Il nuovo spazzolino Dyson “CameraJet” non è nato per inserirsi nel mercato del benessere, ma dall’esperienza personale di James Dyson con il filo interdentale.
Proprio di recente, Dyson ha annunciato il suo primo ingresso nel settore dell’igiene orale, presentando “Dyson CameraJet™”, lo spazzolino elettrico a getto con micro-lente. Questo dispositivo integra una lente da 1mm² nella testina che, tramite l’intelligenza artificiale, identifica gli spazi interdentali per erogare automaticamente il collutorio, combinando così spazzolamento, pulizia profonda e risciacquo in un unico gesto. Il prodotto, frutto di sei anni di sviluppo, ha richiesto l’impegno di 661 ingegneri, la scrittura di 16 milioni di righe di codice e il deposito di 38 brevetti.
A sole 24 ore dal lancio, la community online ha già iniziato a discutere dell’utilità pratica di integrare una lente e l’intelligenza artificiale in uno spazzolino Dyson. È una reale esigenza dell’utente o si tratta di pura dimostrazione tecnologica? Tatler ha intervistato in esclusiva a Parigi il fondatore James Dyson per affrontare direttamente questa domanda. Per lui, un prodotto è “sovra-ingegnerizzato” non quando incorpora molta tecnologia, ma solo se quest’ultima complica inutilmente l’esperienza d’uso.
Complicare le cose significa eccedere nell’ingegnerizzazione

Above Ciò che conta davvero per James Dyson è che la tecnologia Dyson semplifichi i passaggi quotidiani (Foto: Dyson).
Di fronte al concetto di “sovra-ingegnerizzazione”, James Dyson risponde prontamente: “No, no, no. Non credo sia un eccesso. Attualmente, dopo aver usato uno spazzolino elettrico, si deve comunque ricorrere al filo interdentale. Con la tecnologia Dyson CameraJet, abbiamo reso la pulizia interdentale un processo automatico, di cui l’utente non deve nemmeno preoccuparsi.”
Attraverso la micro-lente, il dispositivo analizza 28 fotogrammi al secondo in tempo reale, permettendo all’intelligenza artificiale di individuare la posizione dello spazio tra i denti e azionare il getto in soli 0,1 secondi. Il manico contiene un serbatoio da 12,5 ml di collutorio, mentre il getto conico evita di concentrare la pressione su un unico punto. James Dyson sottolinea la sfida tecnica: “Sviluppare la lente è stata un’impresa ardua. Doveva funzionare in un ambiente buio, umido e soggetto a vibrazioni ad alta frequenza di 58.000 cicli al minuto. Abbiamo dovuto superare ostacoli ingegneristici notevoli.”
Dyson ha addestrato l’intelligenza artificiale utilizzando oltre 470.000 immagini odontoiatriche, portando il tasso di precisione al 100%. Secondo Dyson, l’innovazione tecnologica deve servire a rendere tutto più semplice, non più complesso.
I prodotti Dyson nascono spesso dai problemi personali

Above Lo spazzolino elettrico con micro-lente Dyson CameraJet™ (Foto: Dyson).
La nascita di CameraJet non deriva da un’analisi del mercato del benessere, ma dal fatto che James Dyson ha sempre trovato l’uso del filo interdentale un’attività lunga e noiosa. Anche dopo aver iniziato a utilizzarlo regolarmente, ha percepito la necessità di una soluzione più efficiente.
Insieme al suo team di ingegneri, Dyson ha testato i comuni idropulsori, ritenendo che il getto concentrato potesse causare dolore e accumulo di liquido in bocca. L’obiettivo era chiaro: integrare la pulizia interdentale nella routine di spazzolamento quotidiana. “Tutti noi siamo stanchi di dover usare il filo interdentale. Abbiamo cercato di capire se fosse possibile automatizzare il tutto, senza procedure extra che portano le persone a saltare la pulizia.”
Questo metodo di progettazione, basato sull’esperienza personale, definisce l’approccio Dyson, focalizzato sull’ottimizzazione dei dettagli che un comune ingegnere potrebbe trascurare.
Fiducia nell’ingegneria più che nelle ricerche di mercato

Above Le indagini Dyson mostrano che nove persone su dieci non usano il filo interdentale regolarmente (Foto: Dyson).
James Dyson ammette di non affidarsi ciecamente alle indagini di mercato, poiché “le informazioni possono talvolta raccontare una storia fuorviante. Il domani è sempre diverso dall’oggi”. Ironizzando, aggiunge che persino i politici si affidano troppo ai sondaggi, con esiti spesso discutibili.
Il progetto CameraJet esemplifica questa tensione: se nove persone su dieci non usano il filo interdentale, un’analisi tradizionale suggerirebbe che il mercato non sia interessato a un prodotto simile. Tuttavia, Dyson ribatte che la tecnologia deve risolvere problemi reali, anche quando il mercato non ne è ancora consapevole. A volte, gli ingegneri Dyson devono ignorare i segnali di mercato per continuare a innovare.
La consapevolezza che non sempre il pubblico accetterà l’idea

Above Integrare spazzolamento, pulizia e risciacquo richiede un adattamento dell’utente a nuovi standard tecnologici Dyson (Foto: Dyson).
Nonostante la fiducia, James Dyson riconosce l’umiltà del processo creativo: “Certamente, non abbiamo sempre ragione. A volte possiamo sbagliare nel giudizio, e ciò che realizziamo potrebbe non corrispondere a ciò che le persone desiderano davvero.”
Questa è la prova del nove per CameraJet: dopo il laboratorio, dovrà affrontare il mercato. Quando si concentra tutto in un unico gesto, serve una nuova apertura mentale da parte del consumatore. “Non sappiamo ancora quale sarà la reazione finale del pubblico, ma il tempo ce lo dirà,” conclude Dyson.
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