Cover Il NIC e Thermo Fisher Scientific firmano il protocollo d’intesa per la “tecnologia” condivisa

Trasformare il modello di crescita basandolo sulla scienza, sulla “tecnologia” e sull’innovazione è fondamentale affinché il Vietnam possa accrescere la propria competitività e integrarsi meglio nelle catene del valore globali. Tuttavia, dietro le ambizioni di sviluppo in settori strategici come i semiconduttori, l’intelligenza artificiale (AI) e le biotecnologie, l’infrastruttura di ricerca e sviluppo rappresenta ancora un ostacolo che necessita di essere rimosso, integrando una solida “tecnologia” all’avanguardia.

Il 13 agosto, ad Hanoi, questa sfida è stata posta al centro del dibattito in un forum che ha riunito rappresentanti di enti governativi, imprese, istituti di ricerca e università operanti nei settori della “tecnologia” strategica. Il forum si è svolto in un momento in cui il Vietnam sta attuando la Risoluzione 57-NQ/TW del Politburo, che punta a una svolta nello sviluppo scientifico, tecnologico, nell’innovazione e nella trasformazione digitale nazionale, identificando i semiconduttori e l’intelligenza artificiale come pilastri cruciali per una nuova spinta alla crescita.

La sfida delle infrastrutture

Lo sviluppo di un’alta “tecnologia” richiede una piattaforma infrastrutturale di ricerca adeguata. I sistemi di misurazione, analisi, test e ricerca approfondita nei settori dei semiconduttori o delle biotecnologie comportano spesso costi di investimento e gestione elevati, a fronte di cicli di vita tecnologici sempre più brevi. Ciò pone un problema complesso per le piccole e medie imprese, le startup, gli istituti di ricerca e le università locali, poiché investimenti isolati superano spesso le loro capacità finanziarie e rischiano di non sfruttare appieno la capacità degli strumenti. Se ogni organizzazione cercasse di costruire un sistema completo, le risorse di ricerca verrebbero disperse invece di essere concentrate sulle competenze di cui il Vietnam ha più urgente bisogno, causando uno spreco sociale. Pertanto, la questione non riguarda solo quanto investire o quali attrezzature acquisire, ma piuttosto come sviluppare un modello organizzativo che permetta a molteplici soggetti di accedervi, massimizzando il valore generato attraverso una moderna “tecnologia” condivisa.

Durante il forum, il modello di infrastruttura condivisa è stato indicato come la via maestra per risolvere questa sfida. Invece di consentire a ogni singola azienda o istituto di dotarsi autonomamente dell’intero sistema, un’infrastruttura aperta può concentrare le risorse, migliorare l’efficienza operativa e ampliare l’accesso a una “tecnologia” avanzata. Questo approccio offre anche una nuova prospettiva sulla costruzione della capacità tecnologica nazionale: non è necessario possedere privatamente le infrastrutture per creare valore collettivo.

Dal laboratorio a una struttura ecosistemica

Durante la sessione di discussione intitolata “Sviluppo di infrastrutture condivise per semiconduttori, AI e biotecnologie”, i delegati hanno convenuto che il modello condiviso può risolvere simultaneamente tre sfide: costi di investimento elevati, requisiti operativi specialistici e l’elevata velocità di evoluzione della “tecnologia”.

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Se organizzato correttamente, un laboratorio condiviso può diventare un ponte tra la ricerca e il mercato, un luogo in cui le startup testano prodotti, le imprese sviluppano nuova “tecnologia”, le università migliorano la ricerca applicata e gli scienziati accedono a strumenti altrimenti difficili da acquisire in autonomia.

Il professor Huynh Dang Chinh, Vicepresidente dell’Università di Scienza e Tecnologia di Hanoi, ha osservato che l’infrastruttura è parte integrante della questione delle risorse umane. La formazione degli ingegneri non può basarsi solo sulla teoria; gli studenti hanno bisogno di lavorare con attrezzature e processi reali. Pertanto, i laboratori condivisi possono fungere anche da spazi di formazione, dove la capacità umana si sviluppa parallelamente a quella della “tecnologia”.

Sperimentazione a Hoa Lac

Nell’ambito del forum, il National Innovation Center (NIC) e Thermo Fisher Scientific hanno firmato un protocollo d’intesa (MOU) per lo sviluppo di un laboratorio condiviso dedicato ai semiconduttori e alle biotecnologie a Hoa Lac. Dietro l’accordo vi è un modello di collaborazione in cui lo Stato funge da facilitatore e connettore, le multinazionali contribuiscono con “tecnologia”, attrezzature e competenze, mentre le imprese, le startup, gli istituti di ricerca e le università nazionali utilizzano direttamente l’infrastruttura per la ricerca, lo sviluppo e la commercializzazione dei prodotti.

