Dove una silhouette ispirata ai superyacht incornicia il Burj Al Arab, artiste donne lasciano il segno negli interni e il cioccolato di Dubai attende in camera, il Jumeirah Marsa Al Arab, premiato da Tatler come uno dei migliori nuovi hotel, è una lettera d’amore alla città che lo ha creato.
Il Jumeirah Marsa Al Arab è lieto di condividere i riflettori. La sua ingegnosa architettura presenta un grande arco che si apre all’ingresso; incorniciata al suo interno si staglia la vela del Burj Al Arab. È come se l’hotel avesse commissionato la vista per appenderla come un dipinto.
Dubai è stata spesso al centro dell’attenzione quest’anno, non sempre per notizie positive. Tuttavia, al mio ritorno in città, ho ritrovato ciò che Dubai sa fare meglio: accogliere le persone con disinvoltura, raffinatezza e una generosità senza confini. Come ho scoperto durante il mio soggiorno presso il Jumeirah Marsa Al Arab, questo spirito è stato distillato in un unico indirizzo, che segna il terzo capitolo della trilogia ispirata all’oceano del gruppo, dopo il Jumeirah Beach Hotel e il Burj Al Arab.
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L’architettura del Marsa Al Arab: un superyacht sulla costa
L’hotel sorge sulla punta di una penisola su una delle spiagge private più esclusive di Dubai. Il suo esterno avanguardistico, ispirato a un superyacht, è opera dell’architetto Shaun Killa, lo stesso visionario del Museum of the Future. Linee curve e terrazze panoramiche richiamano il movimento dell’acqua, e ciascuna delle 386 camere e suite offre una vista mozzafiato sul Golfo, sul Burj Al Arab e sullo skyline cittadino del Marsa Al Arab.
All’interno, i riferimenti nautici vanno oltre la semplice decorazione. “Marsa” significa porto in arabo e la proprietà porta con orgoglio la sua eredità marittima: nel flusso fluido degli ambienti, nel porticciolo per superyacht da 82 posti e nell’installazione in vetro soffiato che cattura la luce all’ingresso.
Poi ci sono le viste. Dai piani superiori, l’orizzonte si estende da un capo all’altro, dal Burj Al Arab su un lato al Burj Khalifa sull’altro, tenendo in un solo sguardo le due silhouette che definiscono la Dubai moderna del Marsa Al Arab.
Donne al centro della narrazione del Marsa Al Arab
Ciò che mi ha colpito maggiormente è quanto l’identità del Marsa Al Arab sia stata plasmata dalle donne. La designer libanese Nadine Kanso ha tradotto la sua audace calligrafia in un’esclusiva collezione di porcellane creata con la maison francese Bernardaud. L’artista tessile emiratina Feryal Al Bastaki rende omaggio alle tradizioni di tessitura degli Emirati Arabi Uniti con opere su misura che gli ospiti possono ammirare e persino acquistare.
Il tema continua nella Talise Spa del Marsa Al Arab, che offre spazi riservati esclusivamente alle donne; mentre il nuovo ristorante 1206 è guidato dalla chef Stephanie Haywood.
La scena gastronomica del Marsa Al Arab
La prelibatezza più famosa di Dubai ha trovato spazio nelle camere del Marsa Al Arab: il cioccolato Fix attendeva nella suite. Il guscio lucido che racchiude crema al pistacchio e croccante pasta kataifi è stata una piccola celebrazione delle eccellenze locali. Fuori dalla camera, il resort offre 11 esperienze gastronomiche, dalle specialità giapponesi izakaya ai classici delle steakhouse, fino alla cucina greca, italiana e indiana; al Rialto Restaurant & Bar, il fascino di Venezia crea l’atmosfera per una serata italiana, mentre al The Bombay Club, ideato dallo chef di Hong Kong Manav Tuli, l’eredità indiana occupa la scena in un ambiente intimo ed elegante. Ci sono anche quattro bar esclusivi ideati da designer di fama internazionale, oltre a una panetteria che offre viennoiserie del celebre pasticcere Pierre Hermé. Potreste tranquillamente esplorare i sapori del mondo senza mai lasciare la penisola del Marsa Al Arab.
La colazione rivela la vera ingegnosità del Marsa Al Arab. Durante il giorno presso The Fore, quattro ristoranti si aprono l’uno nell’altro grazie a una serie di pannelli a scomparsa, trasformando il mattino in un itinerario gastronomico: si passeggia tra le stazioni per creare il proprio tour culinario. Un consiglio: provate gli squisiti bagel croccanti, mi ringrazierete.
Il capitolo più recente è il 1206, che completa l’offerta del Marsa Al Arab. Prende il nome da una stanza un tempo nascosta al quarto piano e offre un’esperienza basata sulla qualità degli ingredienti, con la stessa vista ininterrotta sul Burj Al Arab e sul Burj Khalifa.
La chef Haywood ha una filosofia stagionale e sostenibile, focalizzata su ingredienti integri. L’ambiente, progettato da AvroKo, presenta toni caldi, marmo intagliato e una vasta terrazza perfetta per ammirare il Marsa Al Arab.
Wellness e attività al Marsa Al Arab
Talise, il concetto benessere del Jumeirah, si estende su quasi 3.500 metri quadrati con spazi riservati alle donne e 13 suite per trattamenti, ognuna con una terrazza privata che affaccia sul Golfo. È una spa che integra la vista nel trattamento stesso presso il Marsa Al Arab: ovunque vi troviate, l’acqua e il Burj Al Arab sono vicini.
Il menù spazia da proposte rigeneranti a tecnologie avanzate: crioterapia, saune a infrarossi e massaggi personalizzati, insieme a terapie olistiche progettate per il vostro benessere psicofisico.
Oltre la spa, le giornate al Marsa Al Arab sono scandite dal ritmo dell’acqua. Ci sono cinque piscine immerse nel verde e una spiaggia privata dove la brezza marina rinfresca le ore più calde. Quando desiderate cambiare scenario, il Madinat Jumeirah e il Wild Wadi Waterpark sono a pochi passi.
Il verdetto sul Marsa Al Arab
Ciò che porto con me, anche a distanza di mesi, è la generosità del Jumeirah Marsa Al Arab. È un hotel che ama la sua città e, dopo un soggiorno qui, è facile comprendere perché così tanti visitatori scelgano di tornare.





