Maurizio Azzimonti, worldwide window designer director di Moncler, ha lasciato Milano per un casale italiano del XVIII secolo sul Lago d'Iseo, trasformandolo con oggetti d'antiquariato del XIX secolo e un'estetica country ispirata a Ralph Lauren
Tre anni fa, Maurizio Azzimonti ha lasciato Milano per trasferirsi in un suggestivo casale italiano della fine del XVIII secolo a Riva di Solto, in Italia, adagiato tra il Lago d'Iseo e la pittoresca campagna circostante. I suoi due cani cominciavano a soffrire la vita in appartamento, e la pandemia ha cristallizzato un desiderio fino a quel momento solo abbozzato: la ricerca di ampi spazi, di quiete e di un legame autentico con il paesaggio. La residenza principale e la dependance, che si estendono su una superficie di oltre 600 metri quadrati, ospitano oggi ben cinque cani: due alani, un bulldog francese, un bracco italiano e un maltese toy.
Da non perdere: Home tour: all'interno di ‘Terrarium House’, un ecosistema vivente a Bangkok dove natura, luce e architettura prosperano in armonia

Above Maurizio Azzimonti, worldwide window designer director di Moncler, in compagnia di due dei suoi amati cani
Un'atmosfera più calda e accogliente

Above Il suggestivo divano P20B Toro disegnato da Luigi Caccia Dominioni per Azucena si staglia di fronte a un dipinto ottagonale del XVIII secolo raffigurante una figura femminile, opera di Francesco Conti, affiancato da un mobile da ufficio degli anni '40, dal dipinto “La cacciata di Adamo ed Eva” (1936) di Augusto Colombo e dalla lampada Pipistrello di Gae Aulenti per Martinelli Luce

Above La poltrona P20B Toro con poggiapiedi di Luigi Caccia Dominioni per Azucena domina l'area salotto, impreziosita da un camino degli anni '60 progettato da Mario Vender

Above Un elegante tempietto neoclassico in legno dipinto, risalente al 1810 circa, fa bella mostra di sé sul pianoforte
Azzimonti, che ha trascorso 15 anni come visual manager per Ralph Lauren prima di approdare in Moncler nel 2004, ha affrontato il restauro di questo casale italiano con una visione ben precisa: preservare l'autenticità architettonica della struttura, dando vita a interni che richiamassero l'estetica country della sua precedente esperienza lavorativa e i tradizionali capanni da caccia del Nord Italia.
“Avevo davanti a me due alternative”, spiega Azzimonti. “La prima consisteva nell'adottare uno stile minimalista e ipermoderno, che avrebbe creato un netto contrasto con gli esterni. La seconda, che poi ho scelto di perseguire, mirava a plasmare un ambiente più caldo e accogliente, che rispecchiasse fedelmente la mia personalità.”
La proprietà offre affacci contrastanti e suggestivi. La facciata principale domina il lago, mentre la parte posteriore si apre sulla campagna e sulle montagne. Azzimonti ha fatto installare una piscina nei pressi di un antico gazebo, prediligendo materiali naturali e scegliendo una tonalità per il fondale che si fondesse visivamente con le acque del lago. Nella tenuta si ergono ancora orgogliose due serre dei primi del Novecento, in origine utilizzate come limonaie.
Da non perdere: Musei monumentali: 7 istituzioni di recente e prossima apertura che stanno ridefinendo l'architettura culturale

Above Un mobile da ufficio dei primi del Novecento e una libreria angolare in noce del 1830 circa, impreziosita da un servizio di piatti firmato Ralph Lauren
Azzimonti ha curato personalmente la ristrutturazione dell'intero casale italiano senza l'ausilio di un architetto, affidandosi a geometri esclusivamente per la messa in opera degli impianti idraulici ed elettrici. “Per una persona creativa, progettare e arredare la propria casa rappresenta una delle esperienze più appaganti e intimamente personali che si possano vivere”, afferma con orgoglio.
Leggi anche: L'architetto indonesiano Andra Matin e l'arte di prestare attenzione ai dettagli
L'arte dell'arredamento

Above La poltrona Senior di Marco Zanuso per Arflex affianca un camino neoclassico in noce di fine Ottocento, un tavolino Maison Bagues degli anni '50, una scrivania in noce dell'Ottocento e una raffinata scultura in legno intagliato del Settecento raffigurante un fauno
Il processo di selezione degli arredi ha privilegiato mobili di antiquariato risalenti a tutto l'arco del XIX secolo. La maggior parte dei pezzi, inclusi il camino e le sculture, proviene da FineArt by Di Mano in Mano, un rinomato antiquario milanese in attività da oltre vent'anni, divenuto oggi un punto di riferimento imprescindibile per collezionisti e interior designer. L'azienda, che ha lanciato la sua divisione FineArt nel 2021, è specializzata in oggetti d'epoca e di modernariato, corredati da una meticolosa documentazione storica. Ulteriori complementi d'arredo sono stati minuziosamente scovati nei mercatini delle pulci e in prestigiose vendite private.
Diversi arredi sono stati inoltre sottoposti a un trattamento dal gusto squisitamente contemporaneo: la finitura lucida, tipica dei mobili antichi, è stata sapientemente rimossa a favore di resine scure, conferendo un'allure spiccatamente urbana alle forme tradizionali. Il risultato finale instaura un dialogo affascinante tra epoche diverse, rifuggendo da un rigore storico eccessivamente didascalico.
Vedi anche: Home tour: un suggestivo appartamento a Kuala Lumpur ispirato a In the Mood for Love di Wong Kar-wai

