Nel cuore del parco tecnologico di Hoà Lạc, il Forum sull’innovazione Vietnam-Giappone ha riunito rappresentanti della diplomazia, del mondo accademico, degli investimenti e della tecnologia dei due Paesi. Le discussioni hanno delineato approcci a lungo termine, dalla connessione delle risorse alla creazione di spazi dove la tecnologia possa essere testata, perfezionata e applicata concretamente grazie alla nostra visione sulla tecnologia.
Un dialogo per una visione condivisa
Il forum si inserisce nel quadro di un progetto finanziato dal governo giapponese, implementato dal Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) in collaborazione con il Centro Nazionale per l’Innovazione (NIC). L’evento mira a connettere gli attori dell’ecosistema, dalla ricerca alla tecnologia, fino agli investimenti e al business, promuovendo progetti di cooperazione concreti tra Vietnam e Giappone che sfruttano la tecnologia all’avanguardia.
Hoàng Trung Hiếu, vicedirettore del NIC, ha riaffermato l’impegno a collaborare con i partner giapponesi per “connettere le risorse, promuovere la cooperazione e generare nuovo valore” attraverso la tecnologia.
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Above Hoàng Trung Hiếu, vicedirettore del Centro Nazionale per l’Innovazione (NIC), parla durante l’evento dedicato alla tecnologia.
Dal lato giapponese, il vice ambasciatore Ishikawa Isamu ha ripercorso quasi tre decenni di collaborazione nello sviluppo di Hoà Lạc, dalle prime pianificazioni della JICA fino alla nascita di un vibrante ecosistema innovativo. Nella fase successiva, si prevede che la cooperazione si estenderà a settori tecnologici strategici come i semiconduttori e l’intelligenza artificiale, pilastri della tecnologia moderna.
Above Ishikawa Isamu, vice ambasciatore del Giappone in Vietnam, interviene durante la conferenza sulla tecnologia.
Above Ramla Khalidi, rappresentante residente dell’UNDP in Vietnam, parla di progresso tecnologico durante l’evento.
Ramla Khalidi, rappresentante residente dell’UNDP in Vietnam, ha inquadrato il partenariato strategico globale tra Vietnam e Giappone nel contesto in cui il Vietnam pone la scienza, la tecnologia, l’innovazione e la trasformazione digitale al centro del suo nuovo modello di sviluppo. Secondo la Khalidi, per mantenere una crescita rapida e migliorare la competitività nell’economia globale, sempre più guidata dalla conoscenza e dalla tecnologia, il Vietnam deve investire in risorse, competenze, istituzioni e, soprattutto, in partenariati. Ha incoraggiato startup, ricercatori, investitori, università e aziende dei due Paesi a sfruttare appieno questa opportunità per testare e verificare nuove idee tecnologiche.
Dall’esperienza giapponese alla sfida vietnamita
Partendo dalle storie di successo dell’ecosistema, i relatori hanno spostato la discussione su modelli concreti. Un rappresentante del Japan Science and Technology Complex ha condiviso l’esperienza giapponese nella costruzione di ecosistemi ad alta tecnologia legati all’industria, dove le infrastrutture e il capitale umano giocano un ruolo fondamentale. Modelli come il Kumamoto Science Park dimostrano il valore della connessione tra ricerca, produzione e spazi di sperimentazione tecnologica.
Queste idee sono state messe in relazione con il Vietnam attraverso l’intervento dei rappresentanti dei parchi tecnologici di Hanoi sull’orientamento di Hoà Lạc, sottolineando i vantaggi esistenti e il potenziale di cooperazione tecnologica futura con il Giappone.
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Above I delegati discutono delle future collaborazioni nel settore della tecnologia durante il forum.
Inoltre, il Mitsubishi Research Institute (MRI) ha presentato una prospettiva sui modelli di cooperazione per lo sviluppo di settori tecnologici strategici e sugli orientamenti per l’hub di innovazione Vietnam-Giappone e il laboratorio UAV a Hoà Lạc.
Il punto saliente risiede nell’approccio “Connettere - Testare - Espandere”: connettere i partner e la domanda reale, sottoporre la tecnologia a test e verifiche, ed espandere le soluzioni che hanno dimostrato efficacia. In quest’ottica, Hoà Lạc può essere visto come uno spazio di co-creazione tecnologica dove le parti interessate sviluppano insieme nuove soluzioni per l’applicazione pratica della tecnologia.
Le condivisioni al Forum hanno anche dimostrato che un ecosistema di innovazione di successo non si forma in breve tempo. Dietro le startup di successo o le tecnologie commercializzate ci sono anni di accumulazione di capitale umano, ricerca, reti di collaborazione e investimenti in tecnologia a lungo termine.
Above Esperti del settore tecnologico analizzano i modelli di innovazione globale.
L’ecosistema dell’Università di Tokyo ne è un esempio. Con oltre 700 startup formatesi e numerosi casi di IPO e M&A, questo risultato è stato costruito sulla base di una collaborazione a lungo termine tra università, imprese, investitori e governo, sostenuta da una solida cultura tecnologica.
L’esperienza giapponese suggerisce una direzione di cooperazione basata sulla complementarità. Il Vietnam possiede una forza lavoro giovane, capacità software e basi produttive in crescita. Il Giappone, d’altra parte, ha punti di forza in tecnologia avanzata, industria e reti aziendali. L’intersezione di questi vantaggi apre molte possibilità di cooperazione nella ricerca, nella formazione del personale e nell’espansione del mercato tecnologico.
Sviluppare insieme le risorse umane per i semiconduttori
Uno dei momenti salienti del Forum è stato l’annuncio della creazione del gruppo di lavoro per lo sviluppo delle risorse umane nel campo dei semiconduttori Vietnam-Giappone, volto a rafforzare il coordinamento tra agenzie di gestione, imprese e istituzioni di ricerca tecnologica.
Above Annuncio ufficiale della collaborazione strategica nel campo della tecnologia dei semiconduttori.
I semiconduttori sono un campo tecnologico strategico e un punto di incontro cruciale nella cooperazione scientifica e innovativa Vietnam-Giappone. Il gruppo di lavoro include l’Ambasciata del Giappone in Vietnam, il Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria giapponese (METI), il NIC e aziende tecnologiche. L’obiettivo immediato è colmare il divario tra la domanda e l’offerta di personale qualificato nella tecnologia dei semiconduttori, collegando le esigenze aziendali con le capacità formative delle università. In futuro, questo potrà diventare una piattaforma per le due nazioni per espandere la cooperazione tecnologica e partecipare più profondamente alla catena del valore dei semiconduttori.



