Cover Le due fondatrici, Qalisha Ray e Liyana Lyn, con la loro handbag

Qalisha Ray e Liyana Lyn raccontano la nascita del brand di borse MUI, dai primi bozzetti alle creazioni che le donne scelgono oggi

Non si sbaglia mai con glitter e punti luce. Se poi si tratta di una borsa Seya — modello ormai sold-out — del brand malese MUI, il successo è assicurato. Ma dietro queste creazioni che attirano l'attenzione delle appassionate di moda locale, si cela una storia iniziata ben prima del tutto esaurito: quella di due amiche, un’idea per una handbag tenuta nel cassetto per anni e due figlie i cui nomi avrebbero poi ispirato il marchio.

Prima che MUI diventasse una realtà condivisa, Qalisha Ray desiderava da tempo fondare il proprio brand di borse. Aveva sempre nutrito una passione per questo accessorio, coltivando il progetto in segreto, senza mai confidarcelo. Il passo decisivo è arrivato riallacciando i rapporti con la vecchia amica Liyana Lyn, un legame che durava da oltre un decennio. Entrambe in dolce attesa della loro prima figlia, Qalisha ha finalmente svelato il suo sogno a Liyana durante una delle loro conversazioni.

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Above La collezione Seya di questa raffinata handbag (Foto: MUI)

Liyana, grande amante delle borse, non ha avuto bisogno di essere convinta a lungo. “Quando mi ha proposto di creare una handbag, ho risposto subito di sì”, ricorda. Così, un desiderio inizialmente solitario è diventato una visione comune da costruire insieme.

È un modo singolare di lanciare un brand di moda. Mentre molte realtà locali nascono da legami familiari o tra fratelli, MUI è il frutto di un’amicizia decennale. Durante la nostra chiacchierata, le fondatrici sono state sincere sulle sfide che comporta fare impresa con una cara amica.

“Non siamo sempre d’accordo su tutto”, ammettono. Tuttavia, hanno imparato a trovare un equilibrio, a gestire le divergenze e a capire quando mettere da parte il lavoro. È, come lo definiscono loro, “impegnativo, ma profondamente gratificante”.

Persino il nome MUI richiama questo senso di sorellanza. Tradotto come “sorelle” in cantonese, incarna la relazione al centro del brand, mentre i nomi delle borse derivano spesso da combinazioni dei nomi delle loro figlie.

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Above Qalisha Ray, co-fondatrice e direttrice creativa di questa esclusiva handbag (Foto: MUI)

Agli esordi, le fondatrici hanno notato un vuoto tra le borse troppo orientate ai trend momentanei e quelle dai design intramontabili, spesso proposte a prezzi inaccessibili. “Volevamo colmare questo spazio”, spiegano. “Cercavamo qualcosa di premium, ricercato, ma accessibile”.

Questa filosofia continua a guidare il brand. Prima di approvare un modello, si pongono una domanda semplice: lo porterebbero davvero? “Ci chiediamo sempre se indosseremmo questa borsa e se si adatterebbe al nostro stile di vita”.

Per loro, la donna MUI non è un profilo univoco. “La nostra cliente incarna molteplici sfaccettature”, affermano. Può essere una madre lavoratrice, un’imprenditrice, qualcuno che corre a prendere i figli o si dirige verso una riunione o una vacanza.

Questa consapevolezza si traduce in creazioni pensate per muoversi con lei. Molte borse sono dotate di cinghie versatili per essere portate a spalla, a tracolla o a mano, mentre le fondatrici curano dettagli come la funzionalità per passare facilmente dal giorno alla sera.

Vedono inoltre MUI come un marchio intergenerazionale. Le loro campagne riuniscono Gen Z, millennial e baby boomer, riflettendo la convinzione che una borsa di qualità non appartenga a una sola fascia d’età.

Vogliamo creare qualcosa di senza tempo: se la indossi, potrai un giorno tramandarla a tua figlia.

- Qalisha Ray e Liyana Rozan -

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Above Le fondatrici Qalisha Ray e Liyana Lyn con la loro handbag (Foto: MUI)

Il processo di design di MUI parte dalla silhouette. “Partiamo sempre dalla silhouette”, spiegano, passando poi alla funzionalità, ai materiali e ai dettagli. Anche la minuteria metallica personalizzata è diventata un marchio di fabbrica: “Personalizziamo sempre le componenti metalliche”, dicono. “È un elemento distintivo di ogni nostra handbag”.

Marsella ne è un esempio. Hanno sperimentato diverse texture e materiali, integrando il logo MUI nel regolatore della tracolla, rendendolo parte integrante della funzionalità invece di applicarlo semplicemente come ornamento. Il componente ha richiesto circa un anno di perfezionamento con il fornitore.

Anche il feedback delle clienti è parte integrante del processo. La richiesta di borse a spalla ha influenzato Marsella, mentre Yara 2.0 è stata aggiornata con una tracolla in risposta ai desideri del pubblico.

Come brand che opera principalmente online, i pop-up store hanno offerto alle fondatrici l’opportunità di osservare da vicino le abitudini d’acquisto, notando spesso differenze tra il mondo digitale e quello fisico.

“È affascinante osservare il comportamento dei nostri clienti durante l’acquisto”, affermano.

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Above L'ultima collezione, Marsella, una lussuosa handbag (Foto: MUI)

Le diverse personalità delle fondatrici influenzano il brand. Una preferisce borse capienti, l’altra predilige stili compatti adatti al quotidiano o ad occasioni mondane.

“Cerchiamo sempre un punto d’incontro”, spiegano, che si tratti della borsa o della gestione aziendale.

Gestire un’impresa con un’amica significa condividere molto tempo, imparando a superare i conflitti e a essere vulnerabili.

“Lavorare con un’amica è diverso”, ammettono. Tuttavia, si impegnano a staccare dal lavoro quando necessario. Per loro, preservare l’amicizia è importante quanto far crescere la propria azienda di handbag.

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Above Liyana Lyn, co-fondatrice e direttrice operativa di questa handbag (Foto: MUI)

Questa visione di sostenibilità si estende al marchio stesso. Uno dei grandi insegnamenti nel costruire un’etichetta malese è il valore della comunità, con gli eventi pop-up che diventano occasioni preziose per incontrare le clienti e connettersi con la scena della moda locale.

“Non si tratta solo di vendite”, dicono. “Si tratta dell’intera esperienza”.

Mentre MUI cresce, le fondatrici restano attente a ogni dettaglio, dall’inventario ai contenuti, fino al team operativo. L’obiettivo è soddisfare la domanda senza eccedere nella produzione, continuando ad alzare l’asticella per gli standard delle handbag di marca malesi.

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Above La collezione Yara 2.0, una handbag versatile (Foto: MUI)

“Considero materiali, texture e funzionalità aspetti fondamentali nella creazione di una handbag”, sottolinea Qalisha.

Per ora, le fondatrici si concentrano sul rafforzamento di MUI in Malaysia prima di un’espansione regionale. L’ambizione finale è che il brand sia riconoscibile anche senza l’esposizione del logo.

“Vogliamo che la gente riconosca una borsa MUI da lontano, senza bisogno di loghi evidenti”.

Un traguardo che si sposa perfettamente con il motto del brand: “Thoughtfully Made, Timelessly Yours”. Forse è proprio questo che MUI sta costruendo: non semplici borse passegere, ma accessori talmente rilevanti da diventare parte della vita di chi li indossa, pronti a essere tramandati alla prossima generazione.

Credits

Photography: Amru Shakir