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Sullo sfondo di crescenti disuguaglianze e incertezze economiche, AVPN e Front & Female di Tatler hanno organizzato un'esclusiva cena per sottolineare l'urgente necessità di investire nelle donne in tutta l'Asia
La sera di giovedì 14 maggio, 48 ospiti influenti si sono riuniti nell'elegante cornice della Serai House, a Seri Negara, per una conversazione intima ma intensa su una delle sfide più urgenti del continente: l'emancipazione economica femminile in tempi di crisi. Nata dalla collaborazione tra AVPN, la più grande rete asiatica di investimenti a impatto sociale, e la piattaforma Front & Female di Tatler, la serata ha riunito filantropi, leader aziendali, investitori, decisori politici e innovatori per una cena all'insegna dell'ispirazione e della riflessione.
L'esclusiva lista degli invitati ha sottolineato l'importanza dell'evento. Tra i presenti figuravano Datuk Yvonne Chia, la professoressa Dato' Dr Adeeba Kamarulzaman, Dato Dr Hartini Zainuddin e Viviantie Sarjuni, affiancate da un illustre gruppo di leader la cui influenza spazia dalla finanza al diritto, fino all'assistenza sanitaria e all'impatto sociale.
Il tono della serata
La serata è stata inaugurata da Geraldine Beh, Executive Managing Director di Tatler per Malesia e Indonesia, che ha subito posto l'accento sull'urgenza dell'incontro. “Mentre ci riuniamo qui, milioni di donne in tutta l'Asia vengono lasciate indietro”, ha affermato. “Non per caso, ma in modo sistematico. Da leggi che non le tutelano. Da sistemi che non sono mai stati concepiti per loro. Da porte che rimangono saldamente chiuse di fronte al capitale e alle opportunità.” Le sue parole hanno stabilito un tono ben preciso: non si trattava di una cena celebrativa, ma di un perentorio invito all'azione.
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Naina Subberwal Batra, CEO di AVPN, è intervenuta con osservazioni altrettanto schiette. Essendo appena tornata da Giacarta, ha condiviso un incontro che l'aveva profondamente colpita: una giovane madre che faceva fino a tre ore di pendolarismo per andare al lavoro, con un bambino di quattro mesi a casa, avendo usufruito solo del congedo di maternità minimo previsto dalla legge. “C'è da stupirsi se le donne abbandonano il mondo del lavoro?” ha domandato Naina ai presenti. La sua riflessione andava oltre la singola difficoltà personale. Senza quadri giuridici più solidi e disposizioni paritarie per il congedo di paternità, ha sostenuto, le donne continueranno a essere penalizzate per la maternità. “Solo quando anche gli uomini avranno diritto al congedo di paternità e saranno obbligati a usufruirne, saremo finalmente trattate in modo equo.”
Discussioni di fondamentale importanza
Il fulcro della serata è stata un'intima discussione moderata da Sim Wie Boon, General Manager di Tatler Malaysia, con protagoniste Naina e Shanthi Kandiah, fondatrice di SK Chambers e filantropa legata alla Creador Foundation. La conversazione, incentrata su come gli investimenti a impatto sociale possano sostenere in modo più efficace l'emancipazione economica femminile in tempi di crisi, si è sviluppata con notevole franchezza e lucidità.
Naina ha individuato tre lacune strutturali che frenano il progresso. In primo luogo, gli investimenti sociali tendono a finanziare i risultati finali piuttosto che le cause profonde della disuguaglianza. In secondo luogo, un sorprendente 98,6 per cento dei fondi globali destinati all'uguaglianza di genere proviene ancora da fonti pubbliche, mentre il capitale privato, la filantropia e la CSR rappresentano complessivamente meno del due per cento.
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In terzo luogo, la persistente mancanza di dati disaggregati per genere impedisce agli investitori di applicare una lente di genere significativa, anche quando lo desiderano. “Investire in un'ottica di genere non significa investire esclusivamente in aziende gestite da donne”, ha chiarito. “Significa investire in aziende che prendono in considerazione le donne nei loro processi decisionali.”
Shanthi, attingendo alla sua carriera non lineare, ha offerto una prospettiva estremamente pragmatica. Il suo percorso aveva previsto un allontanamento dall'avvocatura dopo la nascita del secondo figlio, seguendo il marito all'estero per 11 anni, per poi rientrare nella professione a 42 anni come associata in uno dei principali studi legali d'affari.
“Mi è stato detto da molti che non è una situazione normale. Nessuno accoglie volentieri una persona di 42 anni nell'organizzazione quando si può assumere qualcuno di più giovane.” La sua analisi della sfida malese è stata incisiva: “Il nostro problema non riguarda tanto l'offerta. Abbiamo politiche che privilegiano l'istruzione femminile. L'attenzione deve spostarsi sulla domanda”, alludendo alle condizioni strutturali che determinano se le donne possono o meno sostenere la partecipazione al mondo del lavoro nel lungo periodo.
L'Asia Gender Network (AGN)
Nel corso della serata si è dato ampio spazio all'Asia Gender Network (AGN) di AVPN, introdotto da Naina e ulteriormente illustrato da Deborah Foo, alla guida dell'iniziativa. Lanciato nel 2021, AGN è la prima rete panasiatica dedicata a mobilitare capitale finanziario, intellettuale e umano a favore di donne e ragazze in tutta la regione. Attualmente riunisce circa 30 influenti donne asiatiche provenienti da 11 Paesi, che dalla nascita della rete hanno destinato congiuntamente oltre 10 milioni di dollari a iniziative orientate all'uguaglianza di genere.
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L'AGN opera nell'ambito della più ampia Piattaforma per l'uguaglianza di genere di AVPN, il cui ambizioso obiettivo è mobilitare 100 milioni di dollari verso risultati positivi per donne e ragazze entro il 2030. Il suo lavoro abbraccia l'emancipazione economica, l'istruzione, l'assistenza sanitaria, la leadership femminile e il miglioramento delle condizioni di vita. Le iniziative sostenute dalla rete includono l'Asia Gender Equality Fund, uno strumento di investimento collettivo per l'emancipazione economica delle donne, nonché preziose ricerche sull'inclusione di genere nel panorama normativo dell'Asia-Pacifico.
Naina è stata chiara sul fatto che l'AGN è stato concepito con un approccio spiccatamente asiatico, privilegiando la persuasione e la costruzione di coalizioni rispetto allo scontro ideologico. “Il metodo asiatico consiste molto di più nel coinvolgere le persone e nell'usare la persuasione per cambiare le norme e le culture”, ha affermato, definendo l'AGN non come un movimento militante, ma come una forte coalizione panasiatica fondata su obiettivi condivisi e su una leadership prettamente asiatica.
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Credits
Photography: Ravin Shanmugarajan @ Ravin's Awesome Pictures































































