In un appartamento nel quartiere di Cheras (Kuala Lumpur), The Makeover Guys si ispira al film “In the Mood for Love” di Wong Kar-wai per creare uno spazio profondo, ricco di colori e che rifletta la pura libertà di vivere il momento
Quando Victoria Loi, direttrice creativa dello studio di interior design The Makeover Guys, ha accettato di progettare un appartamento nel quartiere di Cheras (Kuala Lumpur), non ha iniziato con una moodboard o una palette di materiali, ma dai ricordi. Nello specifico, il ricordo della visione del capolavoro cinematografico In the Mood for Love (2000) di Wong Kar-wai, e la sensazione di esserne rimasta perennemente affascinata dalle seducenti inquadrature.
“Lo spazio qui trae ispirazione da In the Mood for Love”, condivide Loi. “Non potrò mai dimenticare quel mondo, i silenzi desolanti e le emozioni inespresse che legano i due protagonisti.”
Ha chiamato questo progetto Whisper from 2046, in omaggio al film 2046 di Wong Kar-wai uscito nel 2004, come un filo invisibile che collega il mondo cinematografico del regista di Hong Kong all'appartamento di Kuala Lumpur.
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Le richieste del proprietario coincidevano fortuitamente con la direzione intrapresa da Loi. Il committente non era attratto dallo stile minimalista che ha dominato il panorama dell'interior design residenziale in Malesia negli ultimi anni, il quale richiede una manutenzione costante per mantenere lo spazio ordinato e impeccabile. Al contrario, desiderava una casa che rispondesse alle esigenze pratiche della vita quotidiana senza perdere coerenza. “Voleva una dimora da poter vivere autenticamente”, spiega Loi. “Una residenza che riflettesse il suo stile di vita e la sua personalità. Un luogo dove, anche se un po' in disordine, lo spazio continuasse a raccontare la propria storia.”

Above Dalla cornice in legno della porta che conduce al corridoio, si scorge un piccolo sgabello in vimini posizionato sotto un quadro a reticolo incorniciato in fondo al passaggio.

Above La vetrina del soggiorno chiusa, con pannelli in vetro scanalato inseriti in una cornice cremisi ai lati dei ripiani centrali, preceduta da uno sgabello intrecciato e un tavolino nero.

Above L'armadio espositivo giallo senape si apre svelando ripiani in noce che espongono libri di design, un vaso in ceramica e un giradischi vintage nella sezione inferiore.

Above Un dettaglio ravvicinato dell'anta in vetro scanalato, della cornice laccata cremisi e delle maniglie in legno tornito con finiture cromate.
Loi osserva da tempo il modo in cui i cineasti manipolano la luce, così come la capacità di designer e scenografi di tessere emozioni senza bisogno di dialoghi. In the Mood for Love ne è una chiara testimonianza: i colori, la composizione e il peso di ogni silenzio emanano un'atmosfera distintiva. “Ogni inquadratura e ogni spazio nel film traboccano di innumerevoli emozioni”, afferma. “Questo ha definito l'approccio alla progettazione del nostro appartamento”.
Tuttavia, Loi non ha scelto di ricreare letteralmente lo stile degli interni della Hong Kong degli anni '60, con le strette rampe di scale, i corridoi illuminati di giallo e le pareti segnate dal tempo di un quartiere residenziale affollato. “L'obiettivo non era ricostruire un set cinematografico”, precisa. “Bensì trasmettere uno stato d'animo che era rimasto impresso in me per molto tempo”.

Above La zona pranzo vista dal soggiorno, con le scultoree gambe del tavolo in legno rosso arancio e scaffali aperti sullo sfondo, accanto a un ficus in un vaso di ceramica turchese.

Above La zona pranzo rivolta verso il corridoio, con la nicchia espositiva piastrellata come punto focale sulla parete e la suggestiva base del tavolo in legno rosso arancio in primo piano.
Per Loi, il cinema ha sempre rappresentato un archivio intimo di spazi potenziali. “Spesso mi ritrovo a voler entrare in quelle inquadrature, per assorbire l'atmosfera e vivere i momenti salienti del film”. Questo progetto segna la prima volta in cui ha lasciato che tale percezione guidasse direttamente il suo lavoro. L'appartamento porta con sé un'estetica che lei definisce i “turbamenti inespressi” della pellicola, il modo in cui i colori e le atmosfere si manifestano nell'opera, declinati però per adattarsi alla vita reale piuttosto che a un set preparato per un lungo piano sequenza.

Above I ripiani espositivi in marmo scuro mettono in mostra eleganti ceramiche, una lampada da tavolo portatile, una scatola di legno e un atlante di Tadao Ando.

Above L'intera area espositiva è incassata nella parete a scacchi, sormontando un'applique in vetro color ambra e una panca con cuscini intrecciati.

Above Il piano del tavolo da pranzo è realizzato in pietra scura con fasce intarsiate in legno rosso arancio, creando una perfetta armonia con la base sottostante.

Above Una panoramica della zona pranzo e della cucina, che mostra la parete piastrellata a scacchi, le sedie in pelle nera e le lampade a sospensione tubolari in ottone.
Il risultato evidente è un appartamento che non dipende dall'ordine maniacale per esprimere la sua bellezza. Loi lo ha progettato in modo che mantenga la propria identità persino quando lo spazio è pieno di libri aperti e piatti ancora da lavare. “Volevamo che la casa raccontasse una storia in modo naturale”, afferma. “Un luogo in cui ci si possa davvero rilassare, sentendosi liberi, a proprio agio e mai costretti. Anche quando non è impeccabilmente pulita, la casa possiede l'inconfondibile estetica alla Wong Kar-wai e risulta sempre viva e vissuta.”

Above La sofisticata zona giorno a pianta aperta, con la parete a scacchi, la cucina sullo sfondo e il bordo del divano in pelle nera sulla sinistra.

Above Un mobile contenitore nel soggiorno, dotato di ripiani in legno rosso arancio montati su una parete in tessuto grigio, che espongono ceramiche, una sfera di pietra e piccoli oggetti di design.
Parallelamente alla progettazione degli interni, Loi ha collaborato con il regista malese Mickey Lai a un progetto speciale legato a questo appartamento. Insieme hanno concettualizzato un'inversione dell'ordine consueto tra designer e regista, in cui la trama funge solitamente da presupposto per la scenografia.

Above Un dettaglio ravvicinato dei cuscini cilindrici color cremisi disposti con cura sulle testiere con struttura in legno, posizionati sopra un ripiano in marmo venato scuro e una scultura in legno a forma di nodo.

Above Un armadio a muro color grafite intenso con maniglie in ottone, incastonato in una calda parete rivestita in legno, accostato a un'applique sferica montata sulla sinistra.
In questo appartamento, lo spazio stesso è il protagonista e la premessa della narrazione, e Lai ne ha tratto ispirazione per dirigere un cortometraggio. “Abbiamo esplorato come un ambiente possa dare origine a una storia, anziché il contrario”, spiega Loi. Dopo aver visto il montaggio finale del film, la designer ha compreso ancora più chiaramente il potenziale e il valore di una stanza progettata con profonda sensibilità. “Mi ha dimostrato che, oltre a supportare la vita quotidiana, uno spazio poetico ha il potere di accendere vividamente la nostra immaginazione”.
Articolo tradotto dal pezzo originale “Home tour: an atmospheric Kuala Lumpur apartment shaped by Wong Kar-wai's In the Mood for Love” di Jennifer Choo, pubblicato su Tatler Global.
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Credits
Photography: TWJPTO










