Il commercio globale sta entrando in una fase in cui l’incertezza diventa una costante. La frammentazione geopolitica, la competizione geoeconomica, la volatilità delle politiche e il rapido progresso tecnologico stanno ridefinendo il modo in cui le aziende costruiscono il proprio commercio globale.
Il rapporto “Tornare a navigare in un’era di incertezza strutturale”, realizzato da Standard Chartered in collaborazione con Oxford Economics, rivela un cambiamento significativo: le aziende stanno riducendo la dipendenza dai soli spostamenti geografici per migliorare la resilienza. L’attenzione si sta spostando verso una gestione più efficace delle reti esistenti legate al commercio globale.
Un’indagine condotta su 2.100 leader aziendali in 27 mercati indica che il 95% delle imprese intende modificare le proprie catene di approvvigionamento nei prossimi 3-5 anni. Tuttavia, quasi il 60% non ha in programma di entrare in nuovi mercati o di abbandonare quelli attuali in termini di approvvigionamento, produzione ed esportazione.
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Above Una veduta panoramica che rappresenta la complessità del commercio globale moderno.
Ciò dimostra un cambiamento nel modo in cui le imprese ricercano la propria resilienza. Una catena di approvvigionamento flessibile non deve necessariamente essere trasferita in nuove località. Le aziende possono rafforzarla comprendendo meglio i fornitori, le scorte, i dati, i flussi di cassa e la capacità di reagire a shock simultanei che influenzano il commercio globale.
Quando la supply chain diventa sofisticata
Negli ultimi anni, il mercato ha assistito a numerosi sforzi di ristrutturazione. Le imprese hanno avvicinato la produzione ai mercati di consumo o cercato nuovi siti per ridurre la dipendenza da un unico hub. Queste strategie persistono, ma l’approccio sta mutando. Il rapporto evidenzia che la priorità per la ristrutturazione geografica è diminuita rispetto all’anno precedente, mentre le strategie legate ai fornitori e alla gestione delle scorte attirano maggiore attenzione nel contesto del commercio globale.

Above L’ottimizzazione delle rotte logistiche nel contesto del commercio globale.
I costi rappresentano un fattore determinante. Il 65% delle aziende prevede che le spese per la ristrutturazione della catena di approvvigionamento aumenteranno di oltre il 10%. Spostare uno stabilimento o ricostruire una rete richiede tempo, capitale e capacità operativa. Le aziende affrontano inoltre limitazioni nelle capacità di analisi, nei talenti e nella gestione della tesoreria. Queste problematiche trasformano le domande che le imprese pongono alle proprie catene di fornitura, focalizzandosi maggiormente sulla capacità di assorbire le fluttuazioni in un sistema complesso di commercio globale.
Gaurav Jain, capo del dipartimento Banking & Treasury di ABG Trading, descrive il suo lavoro come una transizione dalla gestione della liquidità alla gestione dell’incertezza. Le interruzioni possono verificarsi in successione o simultaneamente, impedendo l’applicazione di un unico protocollo standardizzato.
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La digitalizzazione come base della resilienza
Le imprese si aspettano che la digitalizzazione possa compensare parte della pressione sui costi derivante dalla ristrutturazione. Secondo lo studio, si prevede che la digitalizzazione riduca i costi di circa il 20% in molti processi legati al commercio globale. Pagamenti, riconciliazioni, collaborazione internazionale e gestione dei dati diventano più rapidi grazie all’interconnessione digitale.

Above L’integrazione dei sistemi digitali per potenziare il commercio globale.
Tuttavia, il divario tra capacità tecnologica e implementazione effettiva rimane ampio. Solo il 7% delle aziende sfrutta appieno molteplici competenze digitali contemporaneamente. Il vero valore risiede nell’interconnessione dei processi, permettendo una visione in tempo reale del commercio globale, dei flussi di cassa e della disponibilità delle scorte. La resilienza diventa quindi una questione di visibilità e reattività.
Il cloud gioca un ruolo fondamentale, mentre l’IA inizia a espandere le capacità di elaborazione dei dati. Il 43% delle aziende considera l’IA altamente rilevante per migliorare l’efficienza operativa nel commercio globale. Linda Wang, Senior Financial Director di Adidas Sourcing Limited, sottolinea come gli strumenti basati sull’IA vengano utilizzati per analizzare la domanda del mercato e ottimizzare l’allocazione delle quote, riducendo drasticamente i tempi operativi.
Una nuova rete in formazione
Il cambiamento nel modo in cui le aziende costruiscono la resilienza non annulla l’importanza del commercio globale. I flussi commerciali continuano a spostarsi verso luoghi dotati di capacità produttiva, tecnologie e forza lavoro adeguate.
Nella prima metà del 2026, il valore del commercio globale di beni è aumentato del 12,5% su base annua, con una crescita significativa in settori come minerali essenziali, semiconduttori e batterie.
Questi cambiamenti rafforzano corridoi commerciali strategici per il prossimo triennio. Linee che collegano Australia-India, Malesia-Taiwan, Malesia-USA e le rotte tra il Regno Unito e i mercati asiatici sono identificate come flussi fondamentali per il futuro del commercio globale. Le reti vengono riconfigurate in modo complesso: la posizione geografica resta cruciale, ma è sempre più affiancata alle valutazioni sulla capacità tecnologica e l’ecosistema industriale.
Il Vietnam consolida la propria posizione
Il Vietnam figura tra i dieci mercati più monitorati. L’intenzione netta delle imprese di espandersi o mantenere le operazioni nel Paese rimane positiva in ambito produttivo, di approvvigionamento ed esportazione. Il rapporto riconosce l’attrattiva del Vietnam per il commercio globale grazie a costi del lavoro competitivi, afflussi di investimenti esteri e riforme strutturali mirate.

Above Il Vietnam emerge come snodo chiave per il commercio globale nell’Asia sud-orientale.
Il Vietnam si inserisce in un quadro asiatico più ampio dove diverse economie rimangono centrali per le decisioni di approvvigionamento. L’India guida i principali indicatori, mentre la Cina mantiene una posizione significativa nella produzione per il commercio globale. La Malesia è supportata dagli ecosistemi elettronici per l’IA, l’Indonesia attrae attività manifatturiere e il Giappone conferma alti indici nell’export.
Il futuro del sistema commerciale
Il rapporto ipotizza che, con un’accelerazione della digitalizzazione, il commercio globale potrebbe generare 2,8 trilioni di dollari aggiuntivi entro il 2031. Per trasformare questa potenzialità in realtà, le imprese devono tuttavia risolvere sfide fondamentali riguardanti dati, standard tecnologici e coordinamento, riportando il focus sulla resilienza.

Above Una rappresentazione astratta della rete complessa del commercio globale moderno.
La copertina del rapporto si ispira al Kintsugi, l’arte giapponese di riparare ceramiche rotte con venature d’oro. Tale immagine riflette il commercio globale nella nuova era: il valore risiede nel modo in cui vengono create le connessioni dopo le fratture. I legami tra fornitori, dati, flussi finanziari e risorse umane rappresentano la chiave del successo.
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