Cover “Spider-Man: Brand New Day” ci presenta uno Spider-Man familiare ma profondamente cambiato. (Immagine: Sony Pictures Hong Kong)

Recensione di “Spider-Man: Brand New Day”: testimoniare la trasformazione e la crescita di Peter Parker

“Spider-Man: Brand New Day” ha incassato 360 milioni di dollari nel primo fine settimana in Nord America, superando il record di 357 milioni detenuto per anni da “Avengers: Endgame” e diventando il film con il miglior debutto nella storia del cinema. A livello globale, ha superato la soglia del miliardo di dollari in soli sei giorni, attestandosi come il secondo film più rapido di sempre a raggiungere tale cifra. Al di là dei numeri, tuttavia, il fascino di “Spider-Man: Brand New Day” risiede nel coraggio di lasciare finalmente “crescere” l’Uomo Ragno. Dalle versioni di Tobey Maguire e Andrew Garfield fino ai primi tre capitoli con Tom Holland, il supereroe era sempre stato caratterizzato da un’irrequietezza adolescenziale o da una dipendenza verso i mentori. In quest’ultima pellicola, lo Spider-Man cinematografico supera i cliché, lasciandosi alle spalle l’immaturità per trasformarsi in un eroe maturo, capace di agire in totale autonomia.

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Above Le parole di Tony Stark hanno segnato l’inizio del percorso di crescita di Peter Parker. (Immagine: IMDb)

Abbandonare l’aura tecnologica dello Spider-Man

All’inizio del suo ingresso nell’MCU, l’aura eroica di Peter Parker era in gran parte costruita sulla tecnologia avanzata della Stark Industries. Le tute high-tech, il supporto dell’intelligenza artificiale e la protezione costante lo facevano sembrare più un adolescente equipaggiato con gadget di lusso che un vero eroe. All’epoca, Tony Stark lo ammonì: “Se non sei niente senza la tuta, allora non dovresti averla”, rivelando un amore paterno profondo e severo. “Spider-Man: Homecoming” non ha abbellito l’eroismo del personaggio, ma ha mostrato realisticamente il caos e la frustrazione derivanti dalla perdita della protezione tecnologica, mettendo in luce la vulnerabilità interiore di questo eccezionale Spider-Man.

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Above Il peso di dover essere il prossimo Iron Man è diventato una catena per Peter Parker. (Immagine: IMDb)

La solitudine come prezzo

Dopo il sacrificio di Tony Stark in “Avengers: Endgame”, quando Nick Fury in “Spider-Man: Far From Home” ha affidato a Peter l’aspettativa che “il mondo avesse bisogno del prossimo Iron Man”, la pressione ha costretto il protagonista a staccarsi dalla vita di quartiere. Il monito di zia May, “da un grande potere derivano grandi responsabilità”, ha spinto indirettamente Peter a scegliere la solitudine. Per proteggere l’ordine cosmico, ha accettato che il mondo dimenticasse chi fosse Peter Parker. Ha detto addio ai suoi cari e si è trasferito in un modesto appartamento, nascondendosi nell’oscurità di New York. Questo isolamento estremo rivela il prezzo più vero e gravoso pagato da questo Spider-Man.

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Above L’inibitore dei mutanti inventato da Peter Parker potrebbe essere legato alla nascita delle Sentinelle di “Avengers: Doomsday”. (Immagine: Sony Pictures Hong Kong@YouTube)

Riconciliazione interiore e rinascita dell’eroe

Il colpo di scena più avvincente di “Spider-Man: Brand New Day” risiede nella metamorfosi spirituale di Peter Parker dopo anni di repressione emotiva. La solitudine prolungata ha affinato il suo senso di ragno e il suo istinto combattivo, portandolo però sull’orlo del collasso. Nel momento cruciale, a sbloccare il suo cuore è un ricordo di zia May: “Tutto questo può diventare molto spaventoso, ma chi ti ama, ti ama per quello che sei. Non dimenticarlo mai, non importa quanto diventerai potente”. Queste parole gli hanno fatto capire che assumersi delle responsabilità non equivale a un’autoflagellazione senza fine. Rinato, lo Spider-Man visto in questo film combatte con uno stile netto, calmo e risoluto. Di fronte a una Jean Grey fuori controllo, non è più l’eroe giovane da proteggere, ma una guida per le nuove generazioni, interpretando alla perfezione il concetto di rinascita dello Spider-Man.

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