Cover Tatler Best Hong Kong & Macao 2026: dagli speakeasy più intimi alle lounge panoramiche, ecco i migliori bar che stanno definendo le nuove tendenze della regione.

I locali più eccezionali di Hong Kong e Macao hanno ottenuto i massimi riconoscimenti. Una guida per scoprire i migliori bar che ridefiniscono la scena notturna.

Oggi, in occasione dei premi Tatler Best Hong Kong & Macao, abbiamo brindato ai migliori bar, ai barman e ai visionari della notte che stanno ridefinendo la scena del divertimento nella regione.

Il panorama dell'alta mixology di Hong Kong è un mondo a sé stante — dalle scintillanti lounge panoramiche agli speakeasy nascosti, svelati solo a chi sa dove bussare. I vincitori “Best-in-Class” di quest'anno propongono di tutto, dai grandi classici eseguiti in modo impeccabile alle creazioni originali più audaci, sempre serviti con precisione e forte personalità.

A Macao, l'energia si fa ancora più vibrante e audace, tra affascinanti lounge d'hotel, rifugi per grandi scommettitori ed eclettici locali per cocktail. Insieme, queste due città stanno rivoluzionando il significato di bere con stile.

Hong Kong

Tatler Asia
Above Fin dal momento in cui si varca la soglia del Four Seasons Hotel Hong Kong, Argo avvolge in un'accoglienza immediata e naturale.

Miglior Servizio: Argo

Il servizio presso Argo non è concepito come un semplice accessorio alla degustazione, bensì come parte integrante dell'esperienza stessa: attento, reattivo e profondamente in sintonia con l'atmosfera. Situato all'interno del Four Seasons Hotel Hong Kong, il locale vanta la raffinatezza che ci si aspetterebbe, ma rifugge ogni rigidità. Il personale si muove con disinvoltura tra ruoli diversi: in parte padroni di casa, in parte guide, in parte discreti osservatori. Un ospite potrebbe arrivare con un'idea precisa di cocktail e ritrovarsi guidato, in modo quasi impercettibile, verso una proposta più adatta ai propri gusti. L'ambiente sprigiona un calore autentico, mai ostentato. L'accoglienza è immediata, l'attenzione costante ma mai invadente. Persino nei momenti di maggiore affluenza, nulla appare affrettato o trascurato. Ciò che distingue Argo tra i migliori bar è proprio questo equilibrio. Un servizio competente ma non didascalico, offerto con un livello di cura che armonizza ogni elemento, dal primo all'ultimo sorso.

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Above Jack Ng di Argo è indubbiamente un talento emergente da tenere d'occhio.

Stella Emergente: Jack Ng, Argo

Parte del team di apertura di Argo, Jack Ng si è rapidamente affermato come un barman con una visione chiara e definita. I suoi precoci riconoscimenti nei concorsi di settore testimoniano una notevole abilità tecnica, ma ciò che colpisce maggiormente è la naturalezza con cui tale maestria si traduce dietro il bancone. C'è grande sicurezza nel suo modo di approcciarsi a un drink. I sapori sono gestiti con intenzione, la struttura viene mantenuta sotto controllo e le nuove idee sono introdotte senza mai complicare eccessivamente il risultato finale. Si tratta di una progressione che appare meritata, costruita sulla pratica costante, sull'osservazione e sulla volontà di perfezionarsi. A risaltare è soprattutto la direzione che sta intraprendendo. Ng padroneggia i fondamenti, ma sta già plasmando uno stile assolutamente personale. Emerge la figura di un professionista che si muove con determinazione, sviluppandosi a un ritmo che lascia presagire un futuro brillante. È, senza ombra di dubbio, un talento da seguire con attenzione.

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Above Kinsman ospita numerosi eventi esclusivi con barman provenienti da tutto il mondo.

