These South Asian women represent a range of fields where their contributions are becoming more prominent and widely recognised (Photo: bhavithamandava/Instagram)
Cover Queste donne sudasiatiche rappresentano una vasta gamma di settori in cui i loro contributi stanno diventando sempre più importanti e ampiamente riconosciuti (Foto: bhavithamandava/Instagram)
These South Asian women represent a range of fields where their contributions are becoming more prominent and widely recognised (Photo: bhavithamandava/Instagram)

Dalle passerelle ai vertici aziendali, queste donne sudasiatiche stanno cambiando le regole dell'influenza globale

Le donne sudasiatiche stanno ricalibrando il panorama culturale e professionale globale in modi tanto evidenti quanto strutturali, sebbene raramente vengano racchiusi in un unico titolo. Dai corridoi della tecnologia e della politica alle passerelle, dai set cinematografici ai palcoscenici illuminati dai neon della musica pop, il loro lavoro si concentra meno sullo spettacolo e più sulla ridefinizione di chi ha il diritto di occupare determinati spazi e di come tali spazi vengano definiti. Attraverso le diaspore e i Paesi d'origine, le donne sudasiatiche stanno dettando nuove regole nella moda, nei media, nell'intrattenimento e nella vita civile, spesso senza quel tipo di inquadramento che le farebbe percepire come “icone” attentamente selezionate. Al contrario, si presentano come professioniste, creatrici e organizzatrici il cui impatto è cumulativo e contagioso.

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1. Bhavitha Mandava – moda e architettura

Bhavitha Mandava, nata nel 2000 in una famiglia telugu a Hyderabad, è una modella indiana diventata un punto di riferimento per la crescente visibilità delle donne sudasiatiche nella moda di lusso globale. Ha studiato architettura alla Jawaharlal Nehru Technological University prima di trasferirsi a New York per conseguire un Master of Science in Integrated Design & Media/Human Computer Interaction presso la New York University.

Nel dicembre 2025 ha aperto la sfilata Chanel Métiers d’Art 2026, allestita su una banchina della metropolitana di Manhattan, diventando la prima modella indiana ad aprire una sfilata di Chanel. L'anno successivo è apparsa sulla copertina del numero di marzo 2026 di British Vogue ed è stata nominata house ambassador per Chanel, anch'essa una prima volta assoluta per una modella indiana. La sua traiettoria la posiziona all'intersezione tra la rappresentanza sudasiatica e il sistema dell'alta moda, dove viene trattata non tanto come una “scoperta” occasionale, quanto piuttosto come un investimento commerciale e culturale a lungo termine.

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2. Kirandeep Chahal – passerella e moda

Kirandeep Chahal è una modella indiana originaria del Punjab che ha sfilato per importanti maison internazionali, tra cui Dior, Dries Van Noten, Rick Owens, Nina Ricci e Rokh alla Settimana della Moda di Parigi e su altre passerelle globali. Ha iniziato la sua carriera nel circuito nazionale delle fashion week in India ed è da allora diventata una delle donne sudasiatiche più visibili sulle passerelle internazionali, spesso indossando raffinate creazioni di alta moda europea e indiana. Il suo lavoro si inserisce in un momento più ampio in cui le modelle di origine sudasiatica ottengono ingaggi continuativi anziché apparizioni singole, segnalando un cambiamento nel modo in cui i corpi, i tratti e le identità sudasiatiche vengono selezionati nella moda di lusso globale.

3. Simone Ashley – televisione e moda di lusso

Simone Ashley, cresciuta nel Regno Unito e di origini tamil indiane, è nota soprattutto per il suo ruolo di Kate Sharma nella serie Netflix Bridgerton. La sua partecipazione a un dramma in costume di enorme successo globale ha posto una donna sudasiatica al centro di una narrazione che altrimenti aderirebbe alla consolidata forma dell'aristocrazia britannica, senza rendere la sua eredità culturale una mera sottotrama stereotipata.

