Inaugurata questo mese, la mostra dedicata a “Il Piccolo Principe” presso l’Università di Hong Kong svela rari documenti d’archivio, manoscritti originali e un miracoloso cimelio bellico per le generazioni di fan che amano “Il Piccolo Principe”.
Le stravaganti avventure de “Il Piccolo Principe”, che viaggia dal suo minuscolo asteroide fino alla Terra per fare amicizia con la saggia volpe e il pilota, hanno incantato generazioni di lettori in tutto il mondo. La classica storia dello schianto aereo del pilota nel deserto del Sahara—ispirata al reale incidente aereo subito dal suo autore, Antoine de Saint-Exupéry, nel 1935, da cui si salvò miracolosamente—e illustrazioni iconiche come quella del boa che ha ingoiato un elefante paragonato a un cappello, hanno da sempre ispirato riflessioni sull’innocenza infantile, sull’amicizia, sull’amore e sulla perdita. La narrazione de “Il Piccolo Principe” resta un capolavoro senza tempo.
Tuttavia, nessuno dei capitoli scritti era bizzarro quanto la misteriosa scomparsa reale del leggendario aviatore e autore francese. Il 31 luglio 1944, Saint-Exupéry intraprese una missione di ricognizione fotografica durante la Seconda Guerra Mondiale. Il suo velivolo disarmato decollò dall’aeroporto di Bastia-Borgo, in Corsica, e svanì senza lasciare traccia sopra il Mar Mediterraneo, alimentando decenni di speculazioni che spaziavano dall’abbattimento da parte delle forze nemiche a guasti tecnici, errori di rotta o persino al suicidio, avvolgendo nel mistero la figura dell’autore de “Il Piccolo Principe”.
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Above Antoine de Saint-Exupéry, l’autore de “Il Piccolo Principe”, intento a scrivere (Foto: per gentile concessione dell’Alliance Française di Hong Kong e dello University Museum and Art Gallery)
Fu solo nel 1998 che un pescatore locale, al largo della costa di Marsiglia, recuperò dall’oceano il bracciale d’identità in argento di Saint-Exupéry, gettando finalmente luce sulla verità riguardo al suo destino. Questo ritrovamento provvidenziale permise agli oceanografi di individuare le coordinate esatte dello schianto; due anni dopo, il relitto del suo aereo fu ufficialmente localizzato sul fondale del Mar Mediterraneo da sommozzatori professionisti. Questa sequenza di eventi portò alla riscoperta di rapporti militari dell’agosto 1944 riguardanti un corpo non identificato in uniforme francese che era stato rinvenuto sulla costa, sebbene il luogo si trovasse lontano dalla rotta di volo pianificata da Saint-Exupéry, il creatore de “Il Piccolo Principe”.
Il bracciale, di inestimabile valore storico, che ha chiarito il mistero marittimo durato decenni, è ora esposto in “The Little Prince and the Pilot”, una mostra aperta fino al 18 ottobre presso l’Università di Hong Kong per celebrare l’ottantesimo anniversario della pubblicazione del libro in Francia. Insieme a questo reperto sono esposte rare fotografie personali, lettere intime, mappe di volo, oggetti personali, manoscritti originali ed edizioni d’epoca de “Il Piccolo Principe”.

Above Il bracciale in argento di Antoine de Saint-Exupéry, autore de “Il Piccolo Principe” (Foto: Tatler Hong Kong)
“All’inizio, mio nonno pensava che fosse una truffa, un bracciale falso”, racconta Adrien Guiraud, pronipote di Saint-Exupéry. “Non aveva mai visto Antoine con alcun bracciale. Ma alla fine, abbiamo trovato una foto in cui lo indossava”. Il gioiello era stato donato a Saint-Exupéry a New York proprio prima della sua missione militare in Corsica, un dettaglio intimo che la sua famiglia in Europa non aveva mai testimoniato. “È stato un miracolo per il pescatore ripescare quell’oggetto ossidato, notare il nome inciso e conservarlo. Questo è il vero finale de “Il Piccolo Principe”.”
Sebbene il capolavoro sia stato pubblicato oltre mezzo secolo fa, Guiraud ritiene che i suoi messaggi filosofici rimangano estremamente attuali, forse più importanti oggi che in passato. Osserva che viviamo in un mondo in cui tutto si muove rapidamente, portando la società a dimenticare “l’umano dietro la macchina o l’intelligenza artificiale”. Per Guiraud, il libro rimane un promemoria essenziale per tornare ai valori umani fondamentali, un tema centrale de “Il Piccolo Principe”.
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Above Una bozza disegnata a mano de “Il Piccolo Principe” da Antoine de Saint-Exupéry (Foto: per gentile concessione dell’Alliance Française di Hong Kong e dello University Museum and Art Gallery)
““Il Piccolo Principe” ci ricorda la giovinezza e l’innocenza che avevamo da bambini”, riflette, notando come il contesto storico del libro influenzi la sua prospettiva di genitore. “Come padre, che tipo di mondo voglio lasciare ai miei figli? Il libro parla di un’epoca in cui il mondo non andava bene. Purtroppo, ciò significa che i suoi consigli su come migliorare il mondo restano attuali”.
Sebbene sia universalmente classificato come narrativa per ragazzi, Saint-Exupéry ha costruito il testo affinché fungesse da specchio per gli adulti, ricordando loro l’importanza cruciale dell’amore, dell’immaginazione creativa e della semplicità. Guiraud afferma che la sua parte preferita è la toccante dedica in cui il prozio dedica il volume allo scrittore Léon Werth, chiamandolo il suo “miglior amico al mondo”. Aggiunge con una risata che il suo antenato si scusò addirittura con i piccoli lettori per aver dedicato la storia a un adulto. I fan amano “Il Piccolo Principe” proprio per questa sua profondità.
“Dopo anni trascorsi a volare contro le intemperie e a combattere in guerra, Antoine ha scritto storie che sembrano fiabe d’avventura, ma che in realtà non sono solo per bambini”, afferma Guiraud. “La sua eredità è quella di un uomo che ha vissuto appieno: prima bambino, poi esploratore, combattente e scrittore—colui che ha trasformato le avventure della sua vita nelle storie de “Il Piccolo Principe” che ispirano il mondo”.