Miglior Innovazione: Kinsman

Kinsman affronta l'innovazione con una prospettiva ben precisa: partire da solide radici per esplorare nuovi orizzonti. Da Kinsman, i distillati cantonesi non sono trattati come reperti storici da conservare, ma come ingredienti dalla grande versatilità. La proposta spazia tra diversi riferimenti, profili gustativi e formati senza mai smarrire la propria identità. Un concetto portato avanti con coerenza assoluta. Collaborazioni con i tipici chioschi di noodle di Aberdeen, scambi culturali con gli izakaya di Bangkok e un flusso costante di barman ospiti da tutta l'Asia mantengono il programma sempre dinamico. Non si tratta di progetti secondari, ma dell'essenza stessa con cui il locale sviluppa la propria filosofia. Sotto la guida di Gavin Yeung, il nuovo menù, “A Tale of Chinatowns”, mette a fuoco proprio questo approccio. I drink ripercorrono le rotte delle comunità cinesi attraverso Singapore, Manila, Calcutta, Bangkok e Lima, attingendo a storie condivise pur rimanendo ancorati ai sapori autentici. Il risultato è uno spazio che spinge avanti le idee, proponendole in modo giocoso, inventivo e costantemente affascinante.

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Above Mius offre un ambiente moderno ed essenziale per una degustazione rilassata.
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Above Il menù dei cocktail riflette il design del locale con drink semplici ma ricchi di sfumature.

Miglior Design e Miglior Nuovo Bar: Mius

Da Mius, il design non ha lo scopo di impressionare, bensì di eliminare ogni distrazione. Lo spazio è volutamente essenziale. Di ispirazione modernista mid-century, presenta linee pulite, legni chiari e tenui riflessi metallici, lasciando che la luce, le proporzioni e il movimento facciano da protagonisti. È un ambiente concepito per la degustazione, non per mettersi in mostra. I soffitti alti, le palette neutre e l'assenza di orpelli spostano l'attenzione dove deve stare: sul bicchiere davanti a sé e sulla conversazione che lo accompagna.

Dietro il bancone, Shelley Tai adotta un approccio altrettanto ponderato. Nota per il suo stile misurato e attento ai dettagli, crea drink che privilegiano la chiarezza rispetto alla complessità. I cocktail sono ridotti all'essenziale, con pochi ingredienti espressi in modo limpido e bilanciati con assoluta precisione. La proposta gastronomica segue la stessa filosofia: confortevole, senza pretese, pensata per invitare l'ospite a rimanere comodamente seduto piuttosto che a cercare altrove.

Ciò che contraddistingue Mius è il suo senso di compiutezza. Il design, i drink, gli stuzzichini e l'intento alla base: ogni elemento è studiato, ciascuno proporzionato all'altro. Nulla appare superfluo, nulla richiede un'attenzione non meritata. Si presenta come uno dei migliori bar della scena, concepito nei minimi dettagli e poi spogliato fino all'essenziale, restituendo un luogo che appare solido e sicuro di sé fin dal primo giorno.

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Above Bar Leone crea cocktail straordinari pensati per le persone, in ogni singola occasione.

Bar dell'Anno: Bar Leone

Alcuni locali si presentano con grande solennità: cordoni di velluto, indifferenza studiata, e la sottile sensazione di essere valutati prima di poter accedere. Bar Leone adotta invece una filosofia diametralmente opposta. Situato nel cuore di Central, a porte aperte, accoglie gli ospiti con naturalezza e, fin dal primo istante, trasmette un'atmosfera vissuta e autentica, tutt'altro che artefatta.

Dietro al bancone, Lorenzo Antinori e il suo team hanno costruito qualcosa che va ben oltre gli ottimi drink. I cocktail sono precisi senza essere leziosi — i Negroni mescolati con cura, i Martini versati in proporzioni perfette — mentre la proposta gastronomica è all'altezza della situazione, offrendo ogni motivo per prolungare la visita. Un giro di drink tira l'altro, accompagnato da qualcosa da assaporare, e in men che non si dica, l'idea di andar via passa in secondo piano. Ma è il modo in cui tutto si armonizza a lasciare il segno: l'ambiente, il ritmo, il senso di accoglienza, tutto si muove in un perfetto, silenzioso equilibrio.

