L’economista Nguyễn Thị Xuân Thúy dell’Università Nazionale di Hanoi analizza l’iniziativa FOIP e la sua visione per la nuova prosperità asiatica: uno spazio di competizione tecnologica, catene di approvvigionamento e capacità di interconnessione economica.
Durante la recente visita in Vietnam del Primo Ministro giapponese Takaichi Sanae, l’iniziativa “Free and Open Indo-Pacific” (FOIP) è stata ribadita come un orientamento strategico fondamentale di Tokyo per l’intera area. Dopo un decennio, tuttavia, il FOIP si sta trasformando in un quadro strutturale per connettere economia, tecnologia e nuove catene di fornitura, trascendendo la sua concezione puramente geopolitica iniziale.
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L’iniziativa FOIP, introdotta originariamente dall’ex Primo Ministro Shinzo Abe nel 2016, è nata in un contesto in cui la regione Indo-Pacifica affrontava sfide molteplici, con l’obiettivo giapponese di promuovere pace, stabilità e prosperità su scala regionale.
Da allora, il FOIP ha dimostrato una continuità nel pensiero strategico giapponese, evolvendo verso una cornice di cooperazione economica e sicurezza delle forniture. Significativamente, il FOIP ha superato l’iniziativa individuale del Giappone per diventare un linguaggio strategico condiviso da diverse potenze, tra cui Stati Uniti, Unione Europea e ASEAN, con la sua “ASEAN Outlook on the Indo-Pacific” (AOIP).

Above Il Segretario Generale Tô Lâm accoglie il Primo Ministro giapponese Takaichi Sanae (Ufficio Affari Pubblici del Gabinetto giapponese).
Nel contesto della prolungata competizione USA-Cina e dei rischi globali di logistica causati dai conflitti in Medio Oriente, le economie dipendenti dal commercio come quella giapponese pongono crescente enfasi sulla resilienza delle filiere e sulle rotte strategiche tra i due oceani. In questo quadro, il Sud-est asiatico e il Vietnam rivestono un ruolo essenziale nella strategia economica Indo-Pacifica del Giappone.
Sin dagli anni ’90, il Giappone è stato uno dei principali investitori e donatori di aiuti pubblici allo sviluppo (ODA), contribuendo in modo decisivo all’industrializzazione del Vietnam. Il Giappone rimane il più grande fornitore di prestiti ODA, con un valore cumulativo di circa 23 miliardi di USD al termine dell’anno fiscale 2025, pari a oltre il 26% del totale del debito estero contratto dal Vietnam. Dai grandi progetti infrastrutturali, come il ponte Nhật Tân o i porti di Lạch Huyện e Cái Mép-Thị Vải, fino ai settori manifatturieri dell’elettronica e dell’automotive, l’influenza giapponese è evidente.
Tale influenza è particolarmente marcata nel profondo legame tra il Vietnam e le reti produttive delle imprese giapponesi.

Above Il Primo Ministro giapponese Takaichi Sanae durante la sua recente visita in Vietnam (Ufficio Affari Pubblici del Gabinetto giapponese).
Nel suo discorso ad Hanoi, la Takaichi ha sottolineato come solo nelle tre zone industriali di Thăng Long, presso la capitale, operino circa 205 aziende giapponesi, garantendo occupazione a circa 100.000 lavoratori e agendo come ingranaggi vitali nelle filiere globali. Canon, ad esempio, produce un quarto delle sue stampanti a livello mondiale in Vietnam, utilizzando componenti forniti sia localmente che dal Giappone e da altri paesi asiatici.
Secondo un’indagine JETRO del 2026, il Vietnam si conferma tra i mercati dove le imprese giapponesi intendono espandersi maggiormente nell’area ASEAN, riflettendo una fiducia a lungo termine nel ruolo crescente del Vietnam nel network produttivo regionale; il 56,9% delle aziende interpellate prevede una crescita nei prossimi due anni, superando la media regionale del 46,8%.