Il suo lavoro è stato citato nelle conversazioni sulle donne sudasiatiche nel mondo dello spettacolo, anche da organizzazioni dedicate all'amplificazione del talento femminile sudasiatico a Hollywood. Posizionando una donna sudasiatica in un ruolo che richiede sia estensione emotiva sia disciplina recitativa classica, Ashley ha contribuito a normalizzare l'idea che le donne sudasiatiche possano essere il fulcro di progetti di prestigio senza che tali progetti debbano necessariamente incentrarsi sulla loro identità.

4. Lara Raj e Rhea Raj – musica e celebrità

Lara Raj è una cantante sudasiatica-americana e membro del gruppo femminile K-pop Katseye, un progetto multinazionale che ha attirato l'attenzione per la sua formazione ibrida e la strategia di lancio globale. Sua sorella maggiore, Rhea Raj, è a sua volta un'affermata cantautrice, con un album di debutto pubblicato nel 2024 e riconoscimenti che includono una borsa di studio della Songwriters Hall of Fame e il premio Spotify x Gold House Artist of the Year nel 2023.

Entrambe le donne operano in una sfera pop transnazionale dove le donne sudasiatiche sono ancora sottorappresentate come interpreti principali, in particolare nel K-pop e nei format dei gruppi femminili di stampo occidentale. La loro presenza segnala un cambiamento nel modo in cui alle cantanti e performer sudasiatiche è permesso muoversi tra generi, lingue e mercati, anziché essere relegate a una singola nicchia diasporica.

5. Diya Joukani – moda e cultura di strada

Diya Joukani, 25 anni e residente a Mumbai, è una fashion designer e content creator che ha fondato DiyaDiya Studio, un marchio che fonde ricami indiani come aari e zardozi con silhouette contemporanee dello streetwear. La sua strategia di marketing si basa su video autentici e pensati per dispositivi mobili, girati per le strade di Mumbai, dove l'abbiamo vista passeggiare con delle capre tra i vicoli, guidare un escavatore JCB e abbinare denim cimosato a intricate lavorazioni cutdana.

Questi filmati mettono in scena la moda nel caos quotidiano di una megalopoli sudasiatica, trasformando venditori ambulanti, signore locali e spazi civici in un vero e proprio scenario dinamico, anziché in un mero sfondo. Poiché i suoi capi registrano spesso il tutto esaurito prima ancora che le campagne raggiungano il picco sulle piattaforme guidate dagli algoritmi, Joukani sta di fatto riscrivendo il modo in cui i marchi di streetwear sudasiatici possono crescere: meno attraverso campagne patinate e più attraverso contenuti iperlocali e incentrati sui personaggi.

6. Supriya Ganesh – televisione e teatro

Supriya Ganesh, nata nel 1997, è un'attrice americana nota per il ruolo della dottoressa Samira Mohan nella serie drammatica medica di HBO-Max The Pitt, che segue le vicende del personale in prima linea in un ospedale di Pittsburgh. Ha interpretato per la prima volta Vaidehi nella prima mondiale dell'opera teatrale di Deepak Kumar House of India all'Old Globe Theatre di San Diego nel 2025. La produzione ha esplorato l'identità diasporica sudasiatica all'interno del panorama teatrale americano.

Nella primavera del 2026 è stato annunciato che avrebbe lasciato The Pitt dopo due stagioni, una mossa che sottolinea la fluidità dei cast corali di lunga durata e il modo in cui le donne sudasiatiche vengono scelte all'interno di tali strutture, anziché come “rappresentanti” permanenti. Il suo lavoro sia a teatro che in televisione la colloca all'interno di una generazione di attori sudasiatico-americani che si muovono tra format televisivi di prestigio e palcoscenico senza essere relegati a una ristretta gamma di ruoli stereotipati.