Ciò che si scopre qui è una vera e propria completezza. Un locale che non sa solo come preparare ottimi drink o servire del buon cibo, ma che sa come far desiderare alle persone di rimanere. È animato, ma mai caotico; familiare, senza perdere il suo fascino tagliente. Si entra per un drink e ci si ritrova a rimanere per il luogo stesso — il segno più evidente di un bar che sa esattamente cosa sta facendo e il motivo per cui gli ospiti continueranno a farvi ritorno.

Macao

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Above Il St Regis Bar conserva il DNA della sua controparte newyorkese, ma lo adatta perfettamente al proprio contesto locale.

Miglior Servizio: The St Regis Bar

C'è qualcosa nel The St Regis Bar che invita quasi istantaneamente a rallentare. L'ambiente, tra legni scuri, dettagli in pelle e luci soffuse, fa la sua parte, ma è il modo in cui lo spazio è gestito a trasmettere un profondo senso di relax. Il servizio è premuroso senza mai risultare invadente, presente senza mai imporsi. Il locale porta con sé il DNA della sua controparte newyorkese, ma si radica saldamente nel proprio contesto. Sotto la guida dell'head mixologist Kevin Lai, il “Maria do Leste” offre un'interpretazione in stile Macao del classico Bloody Mary, arricchita di spezie e profondità, mentre i grandi classici sono gestiti con pacata sicurezza. Le note del jazz dal vivo si diffondono nell'aria, ammorbidendo i contorni della serata. Ciò che lo distingue non è un singolo dettaglio, ma la coerenza dell'insieme. Il servizio, i drink e l'atmosfera: ogni elemento lavora in perfetta armonia, dando vita a uno dei migliori bar in cui trascorrere momenti indimenticabili.

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Above Victor Pun è un talento che sta già definendo il proprio spazio, facendolo con crescente convinzione e maestria.

Stella Emergente: Victor Pun, W Macau – Studio City

Unendosi al team di apertura del W Macau – Studio City nel 2023, Victor Pun si è subito imposto con uno stile che appare al contempo radicato nella tradizione e proiettato verso il futuro. Originario di Macao, attinge a ingredienti e riferimenti asiatici familiari, ma li gestisce con una leggerezza che impedisce ai risultati di risultare scontati o banali. C'è un istinto narrativo nel suo lavoro. I drink non sono semplicemente assemblati, ma composti, con una profonda attenzione a come i sapori si svelano e a ciò che riescono a evocare. Ne emerge la figura di un barman con una chiara direzione. La tecnica è innegabile, ma ancora più importante è il suo discernimento nel capire quando spingere un'idea e quando, invece, lasciarla nella sua purezza. Tutto ciò conferisce al suo lavoro una certa autorevolezza: la sensazione di trovarsi di fronte a qualcuno che sta già plasmando il proprio spazio, facendolo con una convinzione sempre maggiore.

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Above Un rinfrescante Spicy Breeze tutto da godere al Long Bar di Macao.
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Above Oppure un'opzione ancora più creativa, come lo straordinario The Kraken.