Above Il Primo Ministro Takaichi durante il suo discorso ufficiale ad Hanoi (Ufficio Affari Pubblici del Gabinetto giapponese).
Il panorama odierno appare tuttavia notevolmente mutato rispetto a un decennio fa. Recentemente, i flussi di investimento da Corea del Sud, Singapore e Cina sono aumentati, riflettendo una trasformazione nella struttura competitiva asiatica. Ad oggi, il Giappone conta 5.722 progetti di investimento attivi in Vietnam per un valore totale di 78,9 miliardi di USD, posizionandosi al terzo posto dopo Corea del Sud e Singapore.
Ciò non implica affatto un declino del FOIP; al contrario, segnala una fase in cui le relazioni economiche tra Vietnam e Giappone possono evolvere verso una collaborazione basata su legami industriali profondi, trasferimento tecnologico e co-creazione di ecosistemi produttivi strategici. Entrambi i paesi devono infatti affrontare sfide di trasformazione strutturale.
Per il Giappone, l’invecchiamento demografico e l’aumento dei costi di produzione impongono una riorganizzazione della rete produttiva. Per il Vietnam, il modello di crescita basato sull’espansione degli investimenti e sui bassi costi sta rivelando i suoi limiti: la crescita futura dipenderà da produttività, innovazione e dall’ascesa lungo la catena del valore globale.

Above Le relazioni economiche tra Vietnam e Giappone sono pronte a entrare in una nuova fase strategica (Ufficio Affari Pubblici del Gabinetto giapponese).
Il Primo Ministro Takaichi ha dichiarato che il Giappone mira a promuovere con il Vietnam filiere resilienti, identificando settori pilastro come quello dei semiconduttori—definiti “il riso dell’economia”—e delle terre rare, paragonate a “vitamine per l’economia”. La competizione economica moderna è sempre più legata a tecnologia, dati, energia e al controllo delle catene strategiche.
Il vantaggio principale del Vietnam risiede nella sua posizione al crocevia di molteplici spazi economici strategici, da ASEAN, RCEP e CPTPP fino al mercato europeo tramite l’EVFTA. In un mondo attento alla resilienza, alla stabilità politica e all’accesso ai mercati, il valore geoeconomico del Vietnam non è mai stato così alto. Tuttavia, tale posizione non garantisce automaticamente un salto di qualità senza sforzi mirati.

Above Grandi progetti infrastrutturali, come il ponte Nhật Tân e il porto di Cái Mép-Thị Vải, testimoniano l'impatto del FOIP (Foto: iStock).
Uno dei principali ostacoli rimane il limitato grado di integrazione tra le imprese locali e il settore FDI, specialmente nei segmenti ad alto valore aggiunto. In settori come l’elettronica o la meccanica di precisione, le aziende vietnamite sono spesso confinate a compiti di assemblaggio o forniture basilari. I dati JETRO indicano che l’approvvigionamento locale delle imprese giapponesi in Vietnam si ferma al 38,1%, inferiore alla media ASEAN del 42,9%. Il compito fondamentale è ora potenziare le capacità interne per integrare il Vietnam nel network regionale.
L’opportunità futura risiede nella capacità di soddisfare standard internazionali rigorosi in termini di qualità, gestione, tecnologia e sostenibilità. Solo superando tali requisiti le imprese vietnamite potranno accedere pienamente alle reti produttive globali e a quelle giapponesi in particolare.
Se in passato l’area Indo-Pacifica era vista solo come una scacchiera geopolitica, oggi sta diventando lo spazio centrale per la competizione tecnologica e di connettività economica nel quadro del FOIP.
Il partenariato tra Vietnam e Giappone affronta forse la sua occasione storica più significativa dopo gli anni ’90: costruire un nuovo modello di crescita fondato su innovazione e produttività, consolidando l’area del FOIP come un luogo libero, aperto e prospero.
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