Le donne in Formula 1 hanno trascorso decenni a sfidare il pregiudizio secondo cui i ruoli chiave appartengano solo agli uomini, trasformando uno degli sport più esigenti al mondo grazie alla loro presenza nella Formula 1.
Le donne rappresentano circa il 30 per cento del personale nell’industria automobilistica, occupando ruoli influenti nell’ingegneria, nella strategia, nella leadership e nello sviluppo dei piloti. La loro crescente presenza nella Formula 1 odierna è il risultato di decenni di cambiamenti incrementali promossi da pioniere all’interno dello sport.
Claire Williams, Susie Wolff, Laura Müller, Hannah Schmitz, Bernie Collins e Monisha Kaltenborn sono solo alcune delle figure che hanno sfidato l’idea, radicata nel tempo, che i ruoli più influenti della Formula 1 spettassero esclusivamente agli uomini. Hanno dimostrato che la partecipazione alla Formula 1 non dovrebbe essere definita dal genere o dalla forza fisica, ma dalla passione e dall’amore per le corse e tutto ciò che vi ruota attorno, offrendo a una nuova generazione di pilote, come Bianca Bustamante e Abbi Pulling, l’opportunità di raggiungere l’apice del motorsport.
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Maria Teresa de Filippis

Above Nel 1958, la pioniere italiana Maria Teresa de Filippis fece la storia come prima donna a competere in un Gran Premio di Formula 1 al volante dell’iconica Maserati 250F. (Foto: Getty Images)

Above Sfidando gli scettici della sua epoca, De Filippis dimostrò che le donne avevano un posto ai massimi livelli della Formula 1, aprendo la strada alle future generazioni di pilote. (Foto: Getty Images)
Questo percorso verso una maggiore rappresentanza femminile ebbe inizio nel 1958, quando la pilota italiana Maria Teresa de Filippis divenne la prima donna a gareggiare in un Gran Premio del campionato di Formula 1. All’epoca, la Formula 1 era vista come un mondo esclusivo dominato dagli uomini, dove si riteneva che la guida ad alti livelli richiedesse doti di cui le donne erano prive. Il direttore di gara del Gran Premio di Francia del 1958, Raymond Roche, espresse chiaramente il suo pensiero dicendo: “L’unico casco che una donna dovrebbe indossare è quello del parrucchiere”. Tuttavia, invece di scoraggiarla, queste parole furono uno stimolo per De Filippis.
La determinazione ha sempre definito la carriera di De Filippis. Nata a Napoli, l’italiana si iscrisse alla sua prima gara dopo aver accettato una scommessa dei fratelli che deridevano le sue abilità alla guida. Decisa a smentirli, partecipò alla sua prima competizione nel 1948 su una Fiat 500 e vinse. Presto il suo talento fu riconosciuto e fu invitata a unirsi al prestigioso team Maserati di Formula 1 nel 1958, al volante della stessa Maserati 250F che l’anno precedente aveva portato Juan Manuel Fangio al titolo mondiale.
Sebbene abbia preso il via in soli tre Gran Premi, De Filippis guadagnò il rispetto dei colleghi maschi dimostrando coraggio e competenza in uno sport da cui molti volevano escludere le donne. La sua carriera fu breve, durando solo una stagione dopo il suo ritiro dalle corse nel 1959, ma cambiò radicalmente la percezione di ciò che era possibile realizzare. La sua eredità come pioniere nel motorsport l’ha portata a diventare vice presidente del Grand Prix Drivers Club nel 1997, confermando che le donne potevano competere in Formula 1 e smentendo chi dubitava delle loro capacità fisiche e mentali.
Lella Lombardi

