Non serve attendere l’età adulta per mostrare benevolenza verso la società: la decenne Tsai Ho-yen ha reclutato sostenitori d’eccezione con una lettera autografa, dando ufficialmente vita al “progetto benefico LITTLE EARTH”.
Il “progetto benefico LITTLE EARTH”, ideato dalla piccola Tsai Ho-yen di 10 anni, è stato ufficialmente inaugurato l’8 settembre 2026 a Nangang, Taipei. Partendo dal riordino degli oggetti inutilizzati in casa, passando per le generose donazioni di figure note, fino al riciclo creativo e ai mercatini dell’usato, questo “progetto benefico” si prefigge di rivitalizzare persino una vecchia casa in attesa di ristrutturazione urbana. Attraverso l’upcycling, “LITTLE EARTH” mira a donare nuova vita a oggetti, spazi e persino alle intuizioni appena nate dei più giovani, offrendo loro l’opportunità di essere condivise.
Tutto ha avuto inizio con una lettera. Recentemente, Jam Hsiao e Summer Lin hanno ricevuto una missiva scritta a mano da Tsai Ho-yen; dietro la calligrafia infantile si celava una promessa di solidarietà che lega la bambina alla sua famiglia. Prima della sua nascita, i genitori avevano vissuto una lunga attesa, giurando di dedicarsi a un “progetto benefico” e di restituire qualcosa alla società una volta diventati genitori. Oggi, a 10 anni, Tsai ha deciso di trasformare in azione l’intento di “trasmettere l’amore ricevuto condividendolo con gli altri”. Non ha atteso di crescere; ha scritto personalmente e visitato diverse realtà per far comprendere il valore del suo “progetto benefico”.
Nel corso del tempo, molti altri bambini si sono uniti a lei, contribuendo con la creazione di siti web, il design del logo o donando giocattoli e libri.
Dal riciclo all’upcycling: trasformare una vecchia casa con un “progetto benefico” davvero toccante

Above La sede del “progetto benefico LITTLE EARTH” situata a Nangang Road (Foto: Sede LITTLE EARTH)

Above Il dettaglio delle pareti originali preservate tra le due vecchie case della sede (Foto: Sede LITTLE EARTH)
Situata a Nangang, la base del “progetto benefico LITTLE EARTH” è sorta in una vecchia struttura in mattoni in attesa di riqualificazione. Il team non ha lasciato che lo spazio rimanesse inutilizzato, preferendo ristrutturarlo e pianificarlo per dare nuova vita all’edificio, estendendo così il concetto di “upcycling” dall’oggetto al territorio. Le fondatrici, madre e figlia, hanno lavorato personalmente per far rivivere questa casa, rendendola un punto di aggregazione per la benevolenza. Questo “progetto benefico” ha dimostrato che riqualificare uno spazio è tanto potente quanto ridare vita a un oggetto.
Non sostituirsi ai figli, ma illuminare il loro cammino

Above Le fondatrici del “progetto benefico LITTLE EARTH”, Cheng Yuan-ling e Tsai Ho-yen (Foto: Sede LITTLE EARTH)

Above Le fondatrici spiegano i dettagli del “progetto benefico” a Jam Hsiao (Foto: Sede LITTLE EARTH)
Il “progetto benefico LITTLE EARTH” coinvolge principalmente giovani dai 10 ai 17 anni, che si occupano di amministrazione, pianificazione e networking, mentre gli adulti offrono esperienza e supporto. Lin Hong-jun ha creato il sito web, mentre altri ragazzi gestiscono le attività. Hanno scoperto che la responsabilità sociale non è solo una teoria scolastica, ma un’azione concreta. Jam Hsiao ha sposato questo “progetto benefico” proprio perché non sostituisce i ragazzi, ma li accompagna: il ruolo degli adulti non è camminare al posto loro, ma illuminare la strada.
La lettera autografa che ha unito ogni “progetto benefico”

Above I bambini donano i loro oggetti personali per le vendite del “progetto benefico” (Foto: Sede LITTLE EARTH)

Above La fondatrice Tsai Ho-yen con la racchetta donata da Jam Hsiao per il “progetto benefico” (Foto: Sede LITTLE EARTH)
L’ispirazione per il “progetto benefico LITTLE EARTH” di Tsai Ho-yen deriva dall’esempio dei suoi genitori. Grazie alla sua iniziativa, molte personalità del mondo dello spettacolo si sono unite, tra cui Beatrice Hsu, Show Lo, A-Lin e molti altri, che hanno partecipato alle donazioni. Anche partner aziendali hanno aderito a questo “progetto benefico”.
Tutti i proventi saranno destinati a scopi solidali, inclusa l’offerta di voucher a famiglie svantaggiate affinché i bambini possano scegliere personalmente i propri doni all’interno della struttura. Questo “progetto benefico” non si limita a dare, ma chiede: “Cosa desideri?”, rispettando la dignità di chi riceve.
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