Born Isandra Matin Ahmad, Indonesian architect Andra Matin leads his eponymous studio in Jakarta. (Portrait by Glenn Prasetya)
Cover Isandra Matin Ahmad, noto come Andra Matin, dirige l’omonimo studio di architettura a Giacarta. (Foto di Glenn Prasetya)
Born Isandra Matin Ahmad, Indonesian architect Andra Matin leads his eponymous studio in Jakarta. (Portrait by Glenn Prasetya)

I ricordi d’infanzia e la lunga dedizione al settore delle costruzioni hanno plasmato lo stile e la visione dell’architetto Andra Matin sull’architettura indonesiana.

Esiste un ricordo d’infanzia che Isandra Matin Ahmad, universalmente noto come Andra Matin, custodisce gelosamente. Durante le vacanze scolastiche, il giovane Andra Matin trascorreva del tempo nella casa del nonno a Bandung. Un pomeriggio, mentre riposava, fu colpito da un raggio di sole che filtrava attraverso le tegole di vetro, illuminando una stanza altrimenti in penombra. Scuotendo il materasso, vide migliaia di granelli di polvere danzare nel fascio di luce. “Un dettaglio apparentemente insignificante, che tuttavia è rimasto impresso in me per sempre”, racconta con un sorriso. “È stato probabilmente il momento in cui mi sono innamorato della luce”.

In un’altra occasione, a Yogyakarta, addossato a una parete di bambù intrecciato, sentì una brezza leggera accarezzargli il volto mentre osservava una signora spazzare il cortile. “Quella sensazione di stratificazione è indimenticabile. La parete di bambù filtrava luce, suono e vento. Possedeva un’anima che una parete di cemento solido non potrà mai avere”, riflette il talentuoso Andra Matin. “Per me, quel materiale racchiude l’essenza stessa dell’Indonesia”.

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Indonesian architect Andra Matin, photographed here in a Sapto Djojokartiko top and jacket. (Portrait by Glenn Prasetya)
Above L’architetto indonesiano Andra Matin indossa un completo di Sapto Djojokartiko. (Foto: Glenn Prasetya)
Indonesian architect Andra Matin, photographed here in a Sapto Djojokartiko top and jacket. (Portrait by Glenn Prasetya)

Un altro ricordo vivido riguarda la casa di una zia a Giacarta Sud. “Solitamente, l’ingresso principale conduce direttamente alla zona notte. Qui, invece, l’apertura dava su un corridoio che, a ogni curva, rivelava nuovi passaggi. Raggiungere la camera da letto diventava un piccolo viaggio, un percorso che preparava all’intimità”, spiega Andra Matin.

Questa sensibilità verso la “sequenza spaziale” si è consolidata anni dopo, studiando Le Corbusier e Tadao Ando, permettendogli di definire il proprio linguaggio progettuale. Per Andra Matin, l’architettura non è solo estetica, ma la capacità di creare esperienze autentiche.

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Andra Matin photographed in a Valentino jacket. (Portrait by Glenn Prasetya)
Above Andra Matin indossa un cappotto Valentino. (Foto: Glenn Prasetya)
Andra Matin photographed in a Valentino jacket. (Portrait by Glenn Prasetya)

La libertà creativa dell’infanzia di Andra Matin

Da bambino, Andra Matin veniva incoraggiato dai genitori a manipolare il cemento per creare strade, fiumi e miniature di automobili. “Altri genitori avrebbero proibito un tale disordine, ma io ero spronato a sperimentare”, racconta divertito. In casa, aveva piena libertà di esplorare la sua vena creativa.

Suo padre, Idik Sulaeman Nataatmadja, grafico formatosi presso l’Istituto di Tecnologia di Bandung, è l’autore delle uniformi scolastiche indonesiane e del simbolo ricamato sulle tasche degli studenti. Fu lui a creare anche l’identità del Paskibraka, la squadra cerimoniale per l’alzabandiera nazionale.

