Mentre il festival cinematografico più longevo della città apre i battenti l'11 novembre fino al 9 dicembre 2026, Tatler seleziona i migliori “film” sul grande schermo da non perdere
L'appetito degli abitanti di Hong Kong per il cinema internazionale è ai massimi storici e nulla segnala l'arrivo dell'autunno come l'Hong Kong French Film Festival (HKFFF). Celebrando quest'anno la sua 55ª edizione, il festival rimane un pilastro del calendario culturale cittadino, riunendo cinefili esperti, registi internazionali e creativi locali.
L'edizione di quest'anno vede la partecipazione del celebre autore di “Amélie”, Jean-Pierre Jeunet, che sarà in città per tenere una serie di masterclass e sessioni di domande e risposte esclusive. Inoltre, la prestigiosa “Directors’ Fortnight”, sezione indipendente che si svolge in parallelo al Festival di Cannes, fa il suo debutto ufficiale a Hong Kong.
Dai classici stravaganti alle incisive satire moderne, ecco cinque “film” che non potete assolutamente perdere al festival di quest'anno.
“Il favoloso mondo di Amélie” (2001) e “Violette” (2026)

Above Scena tratta dal “film” “Il favoloso mondo di Amélie”, 2001. (Foto: per gentile concessione di UGC-Fox Distribution)

Above Scena tratta dal nuovo “film” “Violette”, 2026. (Foto: per gentile concessione di StudioCanal)
Se avete amato il grande successo del 2001 “Il favoloso mondo di Amélie”, non vorrete perdere l'opportunità di ascoltare il suo regista, Jean-Pierre Jeunet. Sarà a Hong Kong per ospitare masterclass esclusive, proiettare il “film” e condividere un'anteprima della sua nuova opera, “Violette”. “Amélie” rappresenta per molti il primo contatto con il cinema francese, e l'estetica sognante e la trama stravagante lo rendono un preferito intramontabile. Il nuovo “film” di Jeunet, “Violette”, ambientato nella rinomata regione vinicola della Borgogna, racconta la storia di un tranquillo custode di cimitero la cui vita cambia quando un agente di polizia si presenta con le ceneri di sua madre. Non perdete questa occasione di vedere un'icona del cinema francese dal vivo.
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“L'uomo di Hong Kong” (1965)

Above Locandina del “film” “L'uomo di Hong Kong” del 1965 (Foto: per gentile concessione di HKFFF)
Questa commedia dal ritmo serrato offre una visione straordinariamente selvaggia di un'avventura di viaggio. La storia segue Arthur, un milionario annoiato che stipula una polizza assicurativa sulla vita da 2 milioni di dollari durante una crociera verso Hong Kong, solo per scoprire che il suo amico ha segretamente organizzato il suo omicidio entro il mese. Combattendo improvvisamente per la sopravvivenza, Arthur corre attraverso la città al fianco di Alexandrine, un'affascinante donna incontrata lungo il cammino.
“L'uomo di Hong Kong” è un “film” perfetto per gli spettatori locali, poiché cattura tutto il fascino e il caos della vita tra Oriente e Occidente. Se considerate Hong Kong la vostra casa, gli equivoci interculturali e l'energia locale ad alto numero di ottani sono immediatamente riconoscibili e profondamente divertenti.
“Coward” (2026)

Above Scena del “film” “Coward” diretto da Lukas Dhont (Foto: per gentile concessione di Aline Boyen)
Ambientato sul fronte occidentale durante la Prima Guerra Mondiale, “Coward” presenta un contrasto mozzafiato tra la brutale realtà del combattimento e la fragile bellezza della connessione umana. La storia segue Pierre, un giovane soldato ansioso di gloria il cui spirito viene lentamente logorato dal doloroso compito di recuperare i compagni caduti dal fango. Un raggio di luce emerge quando viene organizzato un cabaret dell'esercito per sollevare il morale delle truppe; aiutando a costruire il palco, Pierre incontra Francis, un attore che si esibisce in drag la cui grazia ammaliante accende una scintilla silenziosa e pericolosa. Mentre la guerra infuria, un'inaspettata storia d'amore sboccia nelle trincee.
Dopo il suo acclamato “film” “Close”, il regista Lukas Dhont offre un'altra masterclass nella narrazione tenera ed emotiva. Ancorato da interpretazioni notevoli dei suoi due giovani protagonisti, “Coward” è un'esplorazione visivamente sbalorditiva della vulnerabilità sotto pressione.
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“Jim Queen” (2026)

Above Locandina del “film” animato “Jim Queen” del 2026 (Foto: per gentile concessione di Bobbypills/Umedia)
Generando già un notevole interesse online, il “film” d'animazione “Jim Queen” aggiunge un impulso elettrico audace alla programmazione di quest'anno. La sua cinematografia immersa nel neon, i personaggi ribelli e la colonna sonora contagiosa avrebbero potuto essere estratti direttamente da una strada di Hong Kong.
La satira sulla vita queer si tuffa in una premessa esilarante e ad alto concetto: nella scena gay parigina, Jim regna sovrano come il re delle Gym Queens, il gruppo più sexy e seguito sui social media. Ma il suo mondo viene stravolto quando scopre di aver contratto la “Heterosis”, uno strano virus che colpisce la comunità trasformando gli uomini gay in eterosessuali. Sfacciato, elegante ed esilarante, questo “film” dimostra il potere della commedia cinematografica.
“Les Anges Gardiens” (1995)

Above Scena tratta dal “film” “Les Anges Gardiens”, 1995 (Foto: per gentile concessione di IMDb)
Questa commedia d'azione ad alto numero di ottani del 1995 porta una storia con un tocco soprannaturale e caotico sulle coste locali. La trama segue uno spregiudicato proprietario di un nightclub di Parigi e un prete rigoroso che collaborano a malincuore dopo aver incrociato le triadi di Hong Kong, venendo costantemente molestati e guidati dai propri angeli custodi. Girato in parte a Hong Kong, “Les Anges Gardiens” offre una comicità fisica senza sosta e uno sguardo nostalgico degli anni '90 sulla città. È un “film” classico ideale per il pubblico locale, offrendo un esilarante ritorno al legame tra il cinema mainstream francese e le pellicole d'azione di Hong Kong.




