Nella “n-House” firmata KY Architects, una “concrete house” a Shah Alam, Selangor, la geometria disciplinata prende vita nell’interazione tra struttura, clima, materiali e vita quotidiana.
Nota come “n-House”, questa sorprendente “concrete house” a Shah Alam, nel Selangor, Malesia, non è mai stata concepita come un prodotto statico o “finito”. Al contrario, in ogni suo aspetto è stato integrato uno spirito di reattività: dall’interazione della struttura con il mutare della luce diurna al modo in cui gli spazi si rivelano in base ai movimenti degli abitanti.
Lim Ken Yee, direttore dello studio KY Architects, sottolinea come un approccio progettuale sobrio sia emerso naturalmente da questa attenzione ai cambiamenti impercettibili. “L’intenzione non era mai quella di creare un singolo momento iconico, ma di comporre una sequenza di esperienze quotidiane che si evolvono durante il giorno.” Le dimensioni della “concrete house” tendono alla monumentalità, con una superficie edificata di circa 1.670 metri quadrati e dieci camere da letto. Tuttavia, il design consente un equilibrio finemente calibrato tra intimità e grandiosità, chiusura e apertura, struttura e paesaggio.
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Above Una vista aerea mostra il volume superiore curvo della “concrete house” e la soletta a cassettoni sopra il posto auto, con un bonsai piantato sul bordo e uno sfondo di alberi e colline.
La linea della bellezza

Above Il volume bianco curvo dell’edificio si gonfia verso l’esterno al piano superiore, con un bonsai piantato lungo il bordo che richiama la vegetazione sottostante.

Above Un soffitto in cemento con motivo a cassettoni e lucernari casuali filtra la luce diurna nel cortile sottostante di questa “concrete house”.
Il progetto deve il suo nome, “n-House”, al concetto di “n” come variabile aperta. In questa lettura algebrica, la “n” diventa il segnaposto per ciascuno dei diversi elementi che animano la nuda forma architettonica. La struttura di questa “concrete house” rimane costante, ma viene continuamente trasformata dai valori variabili della “n”, che si tratti di luce, vento, arredi o abitanti. Come spiega Lim, “il design privilegia le relazioni rispetto agli oggetti”.
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Above Il prospetto posteriore della “concrete house”, rivestito in pannelli color terracotta, si affaccia sulla piscina che attraversa il sito.

Above Una zona pranzo si apre su un passaggio coperto che corre lungo tutta la piscina di questa “concrete house”.
Inoltre, la formulazione matematica della “n” è coerente con la geometria disciplinata della residenza. L’architettura è organizzata attorno a una prospettiva a un punto, dove gli elementi convergono verso un unico punto di fuga. Lim chiarisce: “Piani allineati, cortili incorniciati e solette rientranti stabiliscono un ordine spaziale chiaro.” È proprio questo rigoroso quadro di fondo a permettere alle altre variabili di interagire in modo armonioso all’interno della “concrete house”.
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Above Dall’isola della cucina, gli spazi aperti del soggiorno e della sala da pranzo conducono a porte vetrate pieghevoli che si affacciano sulla piscina della “concrete house”.
La prima esperienza spaziale che si incontra all’ingresso è la piscina. Piuttosto che fungere da semplice accessorio, questo specchio d’acqua diventa un elemento distintivo di questa “concrete house”. Guida lo sguardo lungo la sequenza della prospettiva a un punto e collega le due ali principali dell’edificio. Allo stesso tempo, il vuoto ombreggiato sopra la piscina consente all’aria di passare sull’acqua, moderando il microclima attraverso l’evaporazione e favorendo la ventilazione incrociata. Questo design ambientale passivo è rafforzato da generosi sbalzi, lucernari e aperture posizionate con cura che riducono l’accumulo di calore massimizzando la luce naturale.
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Above Le porte vetrate pieghevoli collegano gli spazi giorno della “concrete house” a una terrazza in legno.

Above Nel soggiorno della “concrete house”, divani color crema e una poltrona in pelle sono disposti attorno a un tavolino basso in legno, con tende che ammorbidiscono la luce dal giardino.

