Oliver Jay di OpenAI e Bidyut Dumra di DBS hanno condiviso lezioni fondamentali sull’adozione dell’AI, sul calcolo del ROI, sulla sicurezza e su come conquistare il personale scettico durante un Tatler House Dialogue tenutosi in collaborazione con DBS Corporate & Institutional Banking.
Cosa serve realmente per far funzionare l’intelligenza artificiale (AI) in un’azienda che per decenni ha operato secondo schemi consolidati? Questa è stata la questione centrale affrontata al Tatler House la sera del 22 settembre, quando i proprietari di aziende di nuova generazione e i leader di imprese familiari si sono riuniti per una conversazione che ha saputo andare oltre il solito clamore mediatico sull’AI.
Il Tatler House Dialogue, presentato in collaborazione con DBS Corporate and Institutional Banking, ha riunito Oliver Jay, managing director internazionale di OpenAI, e Bidyut Dumra, group head of Innovation & Future of Work di DBS, con la moderazione di Chong Seow Wei di Tatler. I saluti di benvenuto sono stati portati da Chen Ze Ling, group head of Corporate and SME Banking di DBS, che ha accolto la nuova generazione di imprenditori pronti ad apportare una visione innovativa alle aziende costruite dalle loro famiglie.
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Above Chen Ze Ling, group head of Corporate and SME Banking di DBS (Foto: Adrian Lee)
Riprogettare, non aggiungere semplici integrazioni sull’AI
Per Bidyut, la sfida più ardua non risiede nella tecnologia, ma nell’istinto di non modificare i processi consolidati. Ha spiegato ai presenti come la trasformazione di DBS sia passata dai primi esperimenti con l’AI nel 2014 a una strategia concreta di “industrializzazione dell’AI” a partire dal 2018. La banca ha raggruppato i propri esperti di dati in un’unica unità aziendale per trattenere i talenti, ha formato i managing director nel formulare le domande giuste su nuovi casi d’uso e ha legato il 20 per cento delle scorecard di performance alla trasformazione, non solo al fatturato. Il suo consiglio: “Agite con determinazione fin da subito, non aspettate oltre” per integrare l’AI.
Above Bidyut Dumra, group head of Innovation & Future of Work di DBS e Oliver Jay, managing director internazionale di OpenAI (Foto: Adrian Lee)
La misurazione è fondamentale per l’AI
La banca ha inoltre creato un framework di “valore economico dell’AI”, analizzando ogni nuovo caso d’uso come gruppo di test rispetto a un gruppo di controllo per monitorare il reale guadagno in termini di costi, ricavi o produttività, una disciplina trasparente nel rapporto annuale di DBS dal 2022. Un esempio concreto è stato l’utilizzo di un modello di AI in grado di identificare in India i clienti che utilizzavano carte di credito ad alto tasso d’interesse, proponendo loro piani di rateizzazione più vantaggiosi: una strategia che ha raddoppiato il business.
Tuttavia, ha avvertito, le metriche sono un’arma a doppio taglio: è necessario avere massima chiarezza sui comportamenti premiati e assicurarsi che vengano misurati correttamente nell’ambito dell’AI.
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Partire dai risultati, non dallo strumento di AI
Il consiglio di Jay per i leader privi di un team dedicato all’AI riflette un tema ricorrente: partire dagli obiettivi aziendali, non dalla tecnologia.
Le aziende che accumulano sporadici guadagni di produttività fanno fatica a dimostrare un reale ritorno sull’investimento (ROI) dell’AI. Le imprese che fissano un obiettivo concreto, come la riduzione di due mesi in un ciclo produttivo, arrivano molto più facilmente all’investimento in AI corretto.
Ha citato gli hawker centre di Singapore come prova di quanto questa tecnologia sia ormai accessibile, descrivendo venditori che monitorano i costi degli ingredienti e analizzano le preferenze dei clienti con una sofisticatezza superiore a molte grandi imprese nel settore dell’AI.
La sicurezza dell’AI è il vero collo di bottiglia
Se quattro anni fa il tema centrale era la capacità, oggi la sicurezza è ciò che distingue le aziende che scalano con l’AI da quelle che subiscono danni.
OpenAI esegue estesi test di “red teaming” per mettere alla prova i propri modelli e creare salvaguardie prima del rilascio: una protezione che svanisce quando un’azienda scarica un modello open-source privo di tutele per inseguire prestazioni legate all’AI.
Il suo consiglio: valutate la scelta del partner di AI con la stessa serietà di qualsiasi altro fornitore e ponete domande difficili sui test di sicurezza alla base della piattaforma che intendete adottare nell’AI.
L’illustrazione più vivida della serata è arrivata dopo il panel, quando l’ingegnere di OpenAI Tyler Ryu ha creato in tempo reale una presentazione aziendale utilizzando ChatGPT Work, reperendo costi, redigendo un foglio di calcolo e creando un pitch per investitori relativo a una startup fittizia, grazie all’AI.
A chiusura della serata, Soh Wee Li, head of Corporate Banking di DBS Singapore, ha esortato i presenti a considerare l’adozione dell’AI come un’urgenza piuttosto che come un’opzione, indirizzando gli ospiti verso il programma Spark GenAI di DBS per una guida personalizzata all’AI.
Above Soh Wee Li, head of Corporate Banking di DBS Singapore (Foto: Adrian Lee)
Gli ospiti si sono poi trasferiti a una sessione di networking con la gastronomia di Tim’s Fine Catering, una degustazione di sake di Dassai e una postazione di personalizzazione in pelle di Bynd Artisan, dove hanno potuto personalizzare i propri gadget.
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