7. Reshma Saujani – tecnologia, policy e attivismo

Reshma Saujani, avvocato americano e attivista di origini gujarati indiane, è nota soprattutto come fondatrice di Girls Who Code, un'organizzazione senza scopo di lucro che mira a colmare il divario di genere nell'informatica avvicinando più ragazze e studenti appartenenti a minoranze di genere alla programmazione e alla tecnologia. Ha inoltre fondato Moms First, un'organizzazione statunitense focalizzata su cambiamenti strutturali per le madri lavoratrici, tra cui congedi retribuiti, assistenza all'infanzia accessibile ed equità salariale.

Il suo podcast My So-Called Midlife, lanciato nel 2024, è entrato rapidamente nella classifica Top 10 di Apple ed è stato nominato da TIME come uno dei migliori nuovi podcast dell'anno, confermando la sua capacità di spingersi oltre i circoli dell'educazione tecnologica per raggiungere conversazioni culturali più ampie sul lavoro femminile e di cura. In qualità di ex avvocato e organizzatrice del Partito Democratico, Saujani apporta una prospettiva orientata alle policy al femminismo, distinguendosi da figure che inquadrano l'equità di genere principalmente attraverso narrazioni di lifestyle o brand personali.

8. Payal Kapadia – cinema indipendente e festival globali

Payal Kapadia, nata nel 1986 a Mumbai, è una regista indiana il cui cortometraggio Afternoon Clouds è stato l'unica opera indiana selezionata al 70° Festival di Cannes nel 2017. Il suo primo lungometraggio documentario A Night of Knowing Nothing ha vinto il premio L'Œil d'or per il miglior documentario al 74° Festival di Cannes nel 2021, consolidando la sua posizione nel circuito globale del cinema d'autore.

È laureata al Film and Television Institute of India, un'istituzione che ha formato diverse generazioni di autori e tecnici sudasiatici. Il lavoro della Kapadia esemplifica come i registi di origine sudasiatica stiano utilizzando la forma cinematografica e i materiali d'archivio per interrogarsi su memoria, dissenso e politica intima, piuttosto che conformarsi a modelli di genere dettati dal mercato.

9. Mindy Kaling – televisione, sceneggiatura e produzione

Mindy Kaling, all'anagrafe Vera Mindy Chokalingam (1979), è un'attrice, sceneggiatrice, produttrice e autrice americana che ha ottenuto per la prima volta ampi riconoscimenti nel ruolo di Kelly Kapoor nella sitcom della NBC The Office, per la quale ha anche scritto 22 episodi, ottenendo una nomination ai Primetime Emmy per l'eccezionale sceneggiatura di una serie comica.

Da allora ha creato e co-creato serie di successo come The Mindy Project e Never Have I Ever, che pongono donne sudasiatiche in ruoli centrali e complessi senza ridurle a caricature culturali. In veste di produttrice e showrunner, Kaling ha contribuito a normalizzare l'idea che le donne sudasiatiche-americane possano essere sia le autrici che le protagoniste della televisione mainstream, influenzando radicalmente l'approccio dei network e delle piattaforme di streaming ai casting e alle writer's room.

Tra queste nove donne sudasiatiche, il filo conduttore non è una singola “voce”, bensì un modello di perseveranza in campi in cui la visibilità è stata storicamente discontinua. Non si tratta semplicemente di modelli di riferimento; sono figure strutturali nell'architettura della cultura globale, della medicina, della tecnologia e della politica, le cui carriere saranno misurate meno da successi virali passeggeri e più dalle generazioni di donne sudasiatiche che seguiranno le loro orme.

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Chonx Tibajia è senior editor presso il team T-Labs di Tatler Asia, dove scrive ampiamente su argomenti di lifestyle, tra cui bellezza, moda, intrattenimento e viaggi. Ha una lunga carriera nel giornalismo, avendo lavorato come editorialista per The Philippine Star , ed è la fondatrice della piattaforma creativa Pineappleversed. Oltre a Tatler, i suoi articoli appaiono su pubblicazioni regionali di lifestyle e business, a dimostrazione di un ampio portfolio che spazia dalle tendenze beauty alle guide di viaggio e agli articoli culturali.