Tatler Vietnam ha incontrato l’artista italiano Gio Bressana in occasione del suo soggiorno a Ho Chi Minh City per uno speciale evento organizzato da EuroStyle presso lo showroom del brand di arredamento Visionnaire, mettendo in luce l’eccezionale talento di Gio Bressana.
Il sogno di diventare artista è nato in Gio Bressana quando aveva solo otto anni: un cavallo nero apparso in sogno, che si avvicinava lentamente, misterioso e calmo. La mattina seguente, Gio chiese alla madre il denaro per acquistare i colori e il suo primo dipinto fu proprio quel cavallo. Crescendo, ha perseguito la carriera artistica con una disciplina feroce, quasi ossessiva. Sebbene la sua specializzazione iniziale fosse la pittura a olio, negli anni Novanta Gio ha scoperto una passione viscerale per l’arte dell’affresco, attraverso la quale può liberare la sua creatività su pareti e soffitti, fondendosi con lo spazio abitativo come un sogno ad occhi aperti. L’arte di Gio Bressana è ormai un riferimento internazionale.
Gio Bressana trasforma l’estetica raffinata della storia dell’arte occidentale — dal Rinascimento, Gotico e Barocco fino al Neoclassico — in creazioni intrise di spirito contemporaneo, unendo la pittura classica al design d’interni moderno. Ogni opera di Gio Bressana si intreccia intimamente con l’atmosfera di un luogo o di un progetto architettonico specifico; sono lavori irripetibili, impossibili da replicare altrove. Lo spirito romantico che evoca non si limita alla nostalgia, ma nasconde sempre una sorpresa nata da sentimenti autentici e puri.
Le sue opere sono presenti negli showroom di prestigiosi brand, in residenze private, palazzi reali e hotel in tutto il mondo, tra cui Louis Vuitton, Roger Vivier, Bentley Home, Roberto Cavalli e la Dorchester Collection.

Above L’arte di Gio Bressana presso il progetto Hanoi Signature

Above Un dettaglio decorativo di Gio Bressana al progetto Hanoi Signature
Durante questa visita in Vietnam, Gio Bressana ha per la prima volta applicato il suo linguaggio pittorico all’Ao Dai. In occasione dell’evento “Poetry in Motion”, organizzato da EuroStyle negli spazi di Visionnaire, ha dato vita a un dialogo tra l’arte italiana e la tradizione vietnamita — due culture unite dall’amore per la bellezza, dalla raffinatezza dell’artigianato e dalla profondità del patrimonio storico. Questa fusione è diventata il materiale con cui Gio Bressana continua ad ampliare i confini della sua creatività.

Above L’artista accanto a un Ao Dai dipinto durante l’evento Poetry in Motion

Above Gio Bressana durante l’esposizione della sua opera su tessuto
Ha tratto ispirazione dal delta del Mekong, con i suoi corsi d’acqua e fiori di loto, e dalla baia di Ha Long. L’opera realizzata sull’Ao Dai Moriko utilizza seta proveniente dal villaggio di Nam Cao, nella provincia di Thai Binh — un distretto legato a oltre 440 anni di arte tessile, riconosciuto come Patrimonio Culturale Immateriale Nazionale nel 2023. L’evento, quindi, ha aperto uno spazio in cui l’arte incontra le linee, i materiali e il ritmo del design.

Above Gio Bressana ospite nello showroom del brand Visionnaire
Qual è stata la sua prima impressione del Vietnam?
Qui percepisco uno spirito romantico, un’energia incredibilmente speciale. Mi sento come se fossi tornato all’infanzia, guardando il mondo con occhi curiosi, scoprendo meraviglie ovunque. È l’elemento più stimolante per un artista. Purtroppo, questa sensazione non si trova più in molte parti del mondo.
Nemmeno le terre ricche di storia e arte come in Europa riescono a scuoterla?
Gli europei, specialmente gli italiani, nascono in un paese colmo di capolavori artistici. È nel nostro DNA, ma appartiene al passato, quindi è difficile creare qualcosa di assolutamente nuovo. È come l’esperienza di un pesce: vivendo nell’acqua fin da piccolo, non si rende conto di essere circondato dall’acqua. Ma quando viene portato fuori dalla sua “zona di comfort”, vive un momento di risveglio.
Questo è lo stimolo che perseguo costantemente. Voglio creare qualcosa di inedito, e l’arte è il trampolino per farlo. Oggi, la facilità di spostamento permette alle idee di intrecciarsi e nascere da diverse influenze globali.

