Esploriamo i 28 anni di Christie’s Thailand: una storia iniziata durante la crisi asiatica che oggi vede i nuovi collezionisti trasformare il mercato dell’arte globale.
Quarant’anni possono sembrare un breve lasso di tempo nei 260 anni di storia di Christie’s, ma per l’Asia, gli ultimi quattro decenni di Christie’s Asia hanno trasformato radicalmente la regione. Da mercato emergente, inizialmente estraneo ai centri nevralgici del commercio artistico mondiale, la regione è diventata oggi uno dei pilastri fondamentali del mercato delle aste.
Concentrando lo sguardo sui 28 anni di Christie’s in Thailandia, la storia inizia in un’epoca in cui il concetto di “mercato dell’arte” o di “beni di lusso” non occupava ancora il posto che ha oggi nella quotidianità.
Il dibattito speciale “40 anni di Christie’s in Asia: una conversazione con tre donne leader nel mondo delle aste”, tenutosi in occasione del quarantesimo anniversario di Christie’s Asia, non ha raccontato solo la storia di una casa d’aste, ma ha rappresentato una cronaca dell’evoluzione del gusto, della ricchezza e della cultura collezionistica thailandese. Attraverso gli occhi di Panyanchalee Phenjati e Yaovanee Nirun, due co-fondatrici di Christie’s Thailand presenti sin dagli esordi, e il passaggio di testimone a Prapavadee Sophonpanich, managing director per Christie’s Thailandia, Vietnam, Cambogia, Laos e Myanmar (CLMVT), scopriamo come Bangkok stia estendendo il suo ruolo ben oltre i confini nazionali.
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Above L'atmosfera durante il simposio dedicato al 40° anniversario di Christie’s Asia, tenutosi lo scorso 24 agosto. (Foto: Christie’s Thailand)
Dalla crisi economica alla prima asta di Christie’s in Thailandia
Le origini di Christie’s in Thailandia non risalgono a un periodo di prosperità economica, bensì al contrario, sono nate nel cuore di una delle crisi finanziarie più gravi del Paese.
Nel 1997, quando la crisi finanziaria asiatica costrinse molti istituti bancari alla chiusura, il governo si ritrovò in possesso di numerosi asset sequestrati, che spaziavano dalle opere d’arte agli oggetti di lusso. Poiché la Thailandia non disponeva ancora di una cultura delle aste su scala internazionale, fu chiesto l’intervento di Christie’s per gestire tali beni.
Il risultato superò ogni aspettativa. Panyanchalee racconta che il team dovette partire da zero, dalla creazione dei cataloghi alla valutazione, imparando i processi da esperti internazionali. Il giorno dell’asta, gli asset valutati inizialmente per circa dieci milioni di baht raggiunsero centinaia di milioni, con un tasso di vendita quasi totale.
Quella missione temporanea segnò la nascita della sede di Christie’s Thailand presso il Peninsula Plaza, consolidando un mercato che da allora non ha smesso di crescere.
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Above Panyanchalee Phenjati racconta il fascino degli inizi e il successo che ha portato alla nascita di Christie’s Thailand. (Foto: Christie’s Thailand)
La crescita attraverso la generosità
Un aspetto affascinante per molti thailandesi è che Christie’s non è diventata famosa solo vendendo arte costosa, ma attraverso le aste di beneficenza.
Nel corso dei decenni, Christie’s Thailand ha partecipato a numerose raccolte fondi, collaborando con organizzazioni come la Fondazione Silapacheep, borse di studio per artisti e iniziative ospedaliere. Una regola fondamentale: quando Christie’s gestisce un’asta benefica, l’intero ricavato viene devoluto alla causa e la casa d’aste non applica commissioni.
Panyanchalee ricorda con entusiasmo un’asta in particolare, dove il fervore dei partecipanti ha spinto i prezzi a milioni di baht per singolo lotto, non per il gusto di vincere, ma per la solidarietà verso la causa. “È una beneficenza condivisa: tutti partecipano col cuore”, racconta, ricordando un evento che raccolse circa 240 milioni di baht.

