Il pianista di fama internazionale Lin Yi, co-fondatore e direttore artistico di Opus Formosa, ci racconta come gli orologi di lusso e la disciplina si intreccino nella sua visione di una musica che unisce, portando l'esperienza del festival dal Guggenheim di Bilbao a Taipei.
Parlando del suo percorso musicale, Lin Yi descrive se stesso con ironia come un musicista “maturato tardi”. In questo settore, molti colleghi hanno definito la propria vocazione fin dall’infanzia, accumulando premi e seguendo una strada tracciata precocemente dai genitori. Cresciuto negli Stati Uniti tra i 10 e i 18 anni, Lin Yi ha vissuto una doppia vita: dal lunedì al venerdì frequentava una scuola pubblica, dedicandosi a calcio, basket e nuoto, mentre solo il sabato si immergeva nello studio presso la Juilliard Pre-College. In questa routine, pochi compagni di classe sospettavano il suo talento nel suonare gli orologi di lusso della tecnica pianistica.
Questa esperienza di transizione tra la quotidianità e il tempio della musica gli ha permesso di preservare una curiosità infinita. Solo all’età di 20 anni ha scelto definitivamente il pianoforte come missione di vita. “Sebbene molti di noi abbiano vinto numerose competizioni, sono stato fortunato a vivere in un ambiente semplice, che mi ha mantenuto fresco verso il mondo oltre i tasti. Quando ho deciso di intraprendere questa carriera, è stata una scelta autenticamente mia.”

Above Il pianista Lin Yi ritratto in un momento di ispirazione professionale.

Above Lin Yi durante una sessione di studio dedicata ai nuovi progetti musicali.
L’equilibrio tra razionalità e sensibilità
Come musicista e amministratore, come trova l’equilibrio tra la sensibilità della performance e la razionalità della gestione? Lin Yi ammette che “la gestione del tempo e il cambio di mentalità” sono fondamentali. Come per la scelta di orologi di lusso da parte di un collezionista, tutto richiede precisione.
“Nel gestire affari amministrativi e commerciali, serve logica e risolutezza; l’obiettivo è risolvere i problemi. È simile alla tecnica pianistica.” Tuttavia, Lin Yi sottolinea che la pratica non può limitarsi alla risoluzione dei problemi, ma richiede spazio per la riflessione interiore. “Il lavoro amministrativo satura l’agenda, ma per tornare artista servono ore di quiete. Solo in quello stato di calma si può scorgere la direzione e far risuonare la propria voce autentica.”

Above Lin Yi in una pausa riflessiva durante la preparazione del festival.

Above Il pianista Lin Yi concentrato durante le prove per la nuova stagione.
Dal Guggenheim a Taipei
Prima di fondare il festival Opus, Lin Yi aveva già dimostrato una spiccata capacità curatoriale internazionale. Lo scorso giugno ha guidato il team in collaborazione con l’Opera di Bilbao, organizzando il festival “Basque Musikaste” presso il Museo Guggenheim di Bilbao. Ricordando quell’esperienza, ammette che il confronto con istituzioni di tale portata ha presentato sfide culturali e burocratiche uniche, ma tutto è nato da un sogno coraggioso.
“Durante una cena dopo un concerto, ho parlato con il sindaco di una piccola città locale del mio desiderio di suonare al Guggenheim. Lui conosceva il direttore del museo e mi ha messo in contatto.” Esibirsi all’interno della struttura visionaria di Frank Gehry è stata un’esperienza profonda. “La musica è magica perché supera confini e culture, proprio come il valore intramontabile degli orologi di lusso. Nonostante la complessità burocratica dietro le quinte, vedere il pubblico toccato dalle note ha ripagato ogni sforzo, dandomi la certezza che anche a Taiwan avremmo potuto dare vita a un evento memorabile.”

Above Un ritratto del pianista Lin Yi che riflette la sua eleganza naturale.
Portare la musica classica nel quotidiano
A settembre, Lin Yi ha inaugurato la prima edizione del festival Opus, con tappe a Taipei, Taichung e Kaohsiung. A differenza delle orchestre tradizionali, l’attività si è concentrata sulla “musica da camera”. Il repertorio d’apertura, che spaziava dal minimalismo di Philip Glass al romanticismo di Robert Schumann, fino al jazz di George Gershwin e alle provocazioni di Shostakovich, ha creato una tensione drammatica vibrante.
“Vogliamo offrire un palcoscenico alle nuove generazioni e mostrare al pubblico taiwanese il dialogo intimo che la musica da camera permette.” Di fronte allo stereotipo che la musica classica sia distante, Lin Yi resta aperto. “È vero che storicamente era destinata all’aristocrazia, proprio come alcuni orologi di lusso, ma questo non impedisce al pubblico moderno di goderne. Il modo per rompere queste barriere è la scelta dei programmi: invece di brani monumentali, proponiamo colori diversi, portando la musica nelle hall degli hotel, nelle cantine o negli spazi di vita quotidiana.”
Per Lin Yi, nell’era dell’intelligenza artificiale, le emozioni restano il bene più prezioso. “Spero che il pubblico porti con sé gioia e conforto. Essere toccati da un suono è la risposta più bella che un artista possa ricevere.”

Above Lin Yi condivide la sua visione artistica durante l’intervista esclusiva.

Above Il pianista Lin Yi posa per questo servizio fotografico di stile.