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Andra Matin’s keen observation of everyday details led him to architecture. Sweater and shoes by Zegna. (Portrait by Glenn Prasetya)
Above L’attenta osservazione dei dettagli quotidiani ha guidato Andra Matin verso l’architettura. Maglione e scarpe di Zegna. (Foto: Glenn Prasetya)
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Sensitive to spatial sequence long before he had the words for it, Andra Matin builds architecture as a journey. (Portrait by Glenn Prasetya)
Above Sensibile allo spazio sin da giovane, Andra Matin concepisce l’architettura come un viaggio. (Foto: Glenn Prasetya)
Andra Matin’s keen observation of everyday details led him to architecture. Sweater and shoes by Zegna. (Portrait by Glenn Prasetya)
Sensitive to spatial sequence long before he had the words for it, Andra Matin builds architecture as a journey. (Portrait by Glenn Prasetya)

“Ricordo ancora come mio padre mi insegnò a impugnare la matita”. Uomo di poche parole, Idik lasciò un segno profondo nel figlio attraverso il suo esempio. “Le serate passate a guardare Star Wars insieme sono tra i miei ricordi più cari, dato che mio padre era sempre molto impegnato”, confessa Andra Matin.

Al momento di scegliere l’università, pur desiderando seguire le orme paterne nelle belle arti, non fu ammesso. Fu però accettato in Medicina e in Architettura. “Dissi a mia madre che temevo il sangue, quindi scelsi l’architettura”, ricorda Andra Matin, dando inizio al suo percorso accademico.

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From bamboo walls that filtered air and sound, Andra Matin learned to see space as layers of experience. (Portrait by Glenn Prasetya)
Above Dai muri di bambù che filtrano aria e suoni, Andra Matin ha imparato a percepire gli spazi come strati esperienziali. (Foto: Glenn Prasetya)
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Treating his own home as a laboratory of light, heat and air, Andra Matin designs with lived experimentation. (Portrait by Glenn Prasetya)
Above Trasformando la propria casa in un laboratorio di luce e temperatura, Andra Matin progetta basandosi sull’esperienza reale. (Foto: Glenn Prasetya)
From bamboo walls that filtered air and sound, Andra Matin learned to see space as layers of experience. (Portrait by Glenn Prasetya)
Treating his own home as a laboratory of light, heat and air, Andra Matin designs with lived experimentation. (Portrait by Glenn Prasetya)

Durante gli studi, incontrò il mentore Purnama Salura, che gli diede l’opportunità di lavorare come disegnatore tecnico. “Ero entusiasta di guadagnare qualcosa disegnando”, racconta Andra Matin. “Grazie a lui ho capito cosa significa essere un architetto professionista, andando oltre la teoria accademica”. Oggi, Salura è un illustre professore di Storia e Filosofia dell’architettura.

Dopo la laurea, Andra Matin ha lavorato per quasi dieci anni presso lo studio Grahacipta Hadiprana, prima di fondare il suo studio, Andramatin, nel 1998.

La casa come laboratorio vivente

Dopo due decenni di professione, Andra Matin ha progettato la sua casa non tramite complessi rendering, ma attraverso l’intuizione. “Ho comunicato direttamente con gli operai, usando corde per misurare lo spazio. Ogni idea prendeva forma sul posto”, spiega Andra Matin. “I disegni sono stati completati solo una volta terminata la costruzione”.

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The exterior view of the AM House reveals an open-air dining space on the ground floor and an ironwood ramp that connects the different volumes and levels of the home. (Photo by Davy Linggar)
Above La facciata della AM House rivela una sala da pranzo all’aperto e una rampa in legno di ferro che collega i vari volumi. (Foto: Davy Linggar)
The exterior view of the AM House reveals an open-air dining space on the ground floor and an ironwood ramp that connects the different volumes and levels of the home. (Photo by Davy Linggar)

La casa è diventata un vero laboratorio: studiava come circolasse l’aria, come entrasse il vento e come il suono della pioggia risuonasse negli ambienti. Ha testato tetti in cemento coperti d’erba, notando una drastica riduzione della temperatura. “La mia casa è un laboratorio”, afferma Andra Matin. “Quando progetto per gli altri, so esattamente quanto spazio è necessario”.

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The shared children’s bedroom at AM House, Andra’s own residence, featuring cocooning, elevated sleeping boxes inspired by Japanese capsule hotels. (Photo by Davy Linggar)
Above La camera da letto dei figli presso la AM House, la residenza di Andra Matin, richiama i pod degli hotel capsula giapponesi. (Foto: Davy Linggar)
The shared children’s bedroom at AM House, Andra’s own residence, featuring cocooning, elevated sleeping boxes inspired by Japanese capsule hotels. (Photo by Davy Linggar)

Questa esperienza ha dato ad Andra Matin la sicurezza per progettare l’Aeroporto Internazionale di Banyuwangi, a Giava Orientale. Celebre per il suo approccio eco-sostenibile e radicato nella cultura locale, l’opera presenta un ampio tetto verde e sistemi di ventilazione naturale che ottimizzano l’efficienza energetica. L’aeroporto ha vinto il prestigioso premio Aga Khan Award for Architecture 2022, confermando Andra Matin come uno dei maestri dell’architettura nel Sud-est asiatico.