Above L'asta di macchine fotografiche a sostegno di 22 organizzazioni benefiche ha generato oltre 200 milioni di baht. (Foto: Christie’s Thailand)
In un altro progetto, 22 macchine fotografiche furono progettate per rappresentare altrettante fondazioni. L’asta, nata con l’obiettivo di raccogliere pochi milioni, superò i 200 milioni di baht, con collezionisti arrivati persino da Hong Kong. Questo spiega perché il rapporto tra Christie’s e i collezionisti thailandesi si basi sulla fiducia, come sintetizza Prapavadee: “Il nostro business dipende dalle persone e dal legame di fiducia.”
Il fatto che le fondatrici siano rimaste come consulenti accanto al nuovo team garantisce quella continuità che infonde sicurezza nei clienti storici e in quelli di nuova generazione.
Continuiamo a finanziare borse di studio per studenti in tutto il Paese tramite i fondi della Fondazione del Generale Prem Tinsulanonda. L’asta di beneficenza è diventata uno dei tratti distintivi di Christie’s in Thailandia.
Da diamanti e orologi all’ascesa dell’arte come protagonista
Secondo lo sguardo di Panyanchalee e Yaovanee, il profilo dei collezionisti thailandesi di 30 anni fa era profondamente diverso da quello odierno.
All’inizio, i gioielli erano i protagonisti indiscussi. Panyanchalee ricorda con quanta curiosità vennero accolte le prime anteprime di alta gioielleria di Christie’s in Thailandia. L’arte thailandese, invece, aveva inizialmente un mercato limitato. Solo in seguito orologi e, infine, le opere d’arte hanno iniziato a scalare le classifiche di interesse.

Above Un esempio di catalogo storico delle aste organizzate da Christie’s Thailand. (Foto: Christie’s Thailand)
Non conta solo ciò che si acquista, ma come si percepisce il valore
Se un tempo si valutava un gioiello per la sua bellezza, oggi i collezionisti sono diventati conoscitori di dettagli come il grado di purezza o la classificazione dei diamanti. Anche il mercato degli orologi è maturato, passando dai modelli nuovi a quelli vintage rari.
Nel frattempo, l’arte è diventata il pilastro della crescita, con un mercato presso Christie’s Thailand oggi equamente diviso tra lusso (60%) e arte (40%).
Ancora più significativa è l’età degli acquirenti: i trenta-quarantenni dominano il mercato. Per loro, collezionare arte è parte integrante di uno stile di vita sofisticato, al pari della moda o del design. Stiamo assistendo a un vero e proprio ricambio generazionale, dove i collezionisti diventano “trasversali”, collezionando arte, orologi e gioielli contemporaneamente.

Above Una collana di giada imperiale con 61 perle, venduta all’asta Christie’s Hong Kong per 200,20 milioni di dollari di Hong Kong (circa 842 milioni di baht). (Foto: Christie’s)
La passione prima dell’investimento
Con l’aumento dei valori, è lecito chiedersi se si collezioni per amore o per profitto. La risposta di Yaovanee è netta: “Tutto inizia dalla passione. Chi colleziona deve studiare.” Il consiglio per i nuovi collezionisti non è cercare il pezzo che si rivaluterà più in fretta, ma esplorare fiere, musei ed esposizioni per affinare il proprio gusto.
Certamente il valore d’investimento conta, ma Christie’s avverte che non si tratta di speculazione a breve termine. “L’arte richiede tempo, almeno 3-5 anni”, chiariscono gli esperti, ribadendo che la conoscenza deve precedere il calcolo del profitto.
Inoltre, le aste offrono il vantaggio fondamentale del “price discovery”, un benchmark trasparente basato sulla domanda e sull’offerta reale, supportato da database storici decennali.

Above Un’opera di Gongkan (Kantapon Metheekul), artista pop e street art thailandese, tra i più seguiti sul mercato di Christie’s. (Foto: Christie’s Thailand)
Artisti thailandesi in competizione su scala regionale
Portare gli artisti thailandesi nel mercato globale di Christie’s è una sfida complessa. Non si tratta solo di vendere, ma di competere con artisti di Indonesia, Filippine e Vietnam. Christie’s cerca artisti con una storia consolidata, esposizioni alle spalle e una cifra stilistica unica.
“Il lavoro deve essere costante, documentato ed esclusivo”, affermano gli esperti. La ricerca dell’International Appeal è fondamentale: l’opera non deve perdere la sua identità thailandese, ma deve sapersi connettere con il pubblico di altre culture.

Above L’opera a olio su tela “Scream of Sorrowful” (1968) di Thawan Duchanee, venduta da Christie’s a Hong Kong nel 2023 per 6,05 milioni di dollari di Hong Kong (circa 25,36 milioni di baht). (Foto: Christie’s)
I risultati iniziano a vedersi, con record stabiliti da nomi come Thawan Duchanee, Pratuang Emjaroen, Damrong Wong-Uparaj e Natee Utarit. Parallelamente, anche i collezionisti thailandesi si muovono verso l’alto, puntando a maestri come Monet, Picasso o Matisse su scala internazionale.
Il movimento è ormai bidirezionale: l’arte thailandese guarda al mondo e il collezionismo thailandese entra a far parte del mercato globale.
La lezione del Vietnam
Prapavadee, responsabile CLMVT, osserva con attenzione il Vietnam, dove il mercato dell’arte costituisce circa il 90% delle operazioni di Christie’s, grazie a una forte eredità culturale legata all’influenza francese e a una solida base di collezionismo internazionale.

