Invece di chiedere cosa manchi a Taiwan rispetto alla Corea, dovremmo domandarci chi sia in grado di presentare un progetto che convinca Aman, attiri i viaggiatori e soddisfi le esigenze locali.
Seoul ha annunciato che accoglierà un hotel “Aman”, e a Taipei sorge spontanea la domanda: cosa ne sarà di noi? Non bisogna avere fretta di trasformare la lista degli hotel in una classifica tra città. L’arrivo di un marchio internazionale nasce spesso quando un investitore mette a disposizione terreno e capitale, concordando i termini di sviluppo e gestione con il gruppo “Aman”.
Il progetto di Seoul è sviluppato da una società del gruppo Shinsegae, con Aman che partecipa alla progettazione e alla gestione tramite un contratto a lungo termine. Questo approccio va oltre la semplice concessione del marchio, includendo standard di servizio, formazione del personale e capacità manageriali. In questo settore, è consuetudine calcolare le commissioni di gestione in base ai ricavi e le commissioni di incentivo basate sui profitti operativi, con condizioni che variano caso per caso. Tale divisione del lavoro permette ai proprietari dei terreni di non dover creare un brand globale da zero, pur assumendosi i costi di costruzione e i rischi gestionali.
Una volta firmato il contratto, il successo non è automatico. Se gli ospiti guardano la vista dalla finestra, i proprietari devono tenere d’occhio il flusso di cassa.
Per aprire un “Aman”, bisogna guardare oltre i conti dell’hotel

Above L’Aman Seoul è stato creato in collaborazione tra Aman e Shinsegae Property, sviluppatore immobiliare globale, per dare vita a una destinazione integrata che include hotel, Aman Residences in edizione limitata e l’esclusivo Aman Club (Foto: Aman)
Il progetto di Seoul nasconde un aspetto interessante: Shinsegae non si è limitata ad acquistare il marchio e il modello gestionale, ma ha coinvolto direttamente il gruppo OKO, guidato dal proprietario di “Aman”, Vladislav Doronin, in una joint venture. I 500 milioni di dollari che le due parti si preparano a investire non rappresentano solo il costo dell’hotel di Seoul, ma costituiscono il primo capitale a lungo termine per sviluppare Aman, Janu, residenze di lusso e altri immobili a uso misto.
Aman non dispone di un listino prezzi pubblico e universale per gli affiliati, ma possiamo analizzare questi due casi: 1) La proprietà dell’Aman New York è stata acquistata nel 2015, annunciata nel 2017 e inaugurata nel 2022; secondo i vertici del brand, includendo acquisizioni e residenze, l’investimento è stato di circa 1,45 miliardi di dollari. 2) La collaborazione per l’Aman Nai Lert Bangkok è stata annunciata nel 2019; Bloomberg riportava un investimento di 6 miliardi di baht, con un periodo di circa cinque anni e mezzo dall’annuncio all’apertura prevista per aprile 2025.
Entrambi sono progetti integrati di hotel e residenze. Pertanto, prima di chiedere quanto costi un “Aman”, bisogna domandarsi: si tratta di acquisto di terreno o di ristrutturazione? Si punta solo all’hotel o a un complesso con residenze? Oltre alle commissioni del marchio, i finanziamenti, la manutenzione e gli investimenti operativi post-apertura devono essere coperti da qualcuno. Spesso, il primo ospite a lungo termine di un hotel di lusso è proprio il capitale del proprietario.
Anche se si chiamano “Aman”, possono avere forme diverse

Above Nel 2026, l’Aman Kyoto presenterà la nuova Tea House Senkutsu, una silenziosa casa del tè immersa in un giardino forestale segreto (Foto: Aman Kyoto)
La prima sede coreana di “Aman” è situata a Cheongdam-dong, Seoul, e combina hotel, residenze di marca e club privati, trasformando la privacy nel cuore della metropoli in un modello di business. Osservando la mappa di Aman, vediamo diverse interpretazioni: l’Aman Kyoto si nasconde tra giardini forestali per accogliere chi cerca serenità; l’Amangiri negli Stati Uniti si fonde con arenaria e canyon, rendendo il deserto la destinazione stessa; l’Aman Venice occupa un palazzo storico sul Canal Grande; l’Amanpulo nelle Filippine offre un’isola privata con spiagge bianche e barriere coralline.
Dalla vita urbana di Seoul ai giardini, alle terre selvagge, ai palazzi e alle isole, il fascino di “Aman” risiede nel suo radicamento nel territorio. Se fosse a Taiwan, quale tipo di esperienza offriremmo per spingere il mondo a venire a soggiornarvi?
Se aprissimo un “Aman” a Taiwan, da quale vista inizieremmo?

Above Il Lago del Sole e della Luna è da sempre una delle mete preferite dai viaggiatori internazionali a Taiwan (Foto: Getty Images)
Se dovessimo individuare tre possibili aree a Taiwan: Beitou a Taipei potrebbe combinare terme, viste montane e ristorazione urbana per una vacanza rigenerante, a patto di trovare un sito che garantisca privacy e idoneità allo sviluppo; il Lago del Sole e della Luna potrebbe puntare sulla vista lacustre e sulla cultura del tè per un resort di piccola scala e lunga permanenza; Dulan a Taitung potrebbe trarre ispirazione dall’Oceano Pacifico, dai villaggi artistici e dallo stile di vita locale, dando però priorità a trasporti, infrastrutture elettriche e collaborazione comunitaria rispetto ai render. Queste sono solo ipotesi di posizionamento.
Ogni luogo ha i suoi compromessi: Beitou è comoda per lo stile di vita urbano ma deve gestire l’alta densità; il Lago del Sole e della Luna ha un’immagine turistica matura che richiede nuovi motivi di sosta; la distanza di Dulan è affascinante ma aumenta le difficoltà di accesso e gestione. Il paesaggio può convincere l’ospite a prenotare la prima notte, ma è ciò che si fa durante il soggiorno a determinare la seconda.
A Taiwan manca forse una proposta completa per attrarre Aman?

Above Taipei non ha ancora un “Aman”; le informazioni pubbliche non permettono di attribuire il motivo a una sola causa. Invece di chiederci cosa manchi rispetto alla Corea, dovremmo domandarci chi possa presentare un progetto vincente per il brand (Foto: Getty Images)
Chi potrebbe sedersi al tavolo delle trattative? Se misuriamo l’esperienza nell’integrazione dello sviluppo e nell’ospitalità, Far Eastern possiede attività legate ai grandi magazzini e agli hotel Shangri-La; Cathay vanta una solida base nel settore immobiliare e alberghiero; Ruentex ha l’esperienza di sviluppo della stazione di Nangang che integra centri commerciali, uffici e hotel; Leofoo spazia tra edilizia, hotel Fullon e commercio ricreativo. Questi quattro gruppi potrebbero far parte di una lista d’inviti ipotetica, ma non si può presumere che abbiano una scala finanziaria paragonabile a Shinsegae, né che abbiano intenzione di investire in “Aman”.
Per entrare in gioco con capitali propri o joint venture, bisognerebbe calcolare con precisione i requisiti del terreno, il bacino di utenza e il ritorno a lungo termine. L’assenza di un hotel “Aman” a Taipei non è dovuta a una singola causa. Invece di chiederci in cosa Taiwan sia inferiore alla Corea, dovremmo chiederci chi possa presentare un piano capace di convincere Aman, attirare viaggiatori e guadagnare il favore della comunità locale. La prossima volta, il desiderio potrebbe tradursi direttamente nella prenotazione di un biglietto aereo per Taiwan.
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