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An aerial view of Banyuwangi International Airport shows how its grass-covered roofs merge with the surrounding landscape. (Photo by Mario Wibowo)
Above Veduta aerea dell’Aeroporto Internazionale di Banyuwangi, dove il tetto verde si fonde perfettamente con il paesaggio circostante. (Foto: Mario Wibowo)
An aerial view of Banyuwangi International Airport shows how its grass-covered roofs merge with the surrounding landscape. (Photo by Mario Wibowo)

Andare oltre i semplici volumi

“Sotto molti aspetti, un architetto è come uno psicologo”, osserva Andra Matin. L’architetto riconosce che il proprio mestiere richiede una profonda empatia. Nei suoi colloqui con i clienti, non si parla di design, ma di vita: a che ora si svegliano, quali sono le loro abitudini alimentari e cosa li fa sentire veramente “a casa”.

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The project Banyuwangi International Airport clinched the Aga Khan Award for Architecture for its natural ventilation capabilities. (Photo by Mario Wibowo)
Above L’Aeroporto Internazionale di Banyuwangi ha vinto l’Aga Khan Award per la sua capacità di sfruttare la ventilazione naturale. (Foto: Mario Wibowo)
The project Banyuwangi International Airport clinched the Aga Khan Award for Architecture for its natural ventilation capabilities. (Photo by Mario Wibowo)

Da qui, Andra Matin identifica le esigenze spaziali fondamentali. Se il cliente ama viaggiare, progetta ampie zone per il deposito bagagli; se è appassionato di cucina, concentra la cura sugli spazi gastronomici. La vera natura del suo lavoro risiede nella comprensione dell’essere umano.

Guardando al futuro dell’architettura indonesiana, Andra Matin è schietto: “Abbiamo grandi talenti, ma se le loro opere servono solo le élite, la società non coglierà mai il valore dell’architettura”.

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The Baitus Sobur Mosque in Tulang Bawang Barat, Lampung, colloquially known as the Tubaba Mosque, merges two elements typical of mosques, the dome and the minaret, into a single gesture by forming a large, soaring tower as its main mass. (Photo by Davy Linggar)
Above La moschea Baitus Sobur a Tulang Bawang Barat, progettata da Andra Matin, unisce cupola e minareto in un’unica torre slanciata. (Foto: Davy Linggar)
The Baitus Sobur Mosque in Tulang Bawang Barat, Lampung, colloquially known as the Tubaba Mosque, merges two elements typical of mosques, the dome and the minaret, into a single gesture by forming a large, soaring tower as its main mass. (Photo by Davy Linggar)

Andra Matin spera che i colleghi indonesiani si impegnino maggiormente negli spazi pubblici. Immagina biblioteche, piazze e luoghi di culto nati da uno spirito di condivisione.

Egli osserva anche come le nuove generazioni siano più consapevoli del clima e dell’identità culturale. “Sono molto più intuitivi”, nota Andra Matin, rafforzando la sua fiducia in un futuro sostenibile dove l’architettura vive in armonia con la natura.

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The Tubaba Mosque interior’s reflective ceiling heightens the hymn-like air in the place of worship. (Photo by Davy Linggar)
Above Il soffitto riflettente all’interno della moschea progettata da Andra Matin amplifica l’atmosfera solenne. (Foto: Davy Linggar)
The Tubaba Mosque interior’s reflective ceiling heightens the hymn-like air in the place of worship. (Photo by Davy Linggar)

Il filo conduttore della carriera di Andra Matin è la capacità di vedere significato nelle piccole cose. Una delle sue gioie più grandi rimane quella di sedersi in uno spazio che ha creato, osservando anonimamente chi lo vive, come accaduto di recente alla moschea Tubaba.

Per Andra Matin, il complimento più prezioso arriva proprio da chi non conosce i dettagli tecnici, ma riesce a percepire appieno l’anima dello spazio che lui ha plasmato.

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Seeing small moments as meaningful, Andra Matin shapes spaces that quietly transform everyday life. (Portrait by Glenn Prasetya)
Above Con la sua sensibilità per i piccoli dettagli, Andra Matin crea spazi che trasformano la quotidianità. (Foto: Glenn Prasetya)
Seeing small moments as meaningful, Andra Matin shapes spaces that quietly transform everyday life. (Portrait by Glenn Prasetya)

Credits

Translation: Hồng An