Above Prapavadee Sophonpanich sottolinea il ruolo crescente dei giovani collezionisti di seconda generazione nel mercato di Christie’s. (Foto: Christie’s Thailand)
La differenza non risiede nella mancanza di talento in Thailandia — i nostri artisti sono eccellenti — ma nell’ecosistema di supporto. Confrontando il caso della Corea del Sud, è evidente che una pianificazione strategica per l’internazionalizzazione degli artisti ha fatto la differenza.
Uno dei mercati più promettenti in Asia è il Vietnam, con una crescita rapidissima, mentre la Thailandia brilla per il suo perfetto equilibrio tra arte e lusso.
La Thailandia è un Luxury Hub, ma ancora non un Art Hub
Bangkok si è trasformata da destinazione a hub del lusso, con flagship store internazionali e un’accoglienza di altissimo profilo. Tuttavia, per passare da “Luxury Hub” ad “Art Hub”, serve molto più del potere d’acquisto.
Le barriere principali rimangono la burocrazia doganale e fiscale, che rende costoso portare in Thailandia opere d’arte da museo. Inoltre, manca un’infrastruttura museale capace di garantire standard internazionali di conservazione (clima, luce, sicurezza) tali da convincere i grandi proprietari di opere capolavoro a esporre i propri tesori nel Paese.

Above Yaovanee Nirun auspica un maggiore supporto governativo in termini di spazi artistici e politiche fiscali, citando il modello coreano. (Foto: Christie’s Thailand)
Il desiderio condiviso dalle tre esperte è creare un ecosistema dove gallerie, collezionisti e istituzioni possano interagire efficacemente. Con l’arrivo di turisti alto-spendenti e residenti a lungo termine, le opportunità superano di gran lunga il mercato locale.
Un centro culturale non si misura solo dal fatturato, ma dalla sua capacità di essere uno spazio di ispirazione dove le persone di tutta la regione si incontrano, scambiano idee e creano insieme.
“L’Asia non segue più il mondo”
Il significato di “40 anni di Christie’s in Asia” risiede nel cambio di rotta dell’influenza culturale. Se 40 anni fa l’Asia era spettatrice, oggi rappresenta circa un quarto del business globale di Christie’s.
La relazione tra Oriente e Occidente si è capovolta: oggi sono i marchi occidentali a dover creare strategie specifiche per il consumatore asiatico. Allo stesso tempo, la cultura asiatica — dal K-pop alla moda — influenza direttamente il mercato globale.
L’Asia non deve più solo assorbire cultura, ma ha il potere di ridefinire il gusto e la direzione del mercato mondiale.

Above L’Asia è ormai diventata un attore capace di creare tendenze proprie, con collezionisti sempre più influenti a livello mondiale. (Foto: Christie’s)
Il prossimo decennio: da casa d’aste a ecosistema
Per i prossimi 5-10 anni, Prapavadee punta al raddoppio. Bangkok, grazie alla sua posizione strategica nel mercato CLMVT, ha basi solidissime. Christie’s si sta espandendo non solo nelle aste, ma anche nelle vendite private e nelle piattaforme digitali, creando ponti tra esperti, istituzioni e nuovi collezionisti.
L’obiettivo per gli artisti thailandesi resta ambizioso: promuoverli costantemente e mantenere la fiducia come pilastro centrale.
Ogni volta che mi sento stanca, vedere la gioia dei clienti davanti a opere di qualità museale ricche di storia è l’ispirazione che mi spinge a imparare cose nuove ogni giorno.
Il fascino di questo lavoro risiede nel privilegio di scoprire storie uniche: diamanti rari, orologi capolavori di ingegneria e opere d’arte celate per decenni in collezioni private. Per Yaovanee, questa vita nel mondo dell’arte è una vocazione eterna: “Anche se smettessi di lavorare, rimarrei comunque legata al mondo dell’arte per sempre.”
Dall’ufficio al Peninsula Plaza fino a diventare la base di Christie’s in Indocina, la storia della casa d’aste in Thailandia è lungi dall’essere conclusa.
Se i primi 40 anni hanno visto l’Asia conquistare un posto nel mercato globale, il decennio che ci aspetta vedrà l’Asia dettare le regole: non comprerà solo ciò che gli altri apprezzano, ma sarà essa stessa a dichiarare al mondo cosa vale la pena collezionare.
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