Above Un elemento d’acqua circolare e un bonsai addolciscono la tavolozza di cemento a livello del suolo in questa “concrete house”.
Se la piscina ci attrae lungo l’asse x, la scala domina l’asse y. Realizzato in cemento e rivestito in rovere massello, questo elemento scultoreo si eleva attraverso un vuoto a tripla altezza sotto un lucernario a cupola. La varietà è introdotta dalla curva organica della scala stessa, dalle ringhiere in piastre metalliche che ricordano un tessuto e dalle aperture vetrate che incorniciano viste mutevoli del paesaggio. Lim spiega: “La scala non è semplicemente un mezzo di circolazione; diventa una passeggiata architettonica dove il movimento stesso modella l’esperienza dello spazio nella “concrete house”.”
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Above Un passaggio coperto in legno corre lungo la piscina verso il prospetto posteriore vetrato di questa “concrete house”.
Armonia di cemento

Above La base rivestita in legno della scala si trova sotto una lampada a sospensione in vetro, mentre il volume esterno rivestito di nero sbalza sopra la corte d’arrivo della “concrete house”.
Un approccio altrettanto disciplinato alla variazione si ritrova nell’espressione materica di questa concrete house. Il cemento predomina, ma c’è una costante esplorazione delle diverse potenzialità di questo materiale. Per questo progetto sono state sviluppate quattro diverse finiture in cemento gettato in opera: pareti curve scanalate, cemento a griglia, pannelli con tiranti e cemento gettato in casseforme verticali con inserti in acciaio inossidabile. “Insieme,” afferma Lim, “celebrano il cemento non come finitura, ma come linguaggio architettonico.”
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Above Vista dall’alto, la scala rivestita in rovere della “concrete house” si curva attorno a un gruppo di lampade in vetro, con una parete in cemento testurizzato su un lato.
L’uso più distintivo del materiale in questa “concrete house” è senza dubbio la soletta a cassettoni che copre la corte d’ingresso e il cortile. Questa è stata una delle maggiori sfide dell’intero processo di costruzione, poiché la soletta doveva servire a molteplici funzioni. Vi sono lucernari casuali che filtrano la luce diurna sul bordo piscina e sul posto auto sottostanti; porzioni della soletta a cassettoni fungono da fioriere elevate; e la struttura definisce un’identità memorabile per l’intera “concrete house”.
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Above Il lucernario a cupola sopra la scala della “concrete house” ripete il motivo ovale, con una lampada in vetro sospesa sul pianerottolo rivestito in legno.

Above La scala della “concrete house” si eleva attraverso un vuoto a tripla altezza sotto un lucernario a cupola, con gradini in rovere e ringhiere metalliche che catturano la luce.

Above Un corridoio della “concrete house” è ritmato da giochi di luci e ombre, con il soffitto a listelli di legno visibile sopra.
Gli altri materiali completano il cemento creando diverse esperienze spaziali. Schermi verticali in legno di balau filtrano la luce solare garantendo la privacy ai livelli superiori, mentre porte vetrate con telaio in alluminio e pannelli in vetro curvo mantengono il legame visivo con il paesaggio della “concrete house”. I blocchi di vetro diffondono la luce diurna negli interni e i tocchi di terracotta ammorbidiscono la tavolozza con calore e tattilità.
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Above Un corridoio rivestito in pannelli color terracotta corre lungo aperture vetrate che incorniciano il cortile della “concrete house”.

Above Una serie di alette di rivestimento nere, alternate a schermi in legno, anima la facciata superiore della “concrete house”.

Above Nel bagno di questa “concrete house”, una vasca freestanding si staglia contro piastrelle color terracotta e una finestra incorniciata in nero, con una parete in vetrocemento laterale.
In definitiva, la parte più gratificante di questo progetto per Lim è stata vedere come i clienti abbiano fatto propria questa “concrete house”, integrando le loro vite nei suoi spazi e angoli. “L’architettura prende vita,” confida, “e ho sempre creduto che l’architettura venga completata dai suoi abitanti.”
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Credits
Photography: Pixelaw Photography