Miglior Innovazione: Long Bar

Celato dietro una porta a oblò, il Long Bar ridefinisce il concetto di cocktail bar costruendo la sua intera identità attorno alla narrazione. Lo spazio trae ispirazione dal passato marittimo di Macao — le rotte delle spezie, le grotte dove veniva conservato il primo gin, il passaggio di merci e idee — e trasporta questa storia attraverso ogni livello dell'esperienza. Qui l'innovazione risiede nel modo in cui tale storia viene tradotta nel bicchiere. Il gin diventa il filo conduttore, rielaborato attraverso cocktail in stile vintage infusi con spezie un tempo scambiate proprio a Macao, mentre tecniche come l'invecchiamento solera, più comunemente associate allo sherry, vengono applicate a drink come il Negroni e il French 75, aggiungendo una profondità in continua evoluzione. Ma è la sintesi complessiva a spiccare. Il design, la tecnica e la narrazione non sono idee separate, bensì parte di un'unica, coerente esperienza. Ogni drink porta con sé un contesto, non solo un sapore, trasformando l'atto del bere in un'immersione totale, e conferendo a questo speakeasy un senso del luogo profondamente studiato e originale.

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Above Il design sfoggia lussuosi dettagli in pelle, cuciture a vista, travi in legno e soffitti a doppia altezza.

Miglior Design e Miglior Nuovo Bar: Pony & Plume

Al Pony & Plume non si entra semplicemente, ma si viene letteralmente risucchiati nei rituali del whisky. Il nome stesso ne chiarisce l'intento: “pony” per la precisione della mescita, “plume” per l'aroma avvolgente che si sprigiona da ogni drink, dando forma all'esperienza.

L'ambiente asseconda perfettamente questa filosofia. Pelle da selleria, dettagli cuciti a mano, travi in legno e un soffitto a doppia altezza. Al centro, una piramide illuminata dedicata al whisky si innalza, passando dalle espressioni più delicate alle bottiglie più scure e torbate, trasformando la collezione in un vero e proprio elemento architettonico. La sala muta mentre la si attraversa: angoli intimi e lunghe prospettive si fondono, collocandosi a metà strada tra un club per gentiluomini e una camera delle meraviglie.

Dietro al bancone, Billy Choi tratta il whisky sia come un solido punto di riferimento che come un terreno di gioco. I drink regalano note affumicate, speziate e dolci — a volte tutte e tre contemporaneamente — senza mai cadere nell'eccesso. A tenere insieme il tutto è la tranquilla coerenza del progetto. L'idea è presente in ogni dettaglio, mai forzata, ma semplicemente assecondata; così, a fine serata, si trasforma in qualcosa che non ci si limita a notare, ma che si sente nel profondo e che rimane impresso nella memoria.

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Above Il menù Unity del Wing Lei Bar si presenta come un vero e proprio manifesto di contaminazioni globali.

Bar dell'Anno: Wing Lei Bar

Incastonato tra i dorati arredi del Wing Lei Bar, questo è un bar d'hotel che rifiuta categoricamente di comportarsi come tale. L'ambiente vanta tutta la raffinatezza prevista: lacche preziose, simmetrie perfette e una certa grandiosità, ma ciò che vi prende vita al suo interno risulta decisamente meno convenzionale.

Sotto la guida di Mark Lloyd, l'esperienza è stata completamente ricalibrata. Il servizio abbandona il solito copione in favore di un approccio più colloquiale e in profonda sintonia con l'ospite. Un drink può nascere come un suggerimento per poi mutare, venendo aggiustato e perfezionato, fino a raggiungere il risultato ottimale. Potrebbe sembrare un dettaglio di poco conto ma, ripetuto nel corso della serata, cambia radicalmente l'atmosfera.

I cocktail prediligono la sperimentazione, ma sempre con un chiaro senso dell'equilibrio. I classici non vengono tanto reinventati, quanto piuttosto ripensati, intrecciati con riferimenti culinari e influenze globali tratte da un ritmo costante di collaborazioni ed eventi con barman ospiti. Il menù “Unity” si legge come un diario di viaggio: luoghi visitati, idee condivise, conversazioni portate avanti attraverso continenti e banconi di tutto il mondo.

Ciò che distingue il Wing Lei Bar è proprio questo dinamismo. Non rimane immobile, né vive di rendita sulla propria reputazione. Al contrario, continua a evolversi e, così facendo, stabilisce uno standard qualitativo che molti altri stanno ancora cercando di eguagliare.