Il film “The Odyssey” di Christopher Nolan racconta una storia diversa rispetto al poema epico di Omero. Dall’assenza di scene erotiche alla sostituzione di Achille con Sinone, ecco cinque elementi che rendono l’adattamento cinematografico un’opera straordinaria e autonoma, che rende “The Odyssey” un capolavoro imperdibile.
Il mondo del cinema è stato dominato dalle discussioni su “The Odyssey”, il kolossal più costoso realizzato finora da Christopher Nolan. Si tratta di un adattamento del poema epico di Omero che narra il pericoloso viaggio di ritorno del guerriero greco Odisseo dopo la vittoria nella guerra di Troia, confermando “The Odyssey” come un progetto di enorme ambizione.
Con Matt Damon nel ruolo di Odisseo, il film vanta un cast stellare: Anne Hathaway interpreta Penelope, la moglie fedele che subisce le insidie di pretendenti avidi; Tom Holland è Telemaco, il figlio che parte alla ricerca del padre; Zendaya veste i panni di Atena, che soccorre Odisseo nei momenti di disperazione; Robert Pattinson interpreta Antinoo, l’antagonista principale che trama per sposare Penelope e reclamare il trono; e Charlize Theron è la ninfa Calipso. In questo contesto, “The Odyssey” si distingue per una narrazione potente e visivamente magistrale.
Più che offrire una versione letterale del mito greco, il lungometraggio di 172 minuti del regista britannico introduce distacchi significativi dal materiale originale per creare una storia contemporanea di profonda risonanza. Ecco cinque differenze chiave tra il poema originale e la visione cinematografica di Nolan per “The Odyssey”.
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1. Achille sostituito da Sinone in “The Odyssey”

Above Elliot Page nel ruolo di Sinone nel film “The Odyssey” di Christopher Nolan (Immagine: IMDB)
Nella parte finale del film, Nolan presenta una sequenza agghiacciante in cui Odisseo e i soldati superstiti scendono negli inferi per cercare consiglio dalle anime dei defunti per il loro viaggio di ritorno verso casa. Egli parla prima con Agamennone, re di Micene, e successivamente con Sinone (interpretato da Elliot Page), il soldato greco che ingannò i Troiani convincendoli che il cavallo di legno fosse un’offerta di pace. Questo momento rafforza il senso tragico che pervade “The Odyssey”.
Nel testo originale di Omero, Sinone non viene mai menzionato in questo contesto; la sua storia appare invece nell’Eneide di Virgilio, che racconta le vicende di Enea, un troiano fuggito dalla caduta di Troia. Nell’Odissea di Omero, Odisseo parla con Agamennone e con il leggendario guerriero Achille. Mentre Odisseo invidia la forza e la gloria eterna di Achille, quest’ultimo ammette di invidiare i vivi, dichiarando che preferirebbe essere schiavo del più povero contadino della Terra piuttosto che regnare su tutti i morti nell’Elisio.
L’inclusione di Sinone da parte di Nolan sposta l’attenzione della storia dal desiderio di gloria di Odisseo alla sua compassione per il soldato leale che perde la vita per lui, sottolineando il peso morale che grava sul protagonista di “The Odyssey” nel riconoscere la perdita di vite innocenti.
2. I fiori di loto di “The Odyssey” non sono consumati da Odisseo

Above Charlize Theron nel ruolo di Calipso nel film “The Odyssey” di Christopher Nolan (Immagine: IMDB)
Nel film di Nolan, Odisseo lotta con il fardello della memoria, tentando di sfuggire alla realtà consumando i fiori di loto offerti sull’isola di Calipso per ottenere una beata dimenticanza, una scena carica di simbolismo in “The Odyssey”.
Nella versione di Omero, sono i suoi compagni di equipaggio a essere invitati dai Lotofagi ad assaggiare la pianta. Odisseo resta impassibile e deve trascinare con la forza i suoi uomini, che hanno dimenticato la patria e i doveri, verso le navi, incatenandoli ai banchi dei rematori. L’adattamento di Nolan mette in risalto come Odisseo non sia un eroe infallibile, suggerendo che la grandezza di un leader non risieda nella forza fisica, ma nella determinazione mentale necessaria per affrontare la realtà dolorosa presente in “The Odyssey”.
3. Il Ciclope in “The Odyssey” viene ingannato dal nome “Nessuno”

