La rinomata artista francese Emmanuelle Moureaux fa il suo debutto a Hong Kong con un'installazione immersiva di 100 colori che trasforma il ponte pedonale di Central Yards in una dinamica esplorazione dell'energia e del futuro.
Il tragitto tra l'IFC Mall e i moli dei traghetti di Central è un percorso attraversato quotidianamente da migliaia di pendolari. Tuttavia, questo consueto spazio di transito è stato trasformato in un “tunnel del tempo dinamico”. Sospesa sopra l'ingresso di questo ponte pedonale temporaneo a Central Yards si trova 100 Colours No.54 – Flow, una costellazione di 1.120 numeri meticolosamente realizzati a mano che avvolgono i passanti in un vivido spettro di luce e movimento.
Segnando il suo primo importante intervento in città, Emmanuelle Moureaux ha portato il suo inconfondibile sistema cromatico nel cuore del lungomare di Central. L'installazione presenta numeri fluttuanti e stratificati, disposti verticalmente lungo una linea del tempo dal 2027 al 2032, che intrecciano le parole “Central Yards” in un ambiente tridimensionale. Per Moureaux, l'opera è un'estensione del palpito creativo del quartiere. “La mia opera d'arte [presenta] 100 colori, quindi si allinea in modo naturale con la creatività di Central Yards, che è a sua volta un progetto estremamente colorato”, afferma.
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La scelta dei numeri non è affatto casuale. Ogni linea rappresenta una sequenza di anni, tracciando un passaggio attraverso il tempo. “Invece di segnare punti fissi, il tempo diventa qualcosa in movimento—dove i momenti emergono, si sovrappongono e svaniscono”, spiega Moureaux. Utilizzando la sua iconica palette di 100 colori, l'artista cerca di catturare un “flusso continuo di energia” piuttosto che uno stato statico.
Moureaux, artista di origine francese ma residente a Tokyo, perfeziona la sua serie 100 Colours dal 2013. La sua filosofia affonda le radici nella convinzione che il colore sia un elemento fondante, in grado di architettare lo spazio stesso. “Ho capito che il colore non era qualcosa di applicato alle superfici, ma un elemento capace di definire lo spazio stesso”, racconta. Utilizzando il colore come elemento tridimensionale, divide e costruisce ambienti che alterano la percezione che l'osservatore ha di ciò che lo circonda.
In Flow, i numeri fungono da istanti nel tempo, invitando il pubblico a fermarsi durante il tragitto quotidiano. Moureaux esprime una speranza poetica per l'installazione: “Spero che le persone possano [guardare] un colore ogni giorno e immaginare un futuro luminoso”. Mentre i pedoni scendono dalle scale mobili, l'intento dell'artista è che percepiscano il “flusso e l'energia del colore, quasi come se i colori cascassero su di loro”.

Above ‘100 Colours No.54 – Flow’ presso il ponte pedonale temporaneo di Central Yards (Foto: su gentile concessione di Central Yards)
Il titolo dell'opera, Flow, nasce dall'osservazione di Moureaux dell'esclusiva geometria urbana di Hong Kong. Descrive la città come un luogo in cui “linee orizzontali, verticali e diagonali si intersecano, creando un'energia che si intensifica man mano che i diversi flussi convergono”. Nella sua visione, le linee verticali rappresentano i grattacieli, quelle orizzontali il movimento delle masse, e quelle diagonali l'energia che scorre da Kowloon verso Central. Il suo lavoro mira a esprimere proprio questa specifica “intersezione di linee ed energie”.
Oltre all'aspetto estetico, Moureaux considera il colore come un veicolo per una sensazione che coinvolge tutto il corpo. “Voglio che le persone non si limitino a vedere il colore, ma che lo percepiscano con tutto il proprio essere”, afferma. Ritiene che “il colore sia emozione” e che gli individui vi rispondano in modo intuitivo, non solo con gli occhi ma anche attraverso i propri stati d'animo e il proprio corpo.
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Above ‘100 Colours No.54 – Flow’ presso il ponte pedonale temporaneo di Central Yards (Foto: su gentile concessione di Central Yards)
Nonostante l'impiego di un sistema così vibrante e strutturato, l'obiettivo finale di Moureaux rimane fortemente radicato nella realtà. “Non mi interessa creare nuovi mondi, ma svelare quello che già abitiamo”, spiega. Sottolinea come, sebbene l'occhio umano sia in grado di distinguere milioni di colori, la maggior parte di essi passi inosservata nel trambusto della vita quotidiana. Attraverso Flow, ha creato un ambiente che espande la nostra percezione, “permettendoci di prendere consapevolezza di ciò che vediamo già, ma che raramente notiamo”.
Come simbolo del completamento della Fase 1 di Central Yards nel 2027 e della Fase 2 nel 2032, l'installazione funge da preludio vibrante a un nuovo capitolo per il lungomare. Per Moureaux, il colore rimane un linguaggio universale: “Il colore è universale ed eterno, senza confini e infinito”. Creando spazi in cui il colore viene vissuto con l'intero corpo, invita gli abitanti di Hong Kong a mutare la loro percezione del mondo, una sfumatura alla volta.




