Il “Prix Versailles” ha annunciato la shortlist 2026 degli empori più belli del mondo, che comprende sette flagship store in quattro paesi, dalla scultorea “House of Dior” di Pechino al tempio di Cartier nel Design District di Miami.
Il 29 giugno 2026, il “Prix Versailles” ha pubblicato la lista degli Empori Più Belli del Mondo, selezionando sette flagship store tra Cina, Francia, Giappone e Stati Uniti. La selezione include progetti che si inseriscono all’interno o accanto a strutture storiche anziché sostituirle, come lo studio di RH a Parigi e il flagship di Issey Miyake a New York. Tre dei sette spazi sono stati firmati da architetti celebri più per opere civiche o culturali che per il retail: Foster + Partners per RH, Christian de Portzamparc per Dior e Diller Scofidio + Renfro per Cartier. Il Segretario Generale Jérôme Gouadain definisce questa categoria come un ambito in cui i punti vendita hanno guidato l’innovazione architettonica, e la lista di quest’anno del “Prix Versailles” lo conferma pienamente.
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House of Dior, Pechino, Cina firmata da Christian de Portzamparc

Above Di notte, i sette gusci dell’edificio appaiono come un unico gesto architettonico, illuminati dall’interno per rivelare la loro struttura stratificata (Foto: Kristen Pelou)

Above La facciata con gusci a forma di petalo del negozio Dior a Sanlitun, Pechino, rivela la qualità scultorea del design di Christian de Portzamparc (Foto: Kristen Pelou)
Il terzo negozio progettato da Christian de Portzamparc per la Maison, dopo le sedi di Seul e Ginevra, sorge nel distretto di Sanlitun a Pechino. La facciata è composta da gusci a forma di petalo, una forma ispirata al movimento della “toile” di cotone con cui Christian Dior tagliava i suoi abiti; i pannelli hanno una funzione strutturale, sostenendo il tetto al posto delle colonne. Le piastrelle in vetro dorato lavorate a mano che rivestono l’edificio rendono omaggio al profondo legame della Maison con la Cina.
All’interno, una scala a chiocciola collega cinque piani, ognuno dedicato a una diversa categoria, dalla pelletteria ai gioielli, dai profumi all’abbigliamento. Gli interni incorporano opere di Wang Xiyao, Hong Hao, Franck Evennou e Gio Ponti, proseguendo la consuetudine di Christian Dior di collaborare con gli artisti del suo tempo.
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RH Champs-Élysées, Parigi, Francia firmato da Foster + Partners
Dietro gli storici portoni al 23 di Avenue des Champs-Élysées, il brand californiano di arredamento ha inaugurato una galleria e studio di progettazione d’interni in collaborazione con Foster + Partners. Una cariatide in bronzo accoglie i visitatori nell’atrio, da cui scale e un ascensore a scomparsa conducono a una galleria d’arte, un ristorante con pareti vetrate e una terrazza panoramica con vista sulla Tour Eiffel, il Grand Palais e il Louvre.
L’edificio ospita una biblioteca di volumi rari, tra cui un’edizione del 1521 del De Architectura di Vitruvio. Lo studio di design occupa una struttura indipendente in vetro e acciaio, dotata di una propria facciata scultorea. Le Jardin RH, il ristorante sulla terrazza al secondo piano, è dominato da un bancone rivestito in onice bianco.
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Saint Laurent Montaigne, Parigi, Francia firmato da Anthony Vaccarello

Above Pannelli in gesso testurizzato incorniciano una nicchia retroilluminata sopra una panca in pelle, con una finitura grezza applicata a mano (Foto: Adagp)

Above La facciata di Montaigne conserva i balconi originali in pietra e ferro battuto, con l’insegna Saint Laurent posizionata discretamente accanto all’ingresso (Foto: Adagp)
In Avenue Montaigne, lo store di Saint Laurent si articola su tre livelli sotto la direzione artistica di Anthony Vaccarello, alternando aree espositive aperte a stanze più intime e simili a gallerie d’arte. Gli elementi architettonici originali sono stati preservati e integrati nel nuovo design, accostati a materiali più grezzi e contemporanei.
Arredi e pezzi di design da collezione sono parte integrante del progetto: una coppia di poltrone di Süe et Mare, un daybed di Paul Poiret per l’Atelier Martine e un’opera inedita di Mark Bradford proveniente dalla Pinault Collection. La reputazione di Yves Saint Laurent come collezionista permea le scelte curate al numero 37.
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Tiffany & Co. Ginza, Tokyo, Giappone firmato da Jun Aoki e Peter Marino Architect

