Cover Il talentuoso artista Lee Kan Kyo ritratto durante la sua mostra. (Foto: Yonn Lin)

Lee Kan Kyo, artista che vive da anni in Giappone, osserva con attenzione i dettagli quotidiani che sfuggono ai più. In un’era digitale che predilige la convenienza, Lee Kan Kyo coltiva una dedizione unica per oggetti dimenticati, trasformando volantini, carte fedeltà e custodie in plastica di vecchi CD in tracce tangibili di una vita vissuta. Mentre il mondo sposta la propria memoria nel cloud, l’artista sceglie pennarelli, colori e creta per riprodurre 250 copertine di CD e inserti, cercando, attraverso l’imperfezione del colore, di restituire peso e calore alla realtà fisica.

Ricordate il primo brano ascoltato in streaming? Probabilmente no. Ma Lee Kan Kyo ricorda perfettamente il suo primo CD: “Dangerous” di Michael Jackson, acquistato da studente presso il negozio Rose Records di Taipei.

Quando l’atto di ascoltare musica si riduce a un semplice clic su uno schermo, diventa comodo, ma anche fugace. Per Lee Kan Kyo, possedere un CD era un’esperienza completa: prelevare il denaro, scartare la custodia, inserirla nel lettore. Questo rituale, che le piattaforme di streaming non possono offrire, è l’essenza del suo progetto “The Last CD”. L’artista esplora la sua ossessione per gli oggetti, traducendo meticolosamente ogni dettaglio, trama e spessore dei supporti fisici sulla carta.

Poiché ogni opera richiede un enorme sforzo fisico e manuale, Lee Kan Kyo ritiene giusto che tale dedizione venga riconosciuta. Per questo motivo, firma audacemente le sue opere con il nome “LEE KAN KYO”. Per lui, apporre il proprio nome significa dichiarare con orgoglio la paternità e l’impegno dietro il lavoro, evitando inutili astrazioni a favore di un legame diretto tra l’autore e la sua creazione.

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Above L’artista Lee Kan Kyo, protagonista di questa intervista dedicata a Lee Kan Kyo. (Foto: Yonn Lin)

Il calore dei colori nell’arte di Lee Kan Kyo

Gli strumenti utilizzati da Lee Kan Kyo sono semplici e accessibili, come i comuni pastelli reperibili in qualsiasi cartoleria. Le linee tracciate con questi mezzi presentano una naturale “irregolarità”, un tocco umano impossibile da replicare con la stampa meccanica. Questo tratto imperfetto, che non ammette errori e non consente sovrapposizioni millimetriche, diviene un’arma contro l’omologazione digitale. Che si tratti di volantini o copertine di dischi, Lee Kan Kyo trasforma frammenti di vita quotidiana in opere d’arte intrise di autenticità.

Realizzare questo esperimento tattile richiede una resistenza fisica notevole. Il disegno manuale non è una semplice copia estetica, ma un processo in cui la memoria viene trasformata in segni grafici. “L’autenticità nasce dall’ossessione per i dettagli”, afferma l’artista, che collabora con il suo team per garantire la coerenza cromatica. In un mondo che corre veloce, Lee Kan Kyo sceglie un ritmo lento, trovando tra il fruscio della matita sulla carta un nuovo confine che lo connette al passato grazie al lavoro di Lee Kan Kyo.

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Above L’artista Lee Kan Kyo immerso nel suo processo creativo. (Foto: Yonn Lin)
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Above Dettaglio delle opere manuali realizzate da Lee Kan Kyo. (Foto: Yonn Lin)

Una macchina da stampa umana

La logica creativa di Lee Kan Kyo possiede una calma quasi meccanica. Pur non limitandosi a copiare l’aspetto degli oggetti, egli si definisce ironicamente una “fotocopiatrice umana”, lavorando nel suo studio con regolarità quotidiana. Questo lavoro ripetitivo, che ad altri potrebbe apparire monotono, rappresenta per lui una necessità esistenziale. Non cerca l’intuizione geniale estemporanea, ma una produzione quasi devozionale volta a contrastare l’eccessiva gratuità delle immagini generate dal digitale.

Nel momento in cui egli “ristampa” manualmente le copertine dei dischi digitalizzate su carta, non sta solo elaborando una composizione, ma sta rivendicando un possesso fisico della materia. Ogni tratto grafico di Lee Kan Kyo fissa le radici dell’artista in un mondo virtuale che altrimenti sfuggirebbe al controllo. È un processo di “produzione di massa” che diventa una maratona di creatività, restituendo all’autore il primordiale potere di dominio sul proprio operato.

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Above Lee Kan Kyo durante la preparazione delle sue opere originali. (Foto: Yonn Lin)

Un’avventura nata dal sacrificio

Durante l’adolescenza, Lee Kan Kyo risparmiava segretamente la retta delle ripetizioni scolastiche per acquistare CD riccamente decorati. Ogni disco era un atto di ribellione contro la monotonia della routine. La sensazione di possedere qualcosa di proibito conferiva a quegli oggetti un peso emotivo indelebile. Oggi, l’artista comprende che quei “bottini” giovanili hanno piantato i semi del suo percorso creativo attuale, dando il via a un dialogo profondo con gli oggetti che Lee Kan Kyo porta avanti da allora.

“Quando i CD erano allineati ordinatamente, ho realizzato il loro significato profondo”, ricorda Lee Kan Kyo. Con la progressiva scomparsa dei negozi di dischi, l’artista ha compreso che l’esistenza umana non può poggiare solo sui dati cloud, ma necessita di realtà tangibili da toccare e sfogliare. Questa esposizione trasforma oggetti ormai considerati “fuori moda” in un paesaggio di risonanza collettiva ed emozione individuale.

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Above Un momento dell’esposizione dedicata ai lavori di Lee Kan Kyo. (Foto: Yonn Lin)

Ritorno alle origini

Tornare a Gongguan per questa mostra rappresenta per Lee Kan Kyo un ritorno alle origini. In questo quartiere, un tempo centro del suo interesse per la musica, egli celebra ora il recupero della materialità. Disegnando 250 copertine di album, Lee Kan Kyo ha edificato una “stazione di rifornimento della memoria”, consentendo a quel ragazzo che scambiava la retta scolastica per la musica di riappropriarsi di una passata brama di oggetti.

Alla fine dell’intervista, Lee Kan Kyo lancia un invito affascinante: invita i lettori a dimenticare le parole spese e a visitare la mostra di persona. Per Lee Kan Kyo, l’esperienza sensoriale diretta e l’impatto fisico con le opere valgono molto più di qualsiasi spiegazione scritta, permettendo una connessione autentica con il pubblico che apprezza l’arte di Lee Kan Kyo.

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