Museum of Art on December 8, 1981 in New York. Article title: 'Louise meets the Met (Photo: Fairchild Archive/Penske Media via Getty Images)
Cover Gli albori del Met Gala: la scena al Tempio di Dendur durante il decimo ballo annuale per la mostra sui costumi del Costume Institute, organizzato da Diana Vreeland al Metropolitan Museum of Art l'8 dicembre 1981 a New York. (Foto: Fairchild Archive/Penske Media via Getty Images)
The scene at the Temple of Dendur during Diana Vreeland's 10th annual Costume Institute costume exhibit ball at the Metropolitan Museum of Art on December 8, 1981 in New York. Article title: 'Louise meets the Met (Photo: Fairchild Archive/Penske Media via Getty Images)

Alla scoperta del Met Gala: come una raccolta fondi museale si è trasformata in un palcoscenico globale per la moda, la cultura e l'influenza

Il Met Gala si colloca esattamente al centro del calendario pubblico della moda, unendo filantropia, allestimenti espositivi e risonanza mediatica globale. Istituito nel 1948, è nato come un semplice evento di beneficenza per il Costume Institute e si è poi trasformato in uno spettacolo meticolosamente orchestrato e di visibilità internazionale. Ogni edizione del Met Gala è legata a una mostra museale, la quale plasma sia la lista degli invitati che il dress code. L'elevato costo dei biglietti finanzia le acquisizioni e la programmazione, mentre il tappeto rosso funge da vetrina esclusiva per presentare designer, celebrità e narrazioni culturali.

Nel corso del tempo, il Met Gala ha riflesso i cambiamenti di influenza nei settori della moda, dell'intrattenimento e dei media. La sua evoluzione da cena dell'alta società a evento trasmesso in tutto il mondo procede di pari passo con l'ascesa della cultura delle celebrità e della copertura digitale. Nonostante la sua portata, la struttura rimane inalterata: una cena di raccolta fondi ancorata a una mostra, in cui il Met Gala persegue scopi sia istituzionali che promozionali.

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La storia dietro il Met Gala

L'addetta alle relazioni pubbliche Eleanor Lambert ha fondato il Met Gala nel 1948 per sostenere il Costume Institute, all'epoca appena istituito all'interno del Metropolitan Museum of Art. Le prime edizioni si sono svolte in location come il Waldorf Astoria e hanno richiamato l'alta società newyorkese insieme alle figure di spicco dell'industria dell'abbigliamento.

Una svolta decisiva si è verificata nel 1972, quando Diana Vreeland si è unita in veste di consulente. Ha introdotto temi guidati dalle mostre e invitato icone culturali tra cui Elizabeth Taylor e Andy Warhol, trasferendo l'evento all'interno del museo stesso. Nel 1995, Anna Wintour ne ha assunto la direzione, ampliando la portata del Met Gala attraverso liste di invitati selezionate con cura e una copertura mediatica coordinata.

Lo scopo del Met Gala

Il Met Gala funge in primo luogo da raccolta fondi per il Costume Institute. I ricavi derivanti da biglietti e tavoli sostengono le mostre, le acquisizioni e il lavoro di conservazione, rendendo l'evento un pilastro finanziario centrale per il dipartimento. Ogni Met Gala si allinea con l'esposizione annuale dell'istituto, con un dress code concepito per interpretare il tema curatoriale.

L'evento opera altresì come piattaforma per designer e brand. Gli inviti sono esclusivi, spesso estesi a personalità in grado di amplificare la visibilità della mostra. Sotto la direzione di Wintour, la copertura attraverso Vogue garantisce un'attenzione globale costante, estendendo la risonanza del Met Gala ben oltre le mura del museo.

I dettagli del primo Met Gala

Il primo Met Gala si è tenuto nel dicembre 1948 come cena di mezzanotte al Waldorf Astoria. I biglietti costavano 50 dollari e gli ospiti partecipavano in abiti da sera formali. Lambert lo ha promosso come la “Festa dell'anno”, sebbene le sue dimensioni rimanessero relativamente contenute.

I partecipanti provenivano in gran parte dall'alta società newyorkese e dal settore della moda. Non vi era un tema formale e l'enfasi era posta sulla raccolta fondi e sulla celebrazione della mostra del Costume Institute. Questa struttura ha gettato le fondamenta che le successive edizioni del Met Gala avrebbero poi ampliato.

Come i temi plasmano il Met Gala

I temi derivano direttamente dalle mostre del Costume Institute, guidando sia l'inquadramento curatoriale che l'interpretazione sul tappeto rosso. I primi esempi hanno incluso “The World of Balenciaga” nel 1973, incentrato su un unico designer. Sotto la direzione di Vreeland, i temi hanno acquisito maggiore visibilità mediatica, come nel caso di “The Manchu Dragon” del 1980, che ha esaminato l'abbigliamento della dinastia Qing.

Le esposizioni successive hanno ampliato il raggio d'azione e il coinvolgimento. “AngloMania” nel 2006 ha esplorato la moda britannica, mentre “Alexander McQueen: Savage Beauty” nel 2011 ha richiamato una straordinaria attenzione pubblica. Temi più recenti, tra cui “In America: A Lexicon of Fashion” del 2021, hanno stimolato riflessioni sull'identità e sulla rappresentazione. Il Met Gala utilizza questi temi per allineare la moda a contesti culturali più ampi.

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Il tema del Met Gala 2026

Il Met Gala 2026 è incentrato sul tema “Costume Art”, una mostra che esamina il corpo vestito attraverso le collezioni del museo. In programma dal 10 maggio 2026 al 10 gennaio 2027 nelle Condé M. Nast Galleries, l'esposizione affianca i capi d'abbigliamento a opere di altre discipline, tra cui pittura e scultura.

La rassegna è organizzata in sezioni come il Corpo Nudo, il Corpo che Invecchia e il Corpo in Gravidanza, ciascuna volta a esplorare come l'abbigliamento interagisca con la forma fisica e la rappresentazione. Il dress code, “Fashion is Art”, riflette questa direzione curatoriale. I co-presidenti includono Beyoncé, Nicole Kidman e Venus Williams, posizionando il Met Gala 2026 all'interno del consolidato quadro di allineamento culturale e istituzionale dell'evento.

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Chonx Tibajia è senior editor presso il team T-Labs di Tatler Asia, dove scrive ampiamente su argomenti di lifestyle, tra cui bellezza, moda, intrattenimento e viaggi. Ha una lunga carriera nel giornalismo, avendo lavorato come editorialista per The Philippine Star , ed è la fondatrice della piattaforma creativa Pineappleversed. Oltre a Tatler, i suoi articoli appaiono su pubblicazioni regionali di lifestyle e business, a dimostrazione di un ampio portfolio che spazia dalle tendenze beauty alle guide di viaggio e agli articoli culturali.