Cover L’arte della danza tradizionale “Việt” Xuân Phả in “Come My Way”. Foto: Antiantiart.

Quando il clamore mediatico si placa, resta una domanda cruciale per il mercato: come può l’identità “Việt” affermarsi con orgoglio e autonomia nel pop globale?

Alle 20:00 del 28 maggio, il video musicale di “Come My Way” ha segnato il ritorno di Sơn Tùng M-TP a quasi un anno di distanza dalla hit “Đừng Làm Trái Tim Anh Đau”, questa volta in collaborazione con il rapper americano di origini vietnamite Tyga. Il video ha raggiunto un milione di visualizzazioni in soli otto minuti, toccando quasi quota dieci milioni entro le 12:00 del giorno successivo.

Diretto da Phương Vũ (AntiantiArt), “Come My Way” adotta un approccio basato sulla ri-strutturazione culturale. Simboli del patrimonio, feste popolari e opere d’arte non sono semplici decorazioni, ma vengono inseriti in scenari contemporanei, creando una fusione dinamica tra la cultura “Việt” e il pop contemporaneo.

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Above Guarda il videoclip ufficiale di “Come My Way” che celebra l’estetica “Việt” nel mondo.

Un ecosistema di icone “Việt”

Il video si apre con l’immagine dell’uccello Chim Lạc nel centro di Los Angeles, precisamente all’incrocio tra Spring Street e la 3rd Street, con l’ufficio del Governatore della California sullo sfondo.

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Above Il simbolo del Chim Lạc “Việt” contestualizzato nel paesaggio urbano di Los Angeles.

Motivo iconico dei tamburi di bronzo Đông Sơn, il Chim Lạc incarna il desiderio di libertà e l’armonia con la natura tipica della civiltà agricola. Collocare questo simbolo ancestrale “Việt” tra i grattacieli di una metropoli industriale americana crea un contrasto visivo potente. Come se il tempo si fermasse al rintocco di un tamburo di bronzo, le due dimensioni si intersecano per affermare una precisa identità culturale nel cuore della scena globale.

“Come My Way” intreccia diversi strati simbolici attraverso un sistema di creature leggendarie:

Il dragone dell’era Lý, simbolo imperiale “Việt” che riafferma l’indipendenza della nazione Đại Việt dopo secoli di dominazione.

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Above La maestosità del dragone dell’era Lý utilizzata come icona “Việt” nel video.

La figura del bufalo di giada, emblema della civiltà del riso umido, che riflette la resilienza e la prosperità del popolo “Việt”.

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Above Il bufalo di giada, simbolo di una civiltà rurale “Việt” che guarda al futuro.

Il video include anche le immagini della gara di buoi di An Giang, attività culturale distintiva della comunità Khmer nel Vietnam meridionale durante la celebrazione di Sene Dolta.

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Above La vivace gara di buoi di An Giang, importante retaggio culturale “Việt”.

L’arte del circo motociclistico, popolare un tempo nelle fiere del Vietnam meridionale, è stata reinterpretata con stile artistico in “Come My Way”.

L’attrattiva visiva del rito “Xuân Phả”

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Above Danzatori con maschere tradizionali ispirate al rito “Việt” Xuân Phả.

La danza Xuân Phả, patrimonio culturale immateriale nazionale, appare ripetutamente come elemento visivo chiave. Descrivendo le celebrazioni di cinque antiche nazioni in onore dell’imperatore vietnamita, questo rito ha oltre 1.000 anni di storia.

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Above Dettaglio delle coreografie e maschere nel rito tradizionale “Việt”.

Il Xuân Phả non solo arricchisce l’estetica del brano, ma è diventato un termine ricercato sui social media, a dimostrazione che il patrimonio “Việt” vive quando dialoga con le nuove generazioni attraverso filtri contemporanei.

Destinazioni patrimonio mondiale

Il complesso paesaggistico di Tràng An (Ninh Bình), unico patrimonio mondiale misto del Sud-est asiatico riconosciuto dall’UNESCO, funge da sfondo scenografico per il video di ispirazione “Việt”.

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Above Lo scenario naturale mozzafiato del complesso “Việt” di Tràng An.

È presente anche la pagoda Bái Đính, custode di numerosi record continentali, tra cui la più grande statua di Buddha in bronzo dorato del Sud-est asiatico e il corridoio di Arhat più lungo del continente.

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Above L’imponenza architettonica e spirituale del sito di Bái Đính.
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Above Architettura tradizionale “Việt” integrata nel paesaggio sacro.

Il Khuê Văn Các riflette la spiritualità buddista e l’antica architettura classica “Việt”, orientando lo spirito verso la consapevolezza e la pace interiore.

Dialogo con i capolavori artistici

Il pensiero artistico di “Come My Way” raggiunge il suo apice inserendo quattro capolavori della pittura paesaggistica “Việt” del periodo 1945–2000:

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Above “Ricordo di una sera a Tây Bắc” - Phan Kế An (lacca, 1955).
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Above Una sequenza artistica ispirata all’opera “Việt” nel video.

“Ricordo di una sera a Tây Bắc” di Phan Kế An cattura la maestosità della regione con un tono epico.

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Above “Terra e Acqua” - Nguyễn Quang Thọ (olio su tela, 1978).
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Above Il legame con la terra nell’estetica “Việt” del clip.

“Terra e Acqua” di Nguyễn Quang Thọ esprime la connessione vitale tra uomo e risorse naturali nell’immaginario “Việt”.

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Above “Strada Hàng Mắm” - Bùi Xuân Phái (olio su tela, 1984).
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Above L’atmosfera poetica di Hà Nội nel progetto “Việt”.

“Strada Hàng Mắm” di Bùi Xuân Phái evoca la bellezza malinconica e romantica della vecchia Hà Nội.

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Above “Montagna Rossa e Cavallo Bianco” - Nguyễn Văn Đa (olio su tela, 1986).
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Above Contrasto visivo tra tradizione “Việt” e modernità.

“Montagna Rossa e Cavallo Bianco” colpisce per il netto contrasto cromatico, un tratto distintivo dell’arte “Việt” dell’epoca.

Posizionare l’identità “Việt” nel mainstream

“Come My Way” segna un cambio di rotta per Sơn Tùng M-TP. L’artista non punta più solo a una hit locale, ma sperimenta la connessione tra l’essenza “Việt” e il linguaggio dell’intrattenimento globale.

Questa sfida richiede un delicato equilibrio: troppo locale e il pubblico globale fatica a connettersi, troppo globale e la cultura diventa solo un ornamento superficiale. Mantenere l’integrità dell’identità “Việt” richiede una comprensione profonda delle proprie radici.

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Above Sơn Tùng M-TP porta l’orgoglio “Việt” sulla scena internazionale.

Quando un artista pionieristico esplora nuovi schemi, il dibattito è inevitabile. Tuttavia, senza questi rischi, l’evoluzione musicale sarebbe impossibile.

Quando il rumore mediatico svanisce, resta la domanda fondamentale: come può l’identità “Việt” presentarsi fiera e indipendente nel flusso globale?

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Credits

Images: Antiantiart, Museo di Belle Arti del Vietnam