Above Il Ciclope nel film “The Odyssey” di Christopher Nolan (Immagine: Instagram/@modernnotoriety)
Nel lungometraggio di Nolan, il Ciclope mangiatore di uomini rimane in silenzio finché Odisseo e i suoi uomini non lo accecano, momento in cui invoca suo padre, Poseidone, per vendicarsi, creando una scena drammatica in “The Odyssey”.
Nell’epopea di Omero, Odisseo dimostra la sua celebre astuzia durante l’incontro. Dopo aver ideato la strategia del cavallo di legno, inganna il Ciclope dichiarando che il suo nome è “Nessuno”. Quando Odisseo e i compagni conficcano un palo di legno d’ulivo ardente nell’occhio del gigante, il Ciclope urla aiuto ai suoi simili. Quando gli viene chiesto chi lo stia ferendo, risponde che è stato “Nessuno”, portando gli altri Ciclopi a credere che non sia ferito e ad abbandonarlo al suo destino. In un’intervista al The Daily Show, Nolan ha spiegato di aver omesso questa sequenza perché il gioco di parole originale dell’antica Grecia era difficile da rendere efficacemente sullo schermo in “The Odyssey”.
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4. Il cavallo di legno spiaggiato in “The Odyssey”

Above Il cavallo di legno trascinato dai Troiani verso Troia in “The Odyssey” (Immagine: IMDB)
Il celebre cavallo di legno costruito dai Greci per infiltrarsi a Troia riceve solo un breve accenno nell’Odissea di Omero, che si svolge principalmente dopo la caduta della città. In “The Odyssey”, Nolan reinterpreta visivamente il cavallo di legno, raffigurandolo semi-spiaggiato tra le onde lungo la riva.
Questo dettaglio rende l’inganno più plausibile, rendendo credibile il fatto che i troiani scettici lo considerino un’offerta abbandonata piuttosto che una macchina d’assedio pronta a essere portata in città. Mentre i testi classici offrono dettagli limitati sulle condizioni all’interno della struttura cava, Nolan cattura il calvario dei soldati nascosti, mostrandoli mentre sopportano il confinamento fisico, le maree in arrivo e le condizioni difficili in totale silenzio, persino quando una guardia troiana trafigge il legno con una spada per verificare la presenza di truppe, un momento di alta tensione in “The Odyssey”.
5. L’assenza di erotismo a favore della crescita morale in “The Odyssey”

Above Charlize Theron come Calipso e Matt Damon come Odisseo in “The Odyssey” (Immagine: IMDB)
La mitologia greca classica è ricca di temi come incesto, poligamia e unioni divine, con l’erotismo e la fertilità che fungono da impulso fondamentale, una realtà riflessa nell’opera originale di Omero. L’epopea si apre in media res con Odisseo che piange su Ogigia, l’isola della ninfa Calipso, dove è tenuto prigioniero. Omero descrive Odisseo costretto a una relazione sessuale con Calipso ogni notte per sette anni, un’unione che non produce figli e sottolinea la sua mancanza di libertà. Al contrario, in “The Odyssey” di Nolan, queste dinamiche cambiano radicalmente.
Nell’adattamento cinematografico di Nolan, le dinamiche sessuali esplicite e la nudità sono del tutto assenti. Penelope rifiuta con grazia i suoi pretendenti, mentre Calipso non agisce come carceriera, ma come una figura che aiuta Odisseo a riacquistare i suoi ricordi perduti. La seduzione viene rimossa come motore narrativo principale, spostando l’attenzione sulle scelte morali dei personaggi. Sebbene l’eredità rimanga un tema chiave attraverso l’ascesa di Telemaco, il film inquadra la crescita del protagonista e la sua comprensione della natura umana come catalizzatore centrale per il viaggio raccontato in “The Odyssey”.
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