Above Oltre allo storico piazzamento a punti, Lombardi ha partecipato a 16 Gran Premi di Formula 1 e ha fondato il suo team, stabilendo un benchmark fondamentale per le donne nel motorsport. (Foto: Getty Images)
Sedici anni dopo il primo Gran Premio di De Filippis, un’altra italiana, Lella Lombardi, dimostrò che le donne non solo potevano competere, ma potevano anche andare a punti. Nel 1975, Lombardi fece il suo debutto in Formula 1 con la March Engineering, scuderia con cui disputò un totale di 16 gare. Già al suo secondo appuntamento entrò nella storia: nell’aprile del 1975, al GP di Spagna, divenne la prima (e finora unica) donna a conquistare punti nel campionato mondiale, grazie al suo sesto posto.
Questo traguardo sfidò i pregiudizi sulle capacità femminili ai massimi livelli della Formula 1, dimostrando che con talento, passione e coraggio, il genere non rappresentava una barriera. Sebbene non abbia mai ripetuto quel risultato, fu scoperto in seguito che la sua vettura aveva subìto un danno che ne aveva compromesso le prestazioni. Lombardi fondò anche il suo team, la Lella Lombardi Autosport, nel 1988.
I successi di Lombardi hanno creato un modello di riferimento e sono stati il catalizzatore per i moderni programmi dedicati alle donne. La sua eredità va ben oltre il volante: oggi, in Formula 1, le donne ricoprono ruoli cruciali nella gestione dei team, nella strategia di gara e nel design aerodinamico, rimodellando l’intero panorama tecnico e dirigenziale.
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Susie Wolff
Susie Wolff è stata l’ottava donna a guidare in Formula 1; ingaggiata come pilota di sviluppo per la Williams dal 2012 al 2015, ha partecipato a quattro sessioni di prove libere, impressionando per le sue capacità. Sebbene non abbia mai ottenuto un sedile da titolare, il suo impatto fuori dall’abitacolo è stato ancora più profondo.
Avendo vissuto in prima persona le difficoltà delle pilote, ha spostato la sua attenzione dal gareggiare al creare nuove opportunità. Nel 2016 ha lanciato “Dare To Be Different”, un’iniziativa volta a ispirare e aumentare la partecipazione femminile a ogni livello del motorsport. Il programma ha dimostrato che il problema non era la mancanza di talento, ma la carenza di occasioni. Il riscontro pubblico è stato estremamente positivo, aprendo la strada a cambiamenti strutturali significativi all’interno della Formula 1.
Above Susie Wolff riflette sull’intensa preparazione e sull’attenzione mediatica attorno al suo storico debutto al Gran Premio di Gran Bretagna del 2014, quando divenne la prima donna a guidare in un weekend di Formula 1 dopo oltre 22 anni.
Wolff ha utilizzato questo slancio per contribuire alla creazione della F1 Academy, di cui è direttore generale. Lanciata dal Formula One Group nel 2023, questa serie tutta al femminile è stata sviluppata per aiutare le giovani pilote a passare dai go-kart alle monoposto. Wolff, forte della sua esperienza come test driver in Formula 1 e team principal in Formula E, ha saputo attrarre investimenti globali. Sotto la sua guida, la F1 Academy ha ottenuto il sostegno di tutti i 10 team di Formula 1, che sponsorizzano direttamente una pilota e la sua vettura, integrando le ragazze nei loro programmi di sviluppo junior.
L’impatto della F1 Academy è stato immediato. La campionessa del 2024, Doriane Pin, ha completato il suo primo test ufficiale in Formula 1 nell’aprile 2026 con la Mercedes, diventando la prima donna a guidare una vettura della casa tedesca. Tuttavia, Wolff ha chiarito che l’obiettivo non è solo portare una donna in Formula 1, ma aprire l’intero ecosistema a professioniste capaci di costruire una carriera in diversi ambiti dell’industria automobilistica.
Laura Müller
In vista della stagione 2025, il team Haas di Formula 1 ha nominato Laura Müller ingegnere di pista per il pilota francese Esteban Ocon, rendendola la prima donna a ricoprire questo ruolo a tempo pieno nella storia della categoria. L’ingegnere di pista è l’unico contatto del pilota con il muretto durante la gara, occupandosi della gestione dei dati e della strategia. È una delle posizioni più tecniche e sotto pressione nel paddock della Formula 1.
Müller ha meritato la posizione dopo anni di esperienza. Entrata in Haas nel 2022 come ingegnere di performance, si è distinta per la comunicazione lucida, il pensiero analitico e la precisione tecnica. Sebbene la sua nomina abbia fatto notizia per il genere, il vero significato risiede nel fatto che Haas l’abbia selezionata in quanto miglior tecnico disponibile, normalizzando l’idea che il merito e il talento siano gli unici criteri validi per ogni ruolo di rilievo in Formula 1.
Hannah Schmitz
Allo stesso modo, Hannah Schmitz, responsabile della strategia di gara di Red Bull, ha scalato le gerarchie passando da stagista in ingegneria a una delle menti strategiche più rispettate del paddock della Formula 1. Dal muretto, Schmitz analizza enormi quantità di dati in tempo reale; decide quando effettuare i pit stop, quali pneumatici scegliere e come reagire alle mutevoli condizioni meteo. Decisioni prese in frazioni di secondo che possono determinare l’esito di un Gran Premio.
Il suo contributo è stato decisivo nel recente dominio della Red Bull, aiutando Max Verstappen a conquistare quattro titoli mondiali e il team a vincere due campionati costruttori. Schmitz ha spesso parlato di quanto sia stato difficile essere tra le pochissime donne in ingegneria all’inizio della sua carriera. Oggi, la sua presenza visibile sul muretto e sui podi è un’ispirazione fondamentale per le nuove generazioni di giovani donne che desiderano perseguire carriere STEM nello sport della Formula 1.
Above La serie Netflix “F1: The Academy” racconta l’intensa pressione e la determinazione delle 15 pilote d’élite che lottano per dimostrare di avere il talento necessario per riuscire nel motorsport.
Maria Teresa de Filippis è entrata in Formula 1 in un’epoca in cui pochi credevano che le donne appartenessero al motorsport. Quasi 70 anni dopo, le donne rappresentano circa un terzo di coloro che lavorano in questo settore. Le barriere non sono scomparse del tutto, ma l’atteggiamento e il dibattito sono cambiati. Le leader di oggi traggono ispirazione dalle pioniere del passato, garantendo che questo progresso continui e dimostrando che esiste un posto vitale e permanente per le donne nella Formula 1.
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