Above Vista dall’alto, i pannelli in vetro dello store di Ginza creano una forma blu affusolata che svetta sul paesaggio urbano circostante

Above La facciata in vetro ondulato, progettata da Jun Aoki, alterna trasparenze e il classico blu Tiffany sulla sua superficie
Con i suoi 66 metri, il negozio Tiffany a Ginza è una delle torri più iconiche del quartiere. La sua facciata in vetro ondulato dalle tonalità blu è stata progettata da Jun Aoki, con vetrine curate da Kimiko Fujimura. Gli interni, opera di Peter Marino Architect in collaborazione con il team di Tiffany, richiamano il linguaggio stilistico del flagship di Fifth Avenue a New York.
Un lucernario firmato Hugh Dutton cattura e rifrange la luce, un dettaglio che evoca la brillantezza dei gioielli. Nelle scale, schermi digitali proiettano la vegetazione del Ninomaru Garden, portando il paesaggio naturale di Tokyo all’interno dello spazio.
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Cartier, Miami, Stati Uniti firmato da Diller Scofidio + Renfro

Above Dettaglio dell’esterno in vetro inciso: il motivo è ispirato a una spilla del 1909, con pannelli bombati che riflettono la luce solare

Above Un’area lounge privata è arredata con divani curvi nei toni dell’oliva, abbinati a tende trasparenti decorate e un lampadario in ambra scolpita
Nel Design District di Miami, lo store ampliato di Cartier presenta un esterno disegnato da Elizabeth Diller di Diller Scofidio + Renfro. La facciata avvolgente in vetro bombato è incisa con un motivo ispirato a una spilla del 1909, che permette di scorgere l’interno pur mantenendo una certa riservatezza.
All’interno, su due livelli ampiamente aperti, l’arredatrice Laura Gonzalez ha progettato uno spazio che celebra il paesaggio naturale di Miami, utilizzando toni delicati di rosa e blu, forme organiche e dettagli vegetali. Una scala in marmo verde camelia svetta contro un murale che ritrae coralli, palme e lo skyline locale. Il percorso attraverso il negozio conduce da lounge intime fino a una terrazza sul tetto.
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House of Dior — Beverly Hills, Stati Uniti, firmato da Peter Marino Architect e Peter Wirtz

Above La facciata su Rodeo Drive combina pietra bianca curva e ampie aperture vetrate, incorniciate da alte palme lungo la strada (Foto: Jonathan Taylor)
Il negozio Dior di Beverly Hills su Rodeo Drive rinnova una collaborazione con la location iniziata nel 1990. Il nuovo edificio, disegnato da Peter Marino Architect con l’architetto paesaggista Peter Wirtz, è costruito attorno al tema vegetale che ha sempre caratterizzato l’opera di Christian Dior.

Above La scala centrale dello store, in vetro e pietra chiara, collega i vari livelli sotto un’installazione luminosa a forma di rosa incassata nel soffitto (Foto: Jonathan Taylor)

Above Al crepuscolo, la tettoia angolare della terrazza si estende su uno spazio esterno pavimentato, illuminato da faretti incassati (Foto: Jonathan Taylor)
Una facciata ondulata in pietra calcarea e stucco, modellata per suggerire il drappeggio di un tessuto, introduce a un giardino centrale accanto a una scala scultorea. Il giardino porta luce e profondità all’edificio, creando una transizione naturale tra la frenesia della strada e l’eleganza dell’interno. Le collezioni sono esposte accanto ad opere d’arte, mentre l’ultimo piano ospita due salotti e una terrazza con vista sulla città.
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Issey Miyake — New York, Stati Uniti firmato da Solid Objectives Idenburg Liu

Above Una targa in bronzo identifica l’edificio come ex sede della New York Life Insurance Company accanto all’ingresso (Foto: Naho Kubota)

Above I capi d’abbigliamento ripiegati sono esposti su un carrello a due livelli in vetro e acciaio posizionato vicino a una colonna strutturale rivettata (Foto: Naho Kubota)
Il nuovo flagship di Issey Miyake occupa il piano terra del New York Life Building, progettato da Cass Gilbert nel 1928. Lo studio di architettura Solid Objectives Idenburg Liu ha messo in risalto elementi della struttura originale, contrapponendoli a nuove superfici in alluminio e acciaio inox, armonizzando materiali industriali e contemporanei. Le finestre su tre lati catturano la luce naturale e collegano lo spazio interno alle strade circostanti.
Al centro, una scala in vetro strutturale funge da perno. Sul retro, uno spazio galleria chiamato MADO (parola giapponese per “finestra”) ospiterà mostre a rotazione legate al programma culturale del brand e al suo impegno per la circolarità dei materiali.
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