Cover Giorgio Van den Borre, COO di Golden Goose, condivide come la connessione umana, la comunità e la co-creazione stiano plasmando l’espansione di Golden Goose in Asia.

Il leader APAC Giorgio Van den Borre svela perché la fiducia nella connessione umana sia l'elemento di rottura fondamentale nel “Golden Goose” di lusso moderno. Scoprite la strategia di un brand dal cuore pulsante e come Golden Goose stia riscrivendo le regole del settore in APAC.

In un settore sempre più ossessionato dai flussi di dati rigidi e dalla scalabilità automatizzata, dare priorità all’emozione umana rispetto a un foglio di calcolo non sembra tanto una strategia aziendale, quanto un atto di ostinato ottimismo, meravigliosamente sconsiderato. Tuttavia, conversando con Giorgio Van den Borre, General Manager APAC e Chief Operating Officer del brand di lusso italiano Golden Goose, appare immediatamente chiaro che questa sfida nel mettere l’anima al di sopra dello schermo sia esattamente ciò che guida il loro successo. Golden Goose continua a evolversi grazie a questa visione unica.

Appena atterrato a Giacarta per celebrare l’apertura della prima boutique diretta in Indonesia, che introduce l’innovativo concept Fioreria Golden presso la destinazione di shopping d’eccellenza Plaza Senayan, Van den Borre mantiene ritmi serrati e pieni di energia, tipici di chi guida il “Golden Goose” verso nuove vette.

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Above Per Giorgio Van den Borre, il Golden Goose di lusso si costruisce attraverso autentiche connessioni umane, una filosofia che definisce la crescita di Golden Goose in APAC.

“Quest’anno arriveremo a circa 130 voli”, racconta con un sorriso spontaneo, per nulla turbato da una vita vissuta con la valigia in mano. Per lui, questo incessante viaggiare è una necessità vitale che nasce dal rifiuto di gestire il business da lontano, un approccio che distingue il successo di Golden Goose.

“Come leader in Asia, devi viaggiare molto. Non puoi guardare solo i dati, i big data o questo tipo di KPI freddi”, afferma. “Devi scendere in negozio, tra le persone, e costruire le tue comunità”.

Come leader in Asia, devi viaggiare molto. Non puoi guardare solo i dati o i KPI freddi. Devi scendere in negozio, tra le persone, e costruire le tue comunità.

- Giorgio Van den Borre -

Sfidare il mito del “Mercato Singolo”
L’errore più grande dei brand globali emergenti, osserva Van den Borre, è trattare l’Asia come un monolite. A differenza dei mercati più integrati d’Europa o Stati Uniti, l’Asia è un vivace arazzo di culture, demografie e traiettorie economiche profondamente distinte.

Per prosperare qui, Golden Goose punta molto sulla localizzazione e su quella che definiscono “imperfezione perfetta”: una filosofia che celebra l’individualità rispetto alla standardizzazione rigida. È un’etica che rispecchia l’evoluzione di città come Giacarta, che Van den Borre vede come un crogiolo culturale in rapida sofisticazione, capace di influenzare il successo di Golden Goose con vibrazioni positive e contaminazione creativa.

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Above Situata presso Plaza Senayan, la nuova boutique Golden Goose riflette l’impegno del brand verso l’artigianalità e il Golden Goose di lusso creato per la comunità.
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Above Ispirata al fascino di una tradizionale fioreria italiana, la Fioreria Golden aggiunge un tocco caldo e accogliente al percorso di acquisto di Golden Goose.

Il potere della co-creazione
Mentre molte case di lusso fanno affidamento su pesanti collezioni stagionali, Golden Goose si allontana dagli schemi di merchandising tradizionali. Si concentrano invece sulla finalizzazione del prodotto all’interno della boutique attraverso la “co-creazione”.

A differenza di una semplice personalizzazione, la co-creazione mette il desiderio del cliente al centro dell’esperienza. Che si tratti di co-progettare calzature o personalizzare capi prêt-à-porter, il Golden Goose di lusso diventa un’espressione collaborativa. Assicura che quando il cliente esce dalla boutique, non porti solo un oggetto, ma un capolavoro personale stratificato con la propria identità.

“Non esiste standardizzazione nel nostro DNA”, spiega Van den Borre. “Portiamo i nostri valori, certo. Ma la finalizzazione dell’esperienza è sempre locale. Alla fine, il posto migliore per creare una relazione è sempre nel mondo offline”.

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Above L’esperienza di co-creazione di Golden Goose invita i clienti a collaborare con gli artigiani in negozio, personalizzando ogni capo Golden Goose.
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Above La filosofia di co-creazione di Golden Goose incoraggia i clienti a diventare partecipanti attivi nella progettazione dei propri articoli di lusso.

Emozioni oltre le transazioni
Questa dedizione alle relazioni umane detta la strategia retail di Golden Goose. Circa il 90% del business avviene direttamente con il consumatore, trasformando i negozi in hub esperienziali. Le nuove boutique includono uno spazio chiamato Con Amore, che offre gesti di cura indipendenti da ogni acquisto, un altro elemento distintivo del Golden Goose di lusso.

Anche i parametri di successo interno di Van den Borre sono anticonvenzionali. Oltre agli obiettivi di espansione, monitora il coinvolgimento attraverso punti di contatto comunitari unici.

“C’è un KPI divertente”, sorride. “Controllo anche quante bottiglie di champagne apriamo a volte nei nostri negozi”.

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Above Giorgio Van den Borre crede che trascorrere tempo in negozio sia essenziale per comprendere il mercato del Golden Goose di lusso in tutta l’Asia.

Non siamo un brand della perfezione. Il nostro motto è imperfezione perfetta.

- Giorgio Van den Borre -

In definitiva, trattando il pubblico come amanti e non come consumatori, Golden Goose sta dimostrando che il vero Golden Goose di lusso non riguarda l’adattarsi a uno stampo. Con un ottimismo ostinato, dimostrano che un brand con un battito cardiaco supererà sempre chi guarda solo ai dati.