Above Queste mensole ospitano un'elegante collezione di valigie e un raffinato beauty case firmati Louis Vuitton

Above La maestosa sala da bagno è impreziosita da uno specchio dalla cornice finemente decorata e dalla scultorea lampada Shogun di Mario Botta per Artemide
Le pareti in pietra e una palette cromatica declinata nei toni del grigio stabiliscono una fluida continuità tra gli spazi esterni e gli interni. Si tratta di una coerenza ricercata, concepita per favorire un passaggio armonioso tra il dentro e il fuori. Tale approccio riflette la lunga esperienza di Azzimonti nel campo del visual merchandising, dove la coesione spaziale e la sapiente interazione tra i materiali costituiscono il fondamento di un design d'eccellenza.
Nulla in questa dimora è destinato a rimanere immobile a lungo. “Amo spostare gli oggetti e reinventare le disposizioni, trasformando gli spazi assecondando l'ispirazione del momento”, confida Azzimonti. I mobili migrano da una stanza all'altra, i complementi d'arredo trovano nuove collocazioni e gli allestimenti mutano con il trascorrere delle stagioni.
Da non perdere: All'interno del Soori Penang: il boutique hotel più esclusivo di George Town, celato nel complesso del Khoo Kongsi
Un lusso impalpabile

Above Una vista panoramica della camera padronale, che vanta suggestive travi in legno a vista sul soffitto

Above L'intima zona studio della camera da letto ospita la celebre sedia Monk, disegnata da Afra e Tobia Scarpa per Molteni

Above Una magnifica piantana Stilnovo anni '60 fa capolino accanto a una poltrona in pied-de-poule della stessa epoca, nell'accogliente angolo camino della camera padronale
Durante i soggiorni nella sua dimora di campagna, la routine di Azzimonti ha inizio alle 6:30 del mattino con una passeggiata di un'ora e mezza tra i rigogliosi boschi che incorniciano il lago, seguita da una colazione ristoratrice e dalla cura del giardino. L'attività fisica all'aria aperta bilancia perfettamente i suoi impegni professionali da remoto per Moncler e per Poldo Dog Couture, un sofisticato brand di accessori di lusso per cani da lui co-fondato otto anni fa. La sua agenda lavorativa gli garantisce una notevole flessibilità: si reca a Milano circa quattro volte a settimana, gestendo il resto del lavoro comodamente in modalità smart working.
Le aurore mattutine, scandite dal canto degli uccelli, e le giornate di lavoro impreziosite dalla vista sul lago sono divenute ormai una consuetudine imprescindibile. Il passaggio dalla frenesia urbana alla quiete agreste ha naturalmente richiesto un periodo di adattamento. “Non è stato un passo semplice, ma si è rivelata indubbiamente una delle decisioni più coraggiose e appaganti che io abbia mai preso”, riflette.
Leggi anche: Hoshinoya Karuizawa: vent'anni di design biofilico magistralmente messo in pratica
Nel corso della sua vita ha abitato in svariate dimore, eppure nessuna gli era mai parsa quella giusta. “Questa è l'unica casa che sento autenticamente mia. La considero quasi un'estensione del mio stesso essere.”
Milano sembra ormai una realtà lontana, sebbene la metropoli rimanga agevolmente accessibile per assolvere agli incarichi professionali. Le spesse mura e la generosa metratura della residenza offrono il rifugio ideale per il lavoro creativo in solitaria, garantendo al contempo lo spazio necessario alla vivace compagnia dei cinque cani. Il parco circostante regala un territorio sconfinato per le lunghe passeggiate quotidiane e i rigogliosi progetti di giardinaggio.
“Ogni mattina mi desto di fronte ad albe di una bellezza struggente”, conclude Azzimonti. “È come vivere all'interno di un sogno, e ogni singolo giorno mi sento profondamente grato per questo inestimabile dono.”
ORA IN TENDENZA
Home tour: un magnifico cottage a Muskoka, in Ontario, progettato per attraversare le generazioni
L'arte del riuso adattivo: 8 straordinari hotel asiatici con un affascinante passato da raccontare
Credits
Photography: Filippo Bamberghi
Topics