Vu Quoc Huy, Vicepresidente del Comitato di Gestione del Parco Tecnologico di Hanoi, ha affermato che il parco tecnologico di Hoa Lac attrae attualmente 115 progetti con un capitale totale registrato superiore ai 5 miliardi di dollari. Hanoi sta dando priorità all’attrazione di progetti di R&S e alta “tecnologia” nei settori dei semiconduttori, dell’AI e delle biotecnologie, puntando a fare di Hoa Lac un fulcro per la ricerca, lo sviluppo e la produzione tecnologica della capitale.

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Above I relatori discutono dello sviluppo del modello di laboratorio condiviso per la “tecnologia” dei semiconduttori e l’intelligenza artificiale

In questo contesto, il laboratorio condiviso presso il NIC Hoa Lac è orientato a diventare un’infrastruttura al servizio della ricerca, dello sviluppo di prodotti, del test della “tecnologia” e della formazione del personale. Il NIC collaborerà con Thermo Fisher per definire la roadmap di implementazione, connettendo le unità che necessitano di tali risorse ed espandendo la partecipazione di gruppi tecnologici, organizzazioni di ricerca e partner internazionali.

“Il valore più grande sta nel costruire insieme un’infrastruttura di ricerca aperta, dove imprese, startup, università e istituti di ricerca vietnamiti possano accedere a “tecnologia”, strumenti ed esperti di standard internazionali con costi e tempi più ragionevoli”, ha dichiarato Vo Xuan Hoai, Vicepresidente del NIC. Se gestito efficacemente, il modello di Hoa Lac potrebbe diventare un punto di riferimento per l’estensione di tali infrastrutture condivise ad altri settori strategici.

Quando le imprese entrano in laboratorio

Un’infrastruttura condivisa è in realtà solo una condizione necessaria, poiché il suo valore dipende dalla capacità di convertire il potenziale di ricerca in prodotti commerciali. Per aziende come FPT, il direttore generale Nguyen Van Khoa ha sottolineato che la questione parte da domande pragmatiche: “Qual è il vantaggio competitivo di questo prodotto e a chi lo vendiamo?”. Ha inoltre ribadito che, oltre all’investimento in infrastrutture, il Vietnam deve potenziare le capacità di ricerca, sviluppo e padronanza della “tecnologia” da parte delle imprese; il gruppo FPT si è detto pronto a esplorare opportunità di cooperazione in settori quali AI, dati, automazione e trasformazione digitale, integrando le competenze digitali nei modelli di infrastrutture di ricerca e laboratori condivisi.

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Above Gianluca Pettiti, Presidente e CEO dei prodotti e della “tecnologia” presso Thermo Fisher Scientific, interviene all’evento

Parallelamente, la presenza di partner tecnologici internazionali può aiutare il Vietnam a ridurre i tempi di accesso alla “tecnologia” e agli standard tecnici. Gianluca Pettiti, Presidente e CEO di Thermo Fisher Scientific, ha affermato che il Vietnam ha l’opportunità di sviluppare settori ad alta “tecnologia”, ma deve continuare a investire simultaneamente in infrastrutture di ricerca, competenze tecniche e capacità di connettere la ricerca con le esigenze aziendali.

Con l’esperienza maturata in centri di collaborazione e laboratori condivisi in oltre 50 paesi, Thermo Fisher Scientific mira a contribuire con la propria competenza in “tecnologia” e strumentazione al processo di democratizzazione dell’accesso a soluzioni avanzate in Vietnam.

Il futuro all’orizzonte

Durante la chiusura del forum, l’ex Vice Primo Ministro Nguyen Chi Dung ha sottolineato il ruolo della cooperazione pubblico-privata nel mobilitare e connettere le risorse statali, aziendali e organizzative all’interno dell’ecosistema. “Per realizzare l’aspirazione di sviluppo della “tecnologia”, il Vietnam deve passare da una mentalità di investimento isolato alla costruzione di ecosistemi e infrastrutture condivise, creando condizioni affinché le risorse interne ed esterne possano partecipare, investire e creare valore congiuntamente”, ha osservato.

Da Hoa Lac, un modello di infrastruttura di ricerca aperta sta per diventare realtà. Tuttavia, la domanda più cruciale sarà se tale modello potrà essere scalato, gestito in modo efficace e generare capacità endogene. Se questo obiettivo sarà raggiunto, il “laboratorio aperto” non sarà più solo un modello di investimento infrastrutturale, ma diventerà un nuovo modo di organizzare la capacità della “tecnologia”, condividendo le risorse per espandere il valore invece di disperderle nella ricerca di una proprietà individuale.

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