Nel clima estremo di Nagpur, SJK Architects ha realizzato per la famiglia Jain un “courtyard house” di sei piani, ispirandosi alle tradizionali dimore dell'India settentrionale
A Nagpur, città interna del Maharashtra dove le temperature estive superano regolarmente i 40° C, la famiglia Jain ha intrapreso un ambizioso progetto per costruire una casa concepita per durare per generazioni. Completata in sei anni, la “Light House” si eleva per sei piani su un terreno di circa 90 metri quadrati in un denso quartiere urbano. L'abitazione accoglie tre generazioni: la nonna, i suoi figli Deepak e Girish Jain con le rispettive famiglie, e un nipote la cui suite occupa un piano attualmente riservato.
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Above La Light House si distingue come una struttura imponente all'interno del denso tessuto urbano di Nagpur
L'incarico è stato affidato allo studio mumbiese SJK Architects, guidato da Shimul Javeri Kadri. Il team di progettisti ha lavorato per anni al fine di risolvere sfide complesse: uno spazio urbano limitato, un programma abitativo multigenerazionale, un clima che rende problematica l'esposizione al sole e il desiderio della famiglia di integrare l'estetica dell'architettura residenziale del nord dell'India.
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Contatto diretto

Above Uno sguardo verticale nell'atrio centrale di questo courtyard house, con l'ombra della struttura del lucernario che si proietta alla base
Il legame con la tradizione era diretto. La famiglia Jain nutriva un profondo attaccamento per la “haveli”, il tipico courtyard house dell'India occidentale e settentrionale, caratterizzato da spazi di ritrovo comuni, balconi sporgenti chiamati “jharokhe” e intricate schermature in pietra o mattoni, note come “jaaliyan”, capaci di filtrare la luce solare intensa garantendo la ventilazione.
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Above Un soggiorno raffinato con pareti rivestite in teak, un lampadario in ottone e opere d'arte pichwai
Le case “wada” con telaio in legno del Maharashtra hanno offerto un ulteriore punto di riferimento. Entrambe le tradizioni si sono evolute in risposta alla stessa sfida architettonica: come far entrare la luce senza surriscaldare gli interni di questo courtyard house.
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Above La cucina al piano terra, che si apre direttamente sulla zona pranzo all'aperto e sul giardino
La soluzione si sviluppa su tutta l'altezza dell'edificio. L'esterno è avvolto da reticoli in legno azionabili, le cui geometrie astraggono motivi vernacolari. È stato scelto il legno di pino “Accoya”, un legno tenero ad alte prestazioni proveniente da foreste certificate FSC in Nuova Zelanda. La scelta è stata consapevole: la silvicoltura sostenibile di legni duri è limitata in India, e la crescita lenta del teak ne rende sconsigliabile l'uso massiccio.
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Above Un ampio balcone, configurato come soggiorno all'aperto, regala una vista privilegiata sulla città
Il legno Accoya, pre-trattato contro umidità e termiti, è garantito 50 anni per uso esterno e funge da moderno sistema di infissi, con pannelli scorrevoli o a libro integrabili con zanzariere o vetri. I reticoli creano dinamici giochi di luce e ombra all'interno, svolgendo la stessa funzione delle “jaaliyan” citate in questo courtyard house.
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Above Un soggiorno familiare caratterizzato da vetrate schermate e sedute basse e accoglienti
All'interno, l'atrio centrale è uno spazio verticale di circa due metri e mezzo che attraversa i sei piani, sormontato da un lucernario. Le sue proporzioni sono frutto di uno studio dettagliato sugli angoli solari stagionali, progettato per convogliare luce diffusa verso il soggiorno informale al piano terra evitando l'eccessivo calore diretto.
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Above Poltrone verde tenue conferiscono una nota cromatica alla tavolozza neutra
L'atrio è il cuore sociale di questo courtyard house: suoni e sguardi si intrecciano su tutti i livelli, mentre i corridoi che circondano il vuoto centrale ospitano nicchie con opere d'arte, trasformando ogni passaggio tra le stanze in un momento di contemplazione.
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Stile di vita

Above Il voluminoso atrio è arricchito da ringhiere in teak e brise-soleil lungo i corridoi di ogni livello
La distribuzione è studiata su misura. Il piano terra accoglie la suite della nonna e la cucina principale, con accesso diretto agli spazi esterni per il relax e il giardinaggio, attività a lei care. I tre piani superiori sono dedicati alle famiglie dei figli e al nipote. Un magnifico esempio di organizzazione in un courtyard house moderno.
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Above La suite del nipote, definita da toni scuri, poltrone in pelle e luce filtrata dai reticoli
Ogni piano include due suite padronali negli angoli, una stanza per gli ospiti, un salotto, una dispensa e una terrazza condivisa. I balconi, profondi oltre due metri, fungono da cuscinetto termico e da estensione degli spazi interni. In questo courtyard house, l'integrazione di “jharokha” su ogni livello rompe la regolarità della facciata.
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Above Il bagno padronale vanta mobili in teak, superfici in marmo e una finestra protetta dal reticolo esterno
Il quinto livello del courtyard house è destinato all'ospitalità e all'intrattenimento, capace di ospitare fino a 20 persone. L'ultimo piano, arretrato e interamente vetrato sotto un tetto a padiglione, ospita una spa, una jacuzzi e una palestra, circondata da una terrazza panoramica sulla città.
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Mondo materiale

Above Una camera da letto nella suite della nonna, illuminata da scultoree lampade a sospensione
La palette dei materiali alterna teak della Birmania riciclato, marmo “Esil” bianco e ottone. Il legno è lavorato dagli artigiani locali in boiserie e ringhiere. Le superfici dei bagni presentano marmi incisi con motivi ispirati ai tessuti dei saree e alle sculture storiche locali, traducendo un antico vocabolario ornamentale in un elegante rivestimento di questo courtyard house.
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Above Una camera da letto dai toni neutri affacciata su un balcone intimo ombreggiato da reticoli
Gli arredi sono realizzati su misura, con silhouette contemporanee e arrotondate. Fa eccezione la suite del nipote, rifinita in nero. L'illuminazione decorativa è artigianale, in ottone e vetro.
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Above La palette dei materiali di questo courtyard house è calda e organica, ma estremamente raffinata
Con una superficie di quasi 2.000 metri quadrati, la Light House è una residenza fuori dal comune. Ciò che la rende unica è la personalizzazione estrema: dalla vicinanza della nonna al giardino, ai corridoi concepiti come gallerie d'arte, fino alle schermature regolate piano per piano per rispondere alle preferenze di ogni famiglia su luce, aria e privacy.
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Credits
Photography: Niveditaa Gupta