Above Un’opera di Gio Bressana presso una residenza a Verona

Above Dettaglio decorativo di Gio Bressana in una villa a Parigi
La nostra casa in Italia ne è un esempio. Dieci anni fa abbiamo visitato Hanoi e ci siamo innamorati della cultura locale. C’è una forte affinità tra le nostre tradizioni artigianali. Mia moglie ha voluto che dipingessi una fenice ispirata a un tempio vietnamita sulla nostra parete, circondata da fiori di loto. Queste esperienze, arricchite da nuovi amici, ti rendono un cittadino del mondo nel senso più vero.
Tra tante pratiche contemporanee, perché scegliere una tecnica classica come l’affresco?
Come artista, se non padroneggi le tecniche millenarie, cosa hai in mano per sperimentare? Anche Picasso, che conosciamo per “Guernica”, all’inizio sapeva dipingere bene quanto Michelangelo. Devi dominare la tecnica per rompere le convenzioni. Proprio come un pianista jazz che improvvisa partendo dalla musica classica.
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Above Opera di Gio Bressana in fase di lavorazione su parete
Prendiamo Lucio Fontana e i suoi tagli sulla tela. Qualcuno potrebbe dire: “Semplice, potrei farlo anch’io”. Ma ammirando l’opera in silenzio, senti l’energia del momento in cui l’artista ha inciso la tela. Fontana, tuttavia, proveniva da un’accademia classica.
Anche nella cucina o nella musica, tutto è arte. Uno chef deve comprendere gli ingredienti per creare piatti unici.
Il patrimonio classico è quindi legato a valori eterni di bellezza?
Non amo dividere il classico dal moderno. Esistono due modi di vedere l’arte: oggettivo e soggettivo. Ma esistono bellezze universali indiscutibili: un fiore, un tramonto, la sezione aurea di Fibonacci. Tutti riconosciamo questa bellezza oggettiva.

Above Affresco di Gio Bressana in una villa a Parigi

Above Dettaglio ornamentale di Gio Bressana in una villa a Venezia
Molti usano l’“arte contemporanea” come scusa per lavori acerbi. Per me, è contemporaneo ciò che trasmette davvero emozione. Recuperare la tradizione nel contesto attuale è un approccio moderno. Gli antichi conoscevano l’energia degli elementi; sapevano calcolare le proporzioni per creare capolavori come la Cappella Sistina — non solo soddisfano lo sguardo, ma toccano il cuore.
La sedia Pavone qui da Visionnaire ne è un esempio: ispirata al pavone, colpisce per l’equilibrio e la sinuosità delle linee.
La natura pervade le sue opere. Perché questa ricerca poetica?
Tutti vogliamo natura nei nostri spazi. Ma ciò che mi interessa è realizzare tutto personalmente, creando opere uniche che non possono essere ripetute altrove. Spesso dipingo direttamente sul muro senza schizzi dettagliati.

Above Opera murale di Gio Bressana al Dubai Design District

Above Affresco di Gio Bressana in una villa a Parigi
Ho una memoria pessima per i nomi, ma ricordo perfettamente ogni fiore, albero o animale. Ho dedicato 30 anni a studiare i maestri come Veronese, Caravaggio, Tiepolo, Rubens e Rembrandt. Ho imparato che anche loro sapevano lavorare velocemente, completando opere in poche settimane anziché anni.
Così opero anch’io: abbastanza velocemente da non interrompere il flusso emotivo. Non sovraccarico di dettagli, altrimenti l’atmosfera diventa pesante. Osservo come la luce accarezza i petali, le ombre tra le foglie e il profumo stesso dei fiori.

Above Dettaglio floreale in un’opera di Gio Bressana
Le mie opere hanno sempre un “respiro” che permette agli osservatori di sognare. Pensa alla chitarra di Jimi Hendrix: non cercava la perfezione tecnica, ma il suono ti faceva rabbrividire. Quando qualcosa è troppo perfetto, sembra artificiale. L’importante è lasciarsi guidare dall’emozione.
Si dice che lei ami Robert Plant dei Led Zeppelin. C’è un motivo?
Mentre dipingo, mi sento sul palco come una rockstar (ride). Tutta la mia energia va in ogni pennellata. Credo che ogni opera sia la condensazione della propria forza interiore. La mia arte forse non sembra rock ’n’ roll, ma per me la musica dei Led Zeppelin, dei Pearl Jam o un viaggio in California sono l’essenza del romanticismo.

Above Gio Bressana al lavoro con cura artigianale

Above Ritratto dell’artista immerso nella sua creazione
Cosa pensa dell’intelligenza artificiale?
Non mi preoccupa. L’IA non può trasmettere emozioni vere. Non ha anima né passione. Può essere uno strumento, ma non ha i momenti di genio creativo, né può creare qualcosa che non sia una mera sintesi di informazioni esistenti.
Quali progetti ha per il futuro?
Dieci anni fa avevo obiettivi a 5 anni. Ora penso a un orizzonte di 150 anni (ride). Il mio sogno è possedere un castello antico e fondarvi un’accademia di belle arti, un vivaio per giovani talenti a cui trasmettere i segreti dell’affresco, un’eredità da lasciare alle generazioni future.
Articolo tratto dall’edizione Tatler Vietnam